Il rientro alla base è stato leggermente traumatico, sia per il caldo atroce che avevo rimosso in quattro giorni di alta montagna, e sia per l'incontro con un'altra vespa orientalis mentre portavo Rey a spasso, cosa che ha fatto crescere ulteriormente i miei livelli di ansia già di per sé abbastanza alti, a causa del terrore che mi provoca determinato insetto.
Che poi, ero consapevole che il malaugurato insetto sarebbe arrivato prima o poi in città, nei paesi limitrofi ha già proliferato e il cimitero alle porte ne è pieno, quindi sarebbe stata solo una questione di tempo avercelo come vicino, solo che speravo caldamente che di tempo ne passasse un po' di più, ecco.
E invece colcazzo, la vespa orientalis è arrivata anche qui, evviva.
Sto seriamente ponderando di non uscire più di casa finché freddo e gelo non sopraggiungano.
Il problema però non è tanto mio, quanto di mia suocera che continua imperterrita ad andare al cimitero per pulire le tombe dei parenti, nonostante sia stata punta più volte e nonostante le abbia consigliato di lasciar perdere finché fa così caldo, che con la salute non si scherza, perché è vero che in borsa ha il cortisone a portata di mano, ma è pur vero che le vespe sono come il cavaliere nero, e se decidono di farti la festa perché sono infastidite da scopa e paletta, con la pomata ce fai cazzi.
Ovviamente le mie parole sono state portate via dal vento, che mia suocera non sente niente e nessuno, e quindi niente, mi tocca sperare che ogni sua visita al cimitero sia priva di sgradite sorprese, che tanto non c'è modo di tenercela lontano.
Passando ad altro, sua maestà ha di nuovo cambiato gusti e adesso schifa le scatolette di cui è sempre stato ghiotto e che negli ultimi giorni preferiva al cibo casalingo, e io da brava pezzetta da piedi non sopporto di vederlo in pieno sciopero della fame e mi prodigo quanto posso per soddisfare i suoi capricci, ma senza successo, rimediando quindi solo occhiate di sdegno e commiserazione per non essere riuscita a capire i suoi desideri.
Quanto me lo rimpiango Ren, che se magnava tutto quello che je davo, e anche di più.
Lo so, sono una madre di merda a fare continui confronti fra i due cani, anche perché continuo ad amare maggiormente Ren che Rey, e lo sono ancora di più perché l'altra sera non mi sono accorta di aver chiuso fuori casa il mio piccolo gremlin dopo esser tornati dalla passeggiatina notturna, lasciandolo sul pianerottolo buio qualche minuto buono.
Tonta io che non ho controllato che fosse entrato, ma tonto anche lui che non ha emesso un fiato quando è rimasto chiuso fuori, che te lo dico a fare, tanto più che se non avesse urtato la porta quando ci si è seduto accanto aspettando che l'aprissi, io non mi sarei mai resa conto di dove fosse realmente.
Sono veramente una madre di merda, lo so.
Povero piccolo mio, lo sguardo impaurito che aveva quando ho aperto la porta mi ha fatto veramente male al cuore, sicuramente avrà pensato che volessi punirlo, e adesso anche questo trauma va ad aggiungersi ai tanti che già ha, evviva.
E vabbè, la vita va avanti, per non farmi mancare nulla qualche giorno fa ho avuto la malaugurata idea di rispondere all'annuncio di una tipa che regalava dei vecchi libri, e ieri per accordarci sulla consegna mi è toccato stare al telefono con lei per un'ora, UNA FOTTUTISSIMA ORA di chiacchiere infinite che si potevano condensare in pochi secondi di conversazione se la mia interlocutrice non fosse stata dannatamente logorroica.
Dire che la telefonata mi aveva sfinito è dire poco, ma il peggio non era mica finito, in teoria saremmo dovuti arrivare a casa sua verso le sette (Lemmy e me, che mi occorreva man forte per caricare i libri), prendere i libri e poi tornarcene felici e contenti a casa in tempo per fare la cena, in pratica però nel frattempo che noi eravamo in viaggio, la tipa ha ricevuto una telefonata urgente che non poteva assolutamente eludere e non mi ha mandato la posizione di casa sua, il che ci ha costretto ad aspettare un bel po' prima che giungesse in aiuto il marito e ci indicasse la via.
E qui una buona bestemmia.
Dopo di che, ovviamente che fai, prendi e scappi in pochi secondi?
Ovviamente no, fai un minimo di conversazione come è giusto che sia, maledicendo però la loquacità della tipa che ci teneva inchiodati a lei, nonostante l'ora tarda.
Fortunatamente però il suo giardino era pieno di zanzare e così ho colto la palla al balzo e ci siamo congedati con la scusa di aver fatto il pieno di pizzichi e di non volerne altri, e così siamo riusciti a tornare a casa per le otto e mezzo, dopo aver preso pizza e patatine da asporto, che la fame era tanta e la voglia di cucinare non altrettanto.
La domanda ora sorge spontanea: ma non me potevo fa' li cazzi mia quel giorno?
giovedì 10 settembre 2026
giovedì 30 luglio 2026
Uccello che va, uccello che viene, lunedì mattina ho trovato in cucina una merla che svolazzava di qua e di là cercando di uscire senza successo dalla finestra chiusa chissà da quanto tempo, che non mi ero accorta per niente di avere ospiti di un certo livello.
Dopo un primo momento di sbigottimento, sia per la sorpresa e sia perché vivo blindata a causa del caldo e ancora non mi spiego come sia stato possibile che un uccello sia entrato in casa, ho aperto la finestra a malincuore e ho atteso che la merla uscisse.
Anzi, per non innervosirla sono uscita dalla cucina e l'ho lasciata sola per un bel po', surriscaldando abbestia l'atmosfera di casa con mio sommo dispiacere, per poi chiudere le finestre dopo circa una mezzoretta, convinta di essere riuscita nell'impresa di liberazione.
Ovviamente col cazzo, mentre mangiavo tranquillamente davanti al pc ho sentito gracchiare, e dopo un giretto di perlustrazione ho trovato la merla appollaiata sul mobile in corridoio come niente fosse, al che mi sono vista costretta a prenderla fra le mani contro la sua volontà, cosa che non ha gradito molto, e infatti dopo qualche protesta si è svicolata ed è andata a nascondersi sotto al letto.
Ma non mi sono data per vinta, l'ho stanata e l'ho presa di nuovo, e al secondo tentativo sono riuscita finalmente a farla volare via dal balcone, liberandola dalla gabbia in cui si era rinchiusa da sola.
Il tutto nella totale indifferenza di Rey, che non si è minimamente preoccupato dell'ospite effimero che abbiamo avuto.
Che poi, io ancora mi chiedo come sia possibile che la merla sia entrata: o è passata dal camino, ma mi sembra alquanto improbabile, oppure ha approfittato di quei pochi attimi in cui ho aperto le finestre per spalancare le persiane, e in questo caso mi chiedo come ho fatto a non accorgermi di un uccello che mi volava sopra la testa, che mi sembra tanto strano.
E vabbè, ormai è andata come è andata, la merla vola libera fra gli alberi davanti casa e io sento la sua mancanza, così piccina, tenera e morbida.
Passando dal mondo animale a quello umano, devo dire che alla gente piace proprio rompere il cazzo, l'altra mattina passeggiavo tranquillamente con Rey quando mi sono scontrata nuovamente con un'esponente della categoria, e il nostro alterco mi ha lasciata alquanto basita, oltre che scocciata.
Come mio solito, ero appena passata davanti al locale di mio suocero e stavo proseguendo per la via, quando mi sono sentita chiamare da una vecchietta uscita proprio in quel momento dal portone del palazzo, allora credendo che fosse la scema del villaggio che aveva voglia di aggredirmi come già fatto in passato, ho risposto un po' scocciata e mi sono fermata di malavoglia.
Poi, accortami che non era la scema del villaggio, ma un'altra vecchietta FORSE più ragionevole di lei, ho prontamente chiesto scusa per i miei toni alterati, ma non ho fatto in tempo a finire di parlare che la tipa ha cominciato a rimproverarmi perché il mio cane non doveva fare pipì sul muro.
Che non ha tutti i torti, ma io sciacquo sempre la pipì del mio cane, che tra l'altro fa un piccolo schizzo e non una pozzanghera come gli altri cani che hanno preso per pisciatoio quel palazzo, e gliel'ho detto, solo che non c'è stato verso di farmi ascoltare e la tipa ha continuato a dire che non si fa, perpetrando i suoi rimproveri verso di me.
Me che poi l'ha lasciata parlare e se n'è andata, perché quando è così, che altro puoi fare?
Io ero lì al momento sbagliato davanti la persona sbagliata, e mi sono presa i cazziatoni a causa degli altri incivili, perché sì, che a chi tocca non se 'ngrugna.
Tra l'altro, uno di quegli stessi incivili che neanche raccoglie i bisogni del suo cane abita in quello stesso palazzo e ovviamente con lui fanno tutti pippa, che te lo dico a fare.
Io boh, mi comporto bene e non va bene, allora ditelo che ogni scusa è buona per rompere i coglioni e sfogare le vostre frustrazioni, eccheccazzo.
Che lo so benissimo che le cose vanno così, ma la speranza di un mondo migliore ce l'ho sempre.
Speranza che poi muore, e mamma Samara me ne ha dato l'ennesimo esempio: l'altra sera mi ha chiamato incazzata nera perché zia ha dato il suo numero di telefono a una delle cugine francesi, sorella di quello appena defunto, nonostante le avesse espressamente chiesto di non darglielo perché non ha nessuna voglia di parlare con lei, e nonostante il giorno del funerale abbia glissato le richieste della cugina a tal proposito davanti a lei.
Senza contare che mamma Samara per anni a questa cugina aveva dato solo il numero fisso con la scusa che il cellulare in casa non le prendesse, fatto vero tra l'altro, proprio per arginare la sua abitudine molesta di chiamare a tutte le ore e salvare così culo e camicia, che tanto era fuori tutto il giorno per lavoro, e zia lo sapeva bene.
Solo che zia vuole sempre fare quella brava della situazione, e dopo essersi scambiata i numeri con tutti i cugini presenti alla funzione, dopo qualche giorno ha smollato il numero di mamma Samara alla cugina molesta per farla contenta ed essere lodata in cambio, che ha un bisogno di approvazione di tutti tranne che della sorella altamente radicato.
A riprova di ciò, orgogliosa di aver aiutato la cugina nei suoi desideri, dopo qualche giorno zia ha raccontato a mamma Samara la sua ultima malefatta, tranquilla nella sua pura ingenuità di non causare troppi danni e non paventando affatto la reazione avversa della sorella, scatenando invece le ire -più che giustificate- della sorella che le ha intimato con calma, dignità e classe "prega dio che non mi chiami, che ti ammazzo", in pieno giorno e sulla metro, attorniata da numerosi passeggeri terrorizzati dalle sue parole tutt'altro che gentili.
E non le si può mica dar torto.
E vabbè, alla fine tutto è bene quel che finisce bene, zia è felice di essere stata d'aiuto alla cugina molesta, che tra l'altro ha il suo stesso carattere ed è per questo che mamma Samara la tollera poco, che gliene basta una con cui avere a che fare e due sono decisamente troppe, mamma Samara si è calmata e nel caso riceverà telefonate da numeri sconosciuti con prefissi francesi non risponderà, e io sono felice perché sono riuscita a far calmare mamma Samara, che sono bellabuonaebrava e semplicemente meravigliosa.
Tanto per ridere, ma secondo voi chi glielo ha dato il mio numero alla zia Inutile?
Ecco, capite bene che quando è così ogni parola è fiato sprecato e che incazzarsi è inutile, tanto zia non si renderà mai conto di quanto siano state sbagliate le sue manovre per compiacere chi ha di fronte, perché le ha sempre fatte con le migliori intenzioni possibili.
Ci vuole pazienza, davvero tanta, ma tanta pazienza.
Comunque, stanotte avevo sognato che oggi le temperature sarebbero scese a ventitré gradi, e invece colcazzo, siamo ancora a livelli infernali, ma che comportazione è questa?
Non faccio più i sogni premonitori di una volta, cribbio.
giovedì 16 luglio 2026
La mia parte intollerante
In questi giorni stavo riflettendo su una cosa, il tipo della bancarella che mi ha venduto delle pietre l'altra sera mi ha detto buttandola lì che sono una persona intollerante, e io al momento ho negato fermamente, che sono molto peace&love e bellabuonaebrava, proprio un amore oserei dire, allora il tipo ha chiuso la questione scusandosi per aver sbagliato nella sua valutazione del mio essere ed è finita senza rancore, solo che poi a mente fredda mi sono resa conto che aveva perfettamente ragione, e manco poco.
Non so se è l'età che avanza, ma ultimamente faccio veramente fatica ad essere tollerante con nomi cose città e animali (no, animali no, a parte i bacarozzi), al punto che a volte sclero e inveisco da sola quando vedo o leggo certe castronerie, dall'alto del mio essere sempre bellabuonaebrava e un vero amore.
Per esempio, non tollero l'ignoranza, la stupidità, la maleducazione, la mancanza di rispetto, l'inciviltà, la strafottenza, la cafonaggine, il bigottismo, l'ipocrisia, la falsità, la chiusura mentale e la malignità, di cui purtroppo il popolo italiano abbonda, non tollero chi guida a cazzo di cane e parcheggia peggio, scrive post sui social pieni di errori grammaticali, chi commenta senza neanche leggere, chi insulta tanto per, chi spara a zero per partito preso, chi nega l'evidenza, i tuttologi, i politici fascisti, il fascismo, il razzismo, l'omofobia, chi dà la colpa ai comunisti per ogni cosa anche se sono stati i destrorsi a farla, i no-vax, i pro-vita, quelli che esiste solo dio, gesù cristo e la religione cattolica, gli estremismi, le mammine pancine, gli incel, le stampe animalier, i token, i cookies obbligatori, gli influencer che parlano senza sapere, le frasi corte che imperversano ovunque e non solo sui social, i video che mostrano vari oggetti con il loro rumore reale mentre vengono presi e spostati, i video fatti male con l'intelligenza artificiale, i video inutili, i post inutili, i post scritti male con l'intelligenza artificiale, le immagini di buongiornissimo kaffè, le stories in generale, e tanto, ma tanto altro ancora.
Che si potrebbe raggruppare quasi tutto sotto la parola ignoranza, ma vabbè.
Alla base di tutto questo, ma è rimasto qualcosa che ancora tollero?
Ovvio che sì, ma adesso non è il momento di parlarne, sorry.
Dicevamo, ormai sono diventata talmente intollerante che preferisco limitare le mie interazioni sociali, ancora più del solito, e accendo la tv solo per guardare film o serie, evitando come la peste gli attuali programmi beceri che vanno per la maggiore, dai reality fino a quelli di giornalismo o informazione.
Sui social peggio ancora, non faccio altro che cancellare le pagine suggeritemi dal feed, come quella della tipa che parla di viaggi e si fa le foto di profilo col culo pizzo oppure mette in bella mostra il suo perizoma, che da una pagina di viaggi io voglio vedere i luoghi da visitare e non le grazie della creator, oppure quelle che parlano di Vasco Rossi che mi appaiono di continuo nonostante io non lo ami affatto, le varie pagine di Fanpage e quelle di cinque minuti creativi, le pagine di quei medici che non sanno neanche scrivere in italiano corretto e sparano a zero su cose che non li compete, le pagine di cucina con ricette assurde e immangiabili, le pagine di chi cerca consensi cavalcando l'onda mediatica del fattaccio di turno, le pagine di chi scrive "nessuno metterà like..." oppure se sei una brava persona metti like", e tanto altro ancora che adesso mi sfugge.
Sono arrivata addirittura a non tollerare più il caldo, che ho sempre amato, ma de che stamo a parla', dai.
Eppure sono tanto peace&love, ma da dove esce fuori tutto questo odio totale?
Sarà veramente colpa dell'età che avanza oppure è la logica conseguenza di una misura ormai colma?
Misteri della fede.
Tanto per cambiare discorso, continuo a fare i miei soliti sogni strani: in uno ero in una piazza di una cittadina turistica e c'era l'amico Gigante che faceva il cameriere e serviva ai tavoli di due esercizi differenti, che aveva bisogno di entrate extra a causa di problemi con il suo lavoro ufficiale; in un altro, Hartman aveva ricomprato la gelateria e allora le ho proposto di lavorare di nuovo insieme, al che lei mi ha risposto che aveva già un sacco di personale ad aiutarla, e io di rimando le ho detto che mai nessuno avrebbe lavorato meglio di me (tiè); in un altro ancora tornavamo a vivere a Grande Inverno e io riprendevo a lavorare insieme alla collega Senior; e poi c'era anche un quarto sogno che però adesso non ricordo affatto e quindi è ito per sempre.
Tornando a bomba, dal tipo delle pietre ho comprato anche una corniola, che avevo voglia di averne una da quando non sono riuscita a prendere una collana tempo fa, e mai scelta poteva essere più azzeccata visto che dona vitalità ed energia (che ultimamente non ho), migliora la concentrazione e la memoria (in me assai carenti), e in più, promuove la creatività, che non abbasta mai per i gusti mia.
E pure stavolta c'ho preso, evvai.
Fra tutte le pietre che ho preso (e che ho già) non ce n'è manco mezza per la tolleranza, forse è il caso di rimediare.
mercoledì 8 luglio 2026
Salva la cheerleader, salva il mondo
Lunedì c'è stata l'ennesima mediazione con mister Hyde conclusa con un nulla di fatto, e io comincio veramente a rompermi i coglioni di questa storia.
Si era detto e ripetuto più volte che la faccenda si sarebbe dovuta concludere entro l'estate, e invece ad oggi siamo ancora ben lontani dal porre una fine a tutta questa pantomima, e sono sicura che non c'è il minimo rammarico da parte del mio ex marito, che il suo intento è sempre stato quello di farmi tirare il collo sostenendo fermamente che i soldi me li avrebbe dati quando voleva lui, ovvero tra tanti e tanti anni.
E io vorrei dargli tante di quelle mazzate che non avete idea, una per ogni giorno che devo aspettare per mandarlo definitivamente a fanculo.
Parlando di cose più interessanti, ho passato gli ultimi due giorni in campagna a dare una mano a mia suocera con i nipotini, e con l'occasione ho aiutato il grande a finire il suo sottopiatto all'uncinetto per il padre, tra l'orgoglio di tutti (meno il nonno che si è tenuto a debita distanza).
Tutto è bene quel che finisce bene?
No, perché il nipote grande ha la mente sempre in fermento (peggio della mia) e finito con il sotto piatto adesso vuole fare altri millemilioni di progetti, tutti diversi, e non passiamo abbastanza tempo insieme per potergli insegnare tutto quello che vuole sapere e aiutarlo a dare forma alle sue idee.
Idee che cambiano di continuo come cambia il vento tra l'altro, il che rende ancora più difficile seguire la sua verve incontenibile e il suo estro.
Evviva.
Per quanto riguarda il piccolo, oggi è il suo compleanno e lo festeggerà nella capitale con la mamma e i parenti materni, allora ho proposto di fare qualcosa anche noi ieri per dargli un po' di attenzioni, e pure perché la famiglia paterna non esiste solo per sfamare i ragazzini quando è comodo, ma niente, nessuno degli adulti mi ha dato retta, che secondo ognuno di loro sarebbe stato inutile, e al massimo potremo festeggiare tra un mese, quando i nipotini verranno parcheggiati qui per le vacanze.
Ottimo direi, è proprio la stessa cosa, sì sì.
E vabbè, la famiglia è la loro e io sono solo carne aggiunta, mi arrendo al loro volere che altro non posso fare.
Tanto per dirne un'altra, mia suocera ormai ha il chiodo fisso dell'albero che darebbe fastidio alla tipa che mi abita di fianco e adesso ha deciso che deve essere tagliato, che è diventato troppo grande e che non si possono creare problemi alla gente.
Ora, a parte che tagliare qualche ramo e troncare la cima non risolve la questione allergia della tipa, ma davvero è necessario smuovere mari e monti (e spendere l'iradidio) per dare una sistemata a un albero di cui non si lamenta nessuno, basandosi su di una frase buttata lì qualche tempo fa, non so neanche quanto?
Io boh, non ne vedo proprio il motivo, sinceramente.
E vabbè, tanto i soldi non sono i miei, facesse quello che le pare.
Per quanto mi riguarda, ho fatto un altro dei miei sogni strani, mi trovavo in una casa che era la mia, ma che non ho mai visto prima, sono entrata in camera e mi sono avvicinata allo specchio sul comò per specchiarmi, ma invece della mia immagine riflessa sono apparse due presenze che erano rimaste intrappolate lì dentro.
Parlando con loro, una coppia che probabilmente aveva vissuto in quella casa ai tempi che furono, ho saputo che non erano soli in quella casa, ma che c'era una terza presenza in giardino, e così sono uscita per andare a cercarla.
E poi mi sono svegliata, che mi ci mancano solo le presenze in questa casa e poi abbiamo fatto bingo.
Su Netflix c'è Heroes, non ho tempo per le stupidaggini.
giovedì 18 giugno 2026
Credo di aver toccato il fondo con i miei sogni, stavolta il protagonista dei miei deliri onirici è il mio primo caso umano, il ragazzino stupido come la merda che tanto mi piaceva alle elementari e che, ovviamente, non ricambiava affatto i miei sentimenti, ma anzi mi trattava male ed era solerte ricordarmi quanto fossi brutta.
E non lo giudico stupido perché non mi ricambiava eh, era proprio stupido a livello intellettivo, il più stupido della classe, tanto da essere l'unico che avesse bisogno di prendere ripetizioni dopo scuola, e io spesso lo aiutavo a fare i compiti o glieli facevo copiare, che in quei casi magicamente non ero più così brutta per lui, visto che la mia intelligenza gli era necessaria.
E sì, la mia devozione per il mio innamorato mi rendeva ancora più stupida di lui, ma cosa volete, al cuor non si comanda e io all'epoca accettavo i suoi maltrattamenti convinta che prima o poi si sarebbe accorto di quanto fossi invece fantastica e meravigliosa, per poi vivere felici e contenti per sempre.
Cosa mai successa, che te lo dico a fare, anzi, se non ricordo male in quinta si è scoperto che a lui piaceva la bambina che piaceva a tutta la classe quell'anno, bambina che tra l'altro aveva fregato tutti e si era "fidanzata" con un bambino dell'altra sezione, e quindi è finita così, tutti mazziati nel cuore e nell'orgoglio tranne la coppietta felice.
Fortunatamente per me, alle medie sono finita in una sezione diversa dal mio innamorato, ma questo non gli ha impedito di continuare a dirmi quanto fossi brutta tutte le volte che ci incrociavamo per strada, poche per buona grazia mia, cosa che ha contribuito assai a levarmelo dalla testa e dal cuore e gettarlo nell'oblio che meritava, e in cui è rimasto finché non è uscito fuori nei miei sogni.
Che culo, oserei dire.
Ma tanto ritorna lesto da dove è venuto eh, ma chi se lo incula a quello, ma figuriamoci.
Nella vita reale invece non potrebbe andare meglio, le giornate scorrono placide e tranquille, anche grazie all'inerzia della calura estiva, e non ci sono nubi all'orizzonte che possano presagire il minimo turbamento alla nostra armonia domestica e di coppia.
Anche Rey sta bene, l'infiammazione alla zampetta è guarita senza grossi patemi, se non quelli relativi al tenerlo fermo durante le medicazioni (mission impossible livello plus), ma grazie alle mie magiche manine e a tanta pazienza il peggio è passato, e ora non occorre affatto farlo operare.
Senza contare che siamo pure riusciti a fargli il vaccino senza che il veterinario venisse pinzato nuovamente dai suoi dentini guizzanti, quindi, ma che vuoi di più dalla vita?
Poter bere e mangiare senza ingrassare, solo questo, per il resto non mi manca nulla, proprio nulla.
mercoledì 27 maggio 2026
Poi dici che uno non bestemmia, stamattina avevo un sacco di giri da fare e nessuna voglia di farli a causa delle alte temperature che abbiamo raggiunto pocanzi, e quando finalmente mi decido a uscire di casa per le mie commissioni, becco la vicina intenta a decorare la ringhiera per la festa e mi attacca un bottone immenso che non sono riuscita a evitare, il tutto sotto il sole cocente che mi ha mandato a fuoco la pelle.
Che poi, non è stato tanto il fatto che mi sono fermata a fare due(mila) chiacchiere, ma quanto il dovermi mordere la lingua per non rispondere male ogni volta che la tipa tirava fuori i soliti sfondoni sugli stranieri, che la colpa di tutto quello che sta succedendo in questi ultimi tempi è dei sinistroidi, e che ognuno deve rimanersene a casa propria, e via dicendo.
Che detto da una che è sarda e che vorrebbe trasferirsi in Tunisia per godersi la pensione non è tanto attendibile, ma tanto è inutile cercare di far ragionare queste persone, è come lavare la testa all'asino, ecco.
La perla di tutti i suoi sproloqui poi è stata che i sinistroidi hanno creato un partito di musulmani, e lì ho provato a rispondere che insomma, non era proprio così, ma non c'è stato verso di fare breccia nelle sue convinzioni e allora amen, ho cambiato discorso e ho chiuso la questione.
Che poi, porcodemonio, come sia possibile che tutti i problemi di questo paese siano colpa dei sinistroidi quando da tren'tanni governa la destra, io mica lo so eh.
Comuque, dopo un'ora sotto il sole a chiacchierare del più e del meno, credevo di riuscire finalmente a sganciarmi, ma ovviamente COLCAZZO, perché un vecchio signore con il braccialetto MELONIPRESIDENTE che tornava da fare la spesa ha pensato bene di unirsi alla nostra conversazione e ha cominciato anche lui a inveire contro gli stranieri, che lui era carabiniere e tanti altri blablabla che ho prontamente rimosso per conservare un minimo di integrità mentale.
Fortunatamente la mia tortura ha avuto una fine, ma sempre troppo tardi per permettermi di portare a termine tutti i miei impegni, e così me la sono presa riccamente in quel posto.
Parlando di cose più allegre, domani è il compleanno di Gnegno e mi sono dovuta mettere in mezzo io per festeggiare con la famiglia, perché mia cognata aveva pensato ad organizzare la festa di sabato mattina, noncurante che mamma Samara fosse a lavoro a quell'ora.
E visto che nonna e zia non esistono solo per cacciare i soldi dei regali, regali che tra l'altro non siamo neanche libere di scegliere perché è sempre la madre a decidere cosa far avere ai figli, ho proposto di festeggiare domani sera, in modo che la famiglia sia tutta riunita per il lieto evento.
Eccheccazzo.
Basta poco, che ce vo'?
Con la dolcezza si ottiene tutto.
E comunque rosico, in tutta Dreamland sono finiti i nastri colorati per fare le decorazioni per la festa, e ora come faccio?
venerdì 15 maggio 2026
Qualche sera fa il sindaco di Dreamland ha organizzato una cena di partito e ci ha invitato, Lemmy non ha potuto rifiutare per l'amicizia che li lega, mentre io me ne sono rimasta a casa che di queste pagliacciate ne faccio volentieri a meno, forte anche del fatto che non vedo il motivo di presenziare e poi guardare gli altri mangiare mentre io non tocco cibo per le mie tante intolleranze.
E non esagero nel definirla una pagliacciata, ben pochi dei presenti erano lì per sostenere il partito, la maggior parte erano di altra fazione e, addirittura, di altri comuni, venuti solo per scroccare la cena lottando come gladiatori nell'arena per aggiudicarsi più cibo degli altri.
Hanno fatto la lotta anche per i posti a sedere, figuriamoci, e tanti spostavano le loro sedie in modo da allargare il proprio spazio e togliere posti, probabilmente per stare più comodi (mi rifiuto di pensare a una sorta di cattiveria di sottofondo, che veramente qua si rasenta lo squallore più totale).
Per non parlare di quelli che sono arrivati al ristorante almeno mezz'ora prima dell'inizio per occupare i posti per loro e per gli amici, manco fossero indigenti alla mensa dei poveri, che te lo dico a fare.
Dignità e decenza decisamente buttati nel cesso per una cena gratis, veramente uno spettacolo penoso.
Anzi, ridicolo, assolutamente ridicolo.
Per rimanere in tema, la zia Inutile si è lamentata con zia perché non le ho risposto ai suoi messaggi di auguri, e lei, che adora mettersi in mezzo nelle situazioni, mi ha scritto per intercedere fra la sorella e me, convinta di fare cosa buona e giusta.
Ma visto che è cosa buona e giusta COLCAZZO, l'ho invitata a lasciar perdere la questione perché tanto non ce sta trippa pe' gatti, avere un rapporto relegato ai semplici messaggini di auguri per le feste comandate con la zia Inutile è una grandissima ipocrisia per me, e non mi interessa.
Tra l'altro, oltre agli auguri per il mio compleanno, la zia Inutile mi ha mandato gli auguri pure per la festa della mamma, e io mamma non sono, ma de che stamo a parla'?
Lei manda lo stesso messaggio a tutti indistintamente per proforma e non perché ci tiene, e io dovrei esserne contenta e pure rispondere?
No grazie, non te penso proprio.
Zia dice che dovrei darle una possibilità, che lei sta cambiando, che FORSE si è stufata dell'egemonia del marito padrone e blablabla, ma francamente me ne infischio, se loro sorelle (mamma Samara e zia) vogliono avere un rapporto con la zia Inutile, benvenga, io senza di lei campo uguale, e soprattutto, dei messaggini del cazzo di auguri ne faccio volentieri a meno.
Che poi, egemonia del marito padrone fino a un certo punto, che è vero che lui non ha mai voluto noi famigliari intorno, ma è pur vero che se lei avesse voluto mantenere un rapporto con la famiglia, un modo lo avrebbe trovato, quindi per me la questione è chiusa, ognuno per cazzi propri e amen.
Dopotutto, bisogna prendersi la responsabilità delle proprie azioni ed accettarne le eventuali conseguenze, tieni a distanza la famiglia?
E allora rimani da sola, semplice.
Mi dispiace per la zia Inutile, ma i suoi miseri messaggini impersonali e asettici su di me non hanno presa, come neanche le mediazioni di zia, quindi per me la questione è più che chiusa, è morta e sepolta.
Ora, la domanda sorge spontanea: la zia Inutile avrà capito che con me non c'è trippa pe' gatti o continuerà a mandarmi i suoi messaggini di auguri del cazzo?
Lo sapremo a ferragosto, intanto le scommesse sono aperte.
Speriamo solo di non dover aspettare ferragosto pure per avere la macchina nuova, che qui la situazione si sta rivelando leggermente problematica.
Come nel sogno di stanotte, dove c'erano nonno sorridente come al solito e Generalenonna seria come al solito, e a un certo punto nonno mi ha messo la mano sul sedere, al che mi sono svegliata disgustata.
Ma che robaccia è, diobestia?
Almeno smettesse di piovere, cribbio.
sabato 9 maggio 2026
Giubilo sia in tutto il regno, finalmente, e dico FINALMENTE, ho avuto il primo riconoscimento per la mia enorme correttezza e civiltà sulle strade di Dreamland, una signora ha espresso la sua approvazione al mio sciacquare la pipì del cane, e io ho gongolato altamente.
Poi, come è giusto che sia, la mia piccola gioia conquistata dopo quasi quattro mesi passati a dar sfoggio della mia enorme correttezza e civiltà mi è stata tolta dalla scema del villaggio, che mi ha urlato contro dal balcone perché secondo lei io stavo buttando la bustina con i rifiuti solidi del cane nei secchi del suo condominio.
Cosa ovviamente non vera, che te lo dico a fare, io sono bellabuonaebrava e certe cose non le faccio, allora dapprima mi sono risentita per l'accusa e le ho risposto tranquillamente, per quanto può essere tranquilla una conversazione a metri di distanza con il rumore delle macchine che passavano ogni tanto, per poi alzare i toni alle successive accuse della vecchia riguardo le spisciazzate dei cani sui muri del suo palazzo, che non erano assolutamente quelle del mio cane, che io sciacquo sempre.
E per non chiudere la conversazione con un meritato MAVATTENAFFANCULO, perché comunque sono sempre bellabuonaebrava, me ne sono andata urlandole buona giornata mentre lei continuava a sbraitare dal suo balcone.
E mica è finita qui, la scema del villaggio mi ha dato il tormento per tre giorni urlandomi contro sempre dal suo balcone, perché sì che è scema, ma fino a un certo punto, e di scendere e prendermi di petto non ci ha pensato minimamente di farlo, come del resto non si azzarda affatto a fare rimostranze al tipo che gli abita nel palazzo e che lascia il suo cane libero di fare ogni suo bisogno ovunque, visto con i miei occhi tra l'altro, quindi le mie non sono congetture.
Comunque, all'ennesimo sbraito della scema del villaggio mi sono limitata a risponderle di farsi una vita, e pare che abbia funzionato perché stamattina non era affacciata al balcone come negli ultimi tre giorni, e al mio passaggio non ci sono state urla o rimproveri.
Durerà questa pace?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Che poi lo so che non avrei dovreiuto reagire male agli sbraiti di quella vecchia, che è pur sempre una signora anziana di quoziente limitato, ma vado in bestia quando mi accollano colpe che non ho, eccheccazzo.
Sono una delle poche che raccoglie i bisogni e l'unica che sciacqua la pipì del cane, e devo essere rimproverata IO per lo schifo che fanno gli altri?
Eh no, cazzo, non esiste.
Comunque, a ripensarci mi è andata bene che la vecchia non mi ha tirato una secchiata d'acqua dal balcone, ora che la rabbia iniziale è scemata, mi tocca starmene zitta se non voglio rischiare una doccia fuori programma.
E pure perché con certe persone è fiato sprecato parlare.
Parlando di cose più interessanti, la macchina nuova è pronta da ritirare, ma la finanziaria non ci ha accettato il prestito e quindi l'abbiamo dovuta pagare tutta in contanti, azzerando il conto in banca e calando tanti santi quanti sono stati gli euro migrati da noi verso il concessionario, che sto ancora maledicendo tutto il calendario e anche di più.
Come se non bastasse, per l'assicurazione ci occorre lo stato di famiglia, ma visto che il comune di Dreamland è aperto al pubblico solo tre mezze giornate a settimana e quando sono andata io non erano le mezze giornate giuste, mi tocca tornarci la settimana prossima.
E poi dovrò tornarci ancora per prendere la tessera elettorale, perché almeno quella sono riuscita a prenotarla, ma ci vogliono dieci giorni per stamparla.
Evvai.
E' un mondo difficile.
mercoledì 22 aprile 2026
Continuo a fare sogni strani, solo che poi al risveglio non me li ricordo, o se me li ricordo, al momento di metterli su carta magicamente svaniscono dalla mia memoria.
E qui una buona bestemmia.
L'unico che ricordo è quello in cui ero in una villa abbastanza modesta e nell'atrio di questa casa c'erano anche Ladybug e Gabrielle Agreste (te prego) che discorrevano animatamente, allora li ho lasciati soli e sono entrata in una stanza dove c'era a terra una cinciallegra morta. Ho preso in mano il povero uccellino sperando di poter fare qualcosa per rianimarlo, e poi ho aperto la finestra di quella stanza per fuggire, ma era notte e ci trovavamo in campagna quindi no, niente fuga, e in quel momento mi sono svegliata.
E non sto neanche guardando Miraculous in questo periodo.
Però vorrei fuggire dalla catasta di scatoloni pieni di vestiti che non so dove mettere perché l'armadio è troppo piccolo per le mie esigenze, scatoloni che poi stanno in mezzo al cazzo perché non so dove mettere neanche quelli, e vorrei gridare e dare fuoco a tutto e ricominciare da zero lontano da tutto e da tutti perché sì, che io un armadio enorme me lo meritavo, ecco.
Il meteo poi non aiuta, la mattina fa caldo e la sera fa freddo, il che non mi consente ancora di togliere dal cazzo i giubbotti, ennesima roba in giro che mi urta il sistema nervoso, quasi quanto il freddo che odio abbestia.
Ah, che bella la primavera.
Che poi, sarebbe la mia stagione preferita se non fosse per gli sbalzi di temperatura e per la fottutissima allergia ai pollini, talmente fottuta che l'antistaminico che dovrebbe coprirmi ventiquattro ore ormai dura forse mezza giornata, in un tripudio di santi calati che non sto qui a ripetere, perché devo passare il tempo a soffiarmi il naso.
Ma sarà bellissimo lo stesso.
A tal proposito, di fioriture e non di mocciolo, ieri mia suocera è passata con fare guardingo per chiedermi di indagare a proposito della mia dirimpettaia, l'unica che non fa parte della famiglia a palazzo Palladini, perché secondo lei POTREBBE far tagliare i rami dell'albero che si trova di fronte al suo balcone, dato che tempo fa si lamentò casualmente di quanto le dava fastidio il polline dei suoi fiori.
Ora, a parte che il balcone dista metri da quell'albero e non è umanamente possibile tagliargli i rami da quella postazione, e constatato che per farlo occorrerebbe usare impalcature e strumenti da poggiare nel piazzale dei box di cui l'inquilina non ha la chiave, come non ha quella del giardino dove si trova l'albero (in teoria dovremmo averla noi, ma non so dove), a prescindere da tutto questo, ma anche se fosse, a te cosa cazzo ti frega se qualche ramo viene tagliato?
Anzi, dovreste essere voi proprietari di baracca e burattini a eliminare o mitigare eventuali cause di disagi, visto che l'inquilina vi pago l'affitto regolarmente da anni e sarebbe un suo sacrosanto diritto vivere tranquillamente senza problemi.
Ma poi, anche fosse, dubito che il taglio di qualche ramo porterebbe a un miglioramento della condizione di fastidio della vicina, data la grandezza dell'albero stesso, quindi, de che stamo a parla'?
Tutta la questione è decisamente campata in aria, ai massimi livelli di complottismo astruso, e da una persona colta e intelligente quale è mia suocera, certe "cadute di stile" non me le aspetto proprio, come non le capisco (e non le concepisco).
E vabbè.
Comunque, dopo aver tranquillizzato la suocera che avrei supervisionato l'albero stando attenta che non gli venga torto alcun ramo, per opera dello spirito santo aggiungerei, l'emergenza è rientrata e siamo tornati tutti ai nostri impegni quotidiani come niente fosse, felici e contenti.
Tutti tranne me, che vivo fra gli scatoloni pieni di vestiti, ma sono dettagli.
Che bella la primavera.
giovedì 16 aprile 2026
Ho fatto un altro dei miei sogni strani, c'era Generalenonna seduta sulla panchina di casa sua, con una gamba piegata sull'altra e le mani appoggiate sul piede in bilico, la pianta di quel piede aveva un po' di ispessimento cutaneo e gliel'ho fatto notare, allora lei mi ha risposto che stava aspettando che tornasse mamma Samara così ci avrebbe pensato lei, e io di rimando ho pensato che avrebbe aspettato in eterno, perché ormai mamma Samara non abitava più lì.
E un po' mi dispiace di non abitare più tutte insieme, la convivenza era ardua e le guerre dei mondi erano all'ordine del giorno, ma la vicinanza che tanto ci faceva tribolare rendeva facile fronteggiare problemi e imprevisti, sempre presenti grazie alla tenera attenzione del grande demone celeste verso di noi.
Tipo l'altro giorno, mamma Samara aveva un incontro di lavoro tramite videochiamata e non si sentiva sicura di riuscire a seguire tutti i passaggi per farla, con conseguente carico di ansia non indifferente, che non sarebbe esistito se avessimo abitato ancora insieme.
Se mi' nonno c'aveva tre palle era un flipper, ma vabbè.
Che poi, alla fine non ci sono stati problemi con la videochiamata, non volendo che mi scomodassi io fino a casa sua e non volendo venire da me, mamma Samara si è fatta aiutare da mia cognata, e tutto è bene quel che finisce bene, anche se a me un po' di rammarico (totalmente ingiustificato) è rimasto.
Comunque, tra una chiacchiera e l'altra con mamma Samara, è uscito fuori che lei ha visto le foto dell'abito da sposa della cugina Malmostosa, che non ha ancora visto nessuno, perché la sorella (di mia madre, non di mia cugina) gliele ha mandate in gran segreto, incapace di tenersi un cecio in bocca come lei.
E dopo i primi attimi di sconcerto e riprovazione, sono scoppiata a ridere, che nonostante tutti i loro bisticci e le loro divergenze di opinioni, alla fine sono più simili di quanto pensino.
Sempre riguardo zia, fortunatamente il malore che ha avuto si può curare con i farmaci, evitandole così di finire sotto i ferri, opzione che non rallegrava nessuno, mamma Samara e me in primis, e quindi ora possiamo tirare un sospiro di sollievo, che l'emergenza è rientrata.
Il dannato cambio di stagione mi sta esaurendo, diobestia.
venerdì 10 aprile 2026
Ieri pomeriggio c'è stata la terza mediazione con mister Hyde, ero convinta che ci sarebbe stato da lottare e che mi sarebbe di nuovo schizzata la pressione alle stelle per la rabbia, e invece nulla di tutto questo, l'incontro è filato liscio come l'olio, tanto che ad oggi sono ancora faccio fatica a crederlo.
Mister Hyde e il suo avvocato sono stati zitti e buoni e non hanno fatto rimostranza alcuna, ma sono rimasti totalmente irremovibili sulla cifra che mi spetta, mille euro in meno della media precisa fra la mia proposta e la sua, e io me la sono fatta andar bene, che di fare puntigli stupidi non ne avevo proprio voglia.
E poi, potevo mettermi al loro stesso livello e fare rimostranze per due spicci, allungando ancora il brodo?
Ma chi te se incula, tieniti i tuoi pulciosi mille euro, e a posto così.
La mia tranquillità mentale non ha prezzo, e prima finisce questa storia e me te levo dal cazzo, e meglio è.
Tanto per spettegolare un po', per ribattere ad eventuali rimostranze del mio ex marito sulla mia stima di casa, che secondo lui era troppo alta (e grazie al cazzo), il mio avvocato si è fatta un giro sui siti immobiliari e ha trovato un appartamento in vendita nel mio palazzo, allo stesso prezzo di quello dichiarato nella mia relazione, e me lo ha fatto vedere per discuterne prima dell'appuntamento.
All'inizio credevo che l'annuncio riguardasse la casa della vicina morta a dicembre, ma una volta viste le foto mi sono resa conto invece che si trattava dell'appartamento sopra di lei, dove viveva ormai il figlio stronzo di un padre ancora più stronzo, quello che negli anni precedenti ha sempre fatto i dispetti a tutti, credendosi il padrone dello stabile, al punto che tutti gli altri condomini (tranne la tipa morta) si sono allontanati definitivamente vendendo le loro proprietà, una delle quali all'epoca diventò la mia casa.
E queste persone che andarono via erano le sue nipoti dirette, seguite poi dai cognati del tipo, esasperati anche loro dalle guerre interne di famiglia e palazzo, nonostante le mogli fossero sorelle legatissime.
La cosa che fa ridere, è che il tipo avanzava diritti di proprietà sull'intero stabile e sul cortile, dove deteneva ben quattro posti auto invece che uno e aveva costruito abusivamente uno stanzino per i cani, che teneva sempre rinchiusi in mezzo alla sporcizia, e non era neanche proprietario della sua di casa, intestata in realtà ai tre figli della vicina morta recentemente, perché all'epoca chi comprò quel terreno e costruì il palazzo fu il marito di lei, cui nessuno restituì i soldi dell'acquisto.
Tanto per dirne un'altra, quando i nuovi proprietari dell'altro appartamento che era stato messo in vendita insieme al mio, misero piede in casa loro, il tipo stronzo andò da loro a fare casino perché, testuali parole, lui aveva diritto di prelazione su quella casa, e doveva essere sua invece che loro.
Ovviamente quei due, che non erano di certo fregnoni, l'hanno rimesso a posto con poco, scatenando però le sue ire e le sue rimostranze passivo-aggressive, diventando anche loro vittime dei suoi dispetti e dei suoi sabotaggi.
Anche se poi, quei due se ne sono sempre sbattuti il cazzo e non hanno mai dato peso alle sue provocazioni, ben capendo che il tipo, cardiopatico, cercava anche la scusa buona per essere aggredito e poi svoltarci i soldi con una denuncia.
E non lo dico per mie ipotesi, ma perché un giorno la moglie del tipo stronzo, in un raro momento di confidenze, mi raccontò di come fosse bravo il marito a trovare sempre il modo di racimolare soldi facendo impicci su impicci.
Non c'è che dire, complimenti vivissimi.
E poi dite perché non mi sono voluta tenere la mia casa, ma chi ve se incula.
Comunque, non so per quale motivo, ma dopo anni di vessazioni su chiunque non gli andasse a genio (tutti), il tipo stronzo e la moglie si trasferirono lasciando l'appartamento al figlio stronzo, che raccolse l'eredità del padre e continuò a perpetrare le sue lotte passivo-aggressive nei confronti della vicina di sotto, sempre perché i veri proprietari erano i figli di lei, e non i genitori, fino ad oggi che l'appartamento è in vendita, anche se non credo saprò mai i motivi di questa decisione.
In tutto questo, a parte che non mi capacito di come ci si possa sentire i padroni di stocazzo se non si possiede neanche un mattone della propria casa, a parte che non capisco perché fare la guerra a tutto e tutti in nome di una giustizia personale che non sta né in cielo e né in terra, a parte tutto, ma come si fa a mettere un annuncio di vendita con le foto di un appartamento totalmente disastrato e in disordine, come?
Io mi sono vergognata per loro, davvero.
E vabbè, chiusa parentesi pettegola, torniamo alle cose importanti della vita.
Stamattina mamma Samara è venuta a Dreamland e dopo aver fatto una capatina veloce e inconcludente al supermercato qui nei paraggi, e avermi fatto sclerare come suo solito perché non è mai nel luogo dove dovrebbe essere quando devo raccattarla in macchina, siamo scese a Letamaios per un giro al mercato, e dopo aver mangiato un pezzo di pizza, ci siamo salutate e ognuna se n'è tornata a casa propria.
Veramente, da principio saremmo dovute andare a trovare zia che è stata male, ma ancora non l'hanno dimessa dall'ospedale, contrariamente a quanto affermato ieri, e quindi ciccia, ci siamo limitate a spendere soldi in vestiti e bisticciare fra noi come al solito.
Che poi, me ne ha dette di ogni quando avrei voluto comprarmi un bel paio di sandali, asserendo più volte che secondo lei non ho bisogno di scarpe che non indosserei mai per andarmene in giro (lo dici tu), e lì per lì le ho dato retta a malincuore (molto a malincuore) per non litigare ulteriormente, già con l'idea di tornare a prenderli una volta rimasta sola, rimanendo però fregata perché nel frattempo che pranzavamo e l'accompagnavo prima al supermercato e poi a prendere l'autobus per il ritorno, il mio tessoro era stato bello che venduto.
Che amarezza.
Ma tu guarda se all'età mia ancora mi faccio condizionare dai giudizi severi della mia genitrice despota, porcazzozza.
E mo, quando li ritrovo dei sandali così belli?
Che vitaccia.
mercoledì 1 aprile 2026
Bello scherzo che mi sono fatta da sola, stamattina mentre portavo a spasso Rey ho inciampato e mi sono spalmata su una rampa di metallo, sbattendoci entrambe le ginocchia di brutto brutto brutto e graffiandomi le mani.
Però il mio gremlin ha mostrato un minimo di affetto per me e invece di tirare per andare via, cosa che fa ogni volta che ci fermiamo contro il suo volere, mi si è avvicinato ed è rimasto al mio fianco finché non ho avuto le forze di rialzarmi.
Darmi un bacino colcazzo, che quello è fuori discussione, ma non mi lamento, che è già tanto che non sia scappato.
Alla fin fine posso dire che m'è andata bene, non mi sono rotta nulla e il dolore alle ginocchia adesso pare abbastanza sopportabile, e poi la mia fantastica performance non ha avuto spettatori, a meno che non ci sia qualche telecamera che abbia ripreso il tutto, e allora in quel caso avrò la scusa buona per rinchiudermi in casa e non uscire più fino alla morte.
Meglio di così, si muore.
Sì, lo so, la scelta dei modi di dire è alquanto discutibile e non proprio adatta al periodo, ma vabbè, soprassediamo.
A proposito di morti, ho portato a casa tutte le calle di Generalenonna che avevo lasciato in campagna per prendermene cura personalmente, e il fottutissimo vento di questi ultimi giorni me le ha rovinate tutte quante.
E poi dici che uno non bestemmia.
Che poi, se non ricordo male avevo smollato a mia suocera altre piante, non senza rimostranze sue che non ama particolarmente il giardinaggio e, se continua a dirmi bene, tra quelle ci sono altri vasi di calle che sono magicamente sopravvissute meglio rispetto a quelle che ho messo in balcone.
Comunque, a me il vento impetuoso di questi giorni terrorizza quanto i temporali, per la gioia della mia amica ansia che è sempre qui con me e non smette di farmi compagnia, cribbio.
Tanto per rimanere in tema, stanotte ho sognato che entravo in una casa in cui avevo vissuto e dovevo cercare in una stanza specifica un tesoro nascosto, e mentre smucinavo fra i vari oggetti è arrivato l'ex compagno di mia madre per aiutarmi, riuscendo lui stesso a trovare prima il tesoro dentro una palla nascosta nella canna fumaria di un camino, e dopo un cumulo di orologi costosi dentro al camino stesso.
Sarà un segno che sto per diventare ricca?
O che il tipo è passato a miglior vita?
Ai posteri l'ardua sentenza, nel frattempo mi sa che qualche numero me lo gioco, che non si sa mai.
Per concludere, lunedì siamo andati alla festa di compleanno di Hartman insieme all'amico Consigliere e all'amico Dentista, più un altro tipo che ho visto solo due volte, e abbiamo passato la serata a divertirci tra cibo, alcolici e risate come i bei vecchi tempi.
E per onorare i cari bei vecchi tempi, a un certo punto mi sono mossa furtiva per impossessarmi di una bottiglia di prosecco lasciata incustodita e continuare così a bisbocciare tutti insieme appassionatamente, solo che non sono stata abbastanza furtiva e la zia di Hartman mi ha beccato con le mani nel sacco.
"NON E' CAMBIATO NIENTE, EH", ha commentato ridendo.
Ovvio che no, perché dovrebbe cambiare qualcosa?
E' tanto buono il prosecco.
E vabbè, è stato bello passare una serata insieme come facevamo un tempo e direi che si può anche rifare, ma con moderazione, che qui c'è gente che sta cercando di dimagrire.
La settimana è cominciata col botto, e anche il mese, evvai.
giovedì 26 marzo 2026
How far you'll go
Ieri ci sono stati i funerali di Tonnaso Parapiglia, e ora è tutto finito.
La funzione in chiesa è stata un po' la fiera dell'ipocrisia, così come in vita Tonnaso ha sempre dovuto seguire i dettami religiosi imposti da genitori e moglie, anche dopo la morte non ha avuto un briciolo di tregua da ciò in cui non credeva assolutamente.
A questo punto dubito fortemente che sia stata una sua volontà quella di essere seppellito nella cappella di famiglia in Abruzzo, lontano da tutto e tutti, ma vabbè, non sono affari miei.
E però mi scoccia che noi amici non potremo mai andare a trovarlo.
Anche il discorso della moglie è stato molto ipocrita, e a tratti manipolativo, come lei del resto, specialmente quando ha fatto un leggero rimprovero verso quelle persone che hanno sempre obbligato Tonnaso a comportarsi secondo i loro dettami, essendo lei stessa la prima ad averlo fatto abbondantemente fin dal primo giorno in cui si sono messi insieme, azzerando la sua personalità e plasmandola a suo piacimento.
Il bue che dice cornuto all'asino, insomma.
Poi, poverina, piangendo ha detto che l'unico dono che gli ha fatto il marito è stato il figlio, il loro grande amore, forse dimentica della casa, del lavoro e di tutti i privilegi che in questi vent'anni ha avuto stando con lui, ma vabbè, sono dettagli.
Ovviamente non poteva mancare l'autocelebrazione, che te lo dico a fare, piangere mentre si afferma che Tonnaso abbia sempre detto di non essersi mai sentito tanto amato come da lei è stata una gran mossa ad effetto, anche se era decisamente una grandissima stronzata, e ne ho le prove.
E tutti hanno applaudito la vedova inconsolabile dopo il suo accorato discorso, tranne me.
Ma vabbè, sticazzi.
Però una cosa giusta l'ha detta, che la morte lo ha liberato da tutte le sue sofferenze, e vivere la vita che volevano genitori e moglie è la prima di queste, senza alcuna ombra di dubbio.
Come ciliegina sulla torta, il fratello e la sorella che avevano chiuso i rapporti con lui da anni, lasciandolo solo durante l'evolversi della sua malattia, erano ben presenti alla funzione: il fratello a volte in disparte e a volte a fianco della madre, e la sorella invece a prendersi condoglianze e abbracci saltellando tra tutti i presenti, fedele al suo ruolo di primadonna ad vitam.
La mamma dal canto suo non sembrava molto presente, e non credo mi abbia riconosciuto quando sono andata a salutarla, mentre il padre aveva proprio rimosso chi fossi, sebbene abbia frequentato per più di tre anni la sua casa.
Ma vabbè, non me ne stupisco di certo.
Però mi dispiace, avrei voluto avere una conversazione più confidenziale e amabile con loro, recuperare un po' di questi vent'anni passati, e invece niente, è andata così.
Sì, lo so che finora ho scritto parole piene di rabbia e livore, ma non ho mai sopportato granché il fatto che la personalità "prorompente" di Tonnaso fosse stata annullata così tanto negli anni da quelle persone che dicevano di amarlo, specialmente la moglie.
Se lo ami, lo accetti per quello che è, punto, e se non ti sta bene, te ne cerchi un altro, o sbaglio?
E non sono la sola a pensarla così, anche gli altri suoi amici sono dello stesso avviso, e ne abbiamo ulteriormente discusso davanti a un calice di prosecco dopo la funzione, prima di salutarci con la promessa di rivederci per una serata commemorativa e rcicordare il nostro Tonnaso come si deve e come merita, senza ipocrisie e gesucristi di mezzo.
Tonnaso Parapiglia era un'anima pura, buona e innocente, unico nel suo genere, a volte così impetuoso e senza freni da risultare scomodo e pesante, una personalità complessa che i suoi familiari, non riuscendo a comprendere fino in fondo e ad accettare, hanno sempre cercato di reprimere chiudendolo in una gabbia di credo religioso che placava solo loro stessi, convinti di essere nel giusto sempre e comunque, perché la religione e i suoi dogmi sono la verità assoluta, e non si discute.
E Tonnaso, che era buono e non avrebbe mai fatto qualcosa per ferire i suoi familiari, ha sempre accettato un dio in cui non credeva e ha vissuto la sua vita come volevano loro, sacrificando per quanto possibile la sua personalità e i suoi desideri, per un bene superiore.
Mio caro Tonnaso, lasci un vuoto incolmabile nei nostri cuori, sai?
Anche nel mio, sebbene mi sia chiusa e non abbia mai voluto interagire con te in questi ultimi anni in cui affrontavi la malattia e avevi allungato una mano verso di me, che ho rifiutato di prendere.
Ma non l'ho fatto per cattiveria, sai?
Non ti ho mai portato rancore per la fine della nostra storia e non ho mai avuto brutte parole per te, quando mi hai cercato avevo altro a cui pensare e non credevo di riuscire a sopportare il peso della tua presenza nella mia vita fin troppo dissestata, e poi volevo evitare qualsiasi occasione di malanimo di tua moglie, e ho mantenuto le distanze credendo di fare la cosa migliore.
Ad oggi me ne pento, tutte le parole che non ci siamo detti ormai rimarranno solo nella mia mente, e ti dirò, adesso non so se riuscirò a sopportare questo di peso, che la tua assenza fa male, ma male veramente.
E sai cos'altro ti dico?
Che sono io quella che ti ha amato di più, porcazzozza, io ti ho sempre accettato per quello che eri e non ho mai voluto cambiarti, con me eri libero di essere te stesso, e sono sicura che sia per questo che agli amici hai sempre detto che ero io il tuo grande amore, l'unica che ti ha sempre amato così com'eri, puro e senza freni.
Anche io ho diritto a un po' di autocelebrazione ogni tanto, eccheccazzo.
Mio caro Tonnaso, eri un'anima candida in un mondo alla deriva, ma tutto il bene che hai fatto e che hai sempre dato agli altri non è andato perduto, è rimasto indelebile nei nostri cuori, così come lo sarà il tuo ricordo.
E il ricordo di come eri buono con tutti mi sarà sempre d'esempio per essere ogni giorno una donna migliore, perché è vero che in questo schifo di mondo vanno avanti i furbi e i prepotenti, ma chi rimane nel cuore e nella mente delle persone alla fin fine sono i buoni.
Mio caro Tonnaso, faccio davvero fatica ad accettare che tu non ci sia più su questa terra, la tua morte è stata devastante.
Sarai sempre nel mio cuore e nei miei pensieri, sempre, con amore.
mercoledì 18 marzo 2026
Questa settimana sembrava essere cominciata calma e placida come al solito, quando a scuotere la mia routine di casalinga disperata è arrivata una telefonata di zia per avvisarmi che l'indomani sarebbe venuta con zio Bobaggiustatutto qui a Dreamland, e con l'occasione le sarebbe piaciuto passare a trovarmi.
E che problema c'è?
Peccato che poi si sia messa di mezzo mamma Samara che ieri si è autoinvitata a pranzo da zia per festeggiare insieme il suo compleanno (di zia, non di mamma Samara), rovinando così i piani di tutti, di cui era totalmente all'oscuro.
E che je vai a di'?
Le avevano dato il riposo all'improvviso e ha voluto passare la giornata con la sorella, alla fine era mossa da buone intenzioni, mica per altro.
Però che cazzo.
Che poi zia ha pure cercato di rimediare invitandomi a pranzo, ma non mi andava di accollare anche il mio di disturbo, e quindi ho rifiutato l'offerta e me ne sono rimasta a casa, sola e sconsolata (manco troppo).
Ovviamente, quando poi ho sentito mamma Samara al telefono le ho fatte le mie dovute rimostranze, che mi ha rimbalzato prontamente, e per concludere le ho sferrato una delle mie perle di massimo disturbo convinta di farla ridere, asserendo che mi aveva rovinato la giornata, velata presa per culo a lei che ripete sempre quella frase quando non facciamo quello che ha programmato, ottenendo però di farla incazzare, che pare che quando parlo io a lei in automatico je se attappa la vena, qualsiasi cosa io dica.
Per fortuna le è passata subito, però che cazzo.
Tornando a zia, lo scopo principale della telefonata di lunedì era un altro, ovvero cercare consiglio e approvazione dalla nipote migliore che ha, me stessa medesima, su una questione spinosa di cui le sorelle se ne stanno sbattendo allegramente il cazzo, ognuna per le proprie sacrosante ragioni.
Il fatto è presto detto: le sue cugine del paesello hanno organizzato per Pasqua un pranzo in onore di zia Merdella che compie novantuno anni, la zia più cattiva e stronza di tutti i parenti che abbiamo, motivo per il quale mamma Samara non ha neanche voluto partecipare al gruppo whatsapp cancellandosi subito appena messa dentro.
La zia Inutile invece ha rifiutato a prescindere perché lei ha sempre tenuto le distanze con tutta la sua famiglia, genitori compresi, figuriamoci quindi quanto le interessi passare la Pasqua con una vecchia zia che avrà visto due volte negli ultimi trent'anni, ai funerali dei genitori.
E quindi zia, che al contrario delle sorelle ci tiene tanto a mantenere i rapporti con tutta la famiglia, si sente combattuta al riguardo perché vorrebbe partecipare a questo pranzo per stare con le cugine, ma come la sorella maggiore mal sopporta quella stronza della zia e non gliene frega nulla di festeggiare il suo compleanno.
E io che sono bellabuonaebrava non ho potuto mica dirle che doveva fare come le sorelle, anche se condivido appieno il loro punto di vista odiando abbestia quella stronza di zia Merdella, ma mi sono dovuta limitare a consigliarle di valutare bene i pro e i contro di tutta la faccenda, considerando anche quanta merda la zia Merdella ci ha buttato addosso negli anni vessando da sempre Generalenonna, e di decidere in base a quello che sentiva giusto per lei.
Che poi, a prescindere dalla reunion di tutti i cugini, secondo me il motivo principale per il quale zia ci tiene tanto ad andare fuori per Pasqua è quello di avere un attimo di respiro dall'onere di dover servire e riverire la figlia Malmostosa, di cui sta cominciando ad averne piene le palle, e mi ci gioco le mie di palle se non è così.
Anche perché proprio lei se n'è uscita che non ha voglia di cucinare per quel giorno, e paradossalmente spenderebbe meno ad andare al paesello che a pranzo fuori con tutta la famiglia al completo, quindi, come darle torto?
Ma tu guarda cosa sono costretti a fare i miei zii per avere un attimo di respiro dalla figlia Malmostosa, non ce se crede.
E non dite di parlarne, che non è mai servito a un cazzo, con lei.
Comunque, a prescindere da cosa sia giusto o sbagliato, ogni decisione che alla fine prenderà zia, le porterà una buona razione di sofferenza: se sceglie di andare al compleanno di zia Merdella calpesterebbe il rispetto per la madre sempre vessata dalla sua cognata di merda, mentre se sceglie di rimanere con la sua famiglia, verrebbe calpestata dalla figlia.
La situazione è talmente pesante che non mi sento neanche di sdrammatizzare aprendo le scommesse, per stavolta passo.
Però, che cazzo.
venerdì 20 febbraio 2026
Passato il momento lacrime, è arrivato lo smadonnamento, ma per altri motivi: Rey si è beccato le pulci a forza di scorrazzare libero e felice per la campagna, e pure una piccola irritazione cutanea vicino al pisellino, perché non gli abbastava il fastidio di grattarsi ogni cinque minuti, no, non gli abbastava, e gli ci voleva pure leccarsi di continuo, che du is megl che uan.
Che poi è molto probabile che l'irritazione gli sia venuta proprio a causa delle pulci eh, ma tanto ci faccio cazzi, che ormai quel che è fatto è fatto.
E quindi niente, dopo aver calato tutti i santi possibili e immaginabili, mi è toccato fare il bagno nell'antiparassitario al mio pulcioso gremlin, cospargerlo di crema sulla parte interessata, tutt'altro che una passeggiata, e poi lavare tutte le sue cucce per poi irrorarle di insetticida.
E comunque non sono ancora tranquilla di aver debellato la piaga, ma vabbè.
In tutto questo, sua maestà mi ha guardato con sdegno quando gli ho tolto le cucce, che la sua misera umana come si è permessa di farlo stare sul nudo suolo, seppur per poche ore?
Ah, che pazienza.
A proposito di pazienza, dopo anni e anni di ricerche incessanti sono riuscita finalmente a trovare l'ultimo dei tre libri della mia infanzia che volevo assolutamente riavere in versione cartacea, e ora che ce l'ho fra le mani posso dire di essere pienamente soddisfatta dei miei risultati.
Sono invincibile.
Tutto è iniziato circa quattordici anni fa, un giorno mi venne il pallino di ritrovare un libro letto in quinta elementare e che mi piacque molto, quando in classe arrivò uno scatolone pieno di libri e le maestre ce ne fecero scegliere uno ciascuno da leggere.
Ovviamente, io che ero già una divoratrice di libri, non mi limitai a leggere solo il mio, ma a turno presi anche quelli dei miei compagni, anche se non tutti, che quello scatolone sparì presto dalla nostra classe, forse per essere sistemato nella piccola biblioteca della scuola.
Comunque, lo scatolone pieno di libri rimane uno dei ricordi più belli di quel periodo.
Dicevamo, ritrovare il primo libro fu facile perché ricordavo benissimo il titolo e la copertina, e fortuna volle che all'epoca fosse ancora disponibile in un negozio di libri usati on line, quindi ci misi poco per averlo.
Per il secondo invece ho penato un po', ne avevo letto solo un estratto su un libro per le vacanze durante la prima media e non ricordavo il titolo, ma solo il genere e qualche parola chiave, che negli anni mi hanno deviato verso libri diversi, ma perseverando nella ricerca alla fine sono riuscita a trovare il volume giusto, e pure la seconda tacca è stata messa.
Il terzo è stato una mission impossible: non ricordavo nulla, solo che si trattava di un libro sui castori e che lo avevo letto sempre alle elementari per volere della maestra di matematica, che in quell'occasione aveva scelto per ognuno di noi un libro apposito, per sopperire al fancazzismo di quella di italiano che ci lasciava giocare e basta.
All'epoca, forse ero in quarta elementare, quasi tutta la classe rosicò abbestia per la scelta della maestra, me compresa, perché alla cocca secchiona fu dato da leggere "la fabbrica di cioccolato" che volevamo tutti, mentre a noialtri furono dati libri sconosciuti e poco interessanti, ma le nostre proteste caddero nel vuoto, che la cocca era intoccabile.
Ovviamente io mi lamentai personalmente della questione con quella maestra, perché non me so' mai tenuta un cecio in bocca, ma lei mi zittì rispondendomi che c'era un motivo specifico se a me aveva dato un libro piuttosto che un altro, e che il libro per la cocca era molto più facile da leggere del mio proprio perché IO, e non lei, ero in grado di leggerlo meglio e comprenderlo.
Ed era vero, perché poi con una scusa diedi un'occhiata al libro della cocca secchiona e mi resi conto che era più piccolo del mio ed era scritto a caratteri molto più grandi, e lì mi resi conto di quanto la maestra mi tenesse inconsiderazione, riempiendomi di orgoglio per la scoperta.
Che poi a seguire me ne son sbattuta il cazzo di impegnarmi per dimostrare a tutti il mio reale valore e superare la cocca secchiona, rimanendo imperitura quella intelligente che non si applica, è tutta un'altra storia.
Ma intanto, IO ero più intelligente, pappappero.
Comunque, non ricordando nulla di quel libro, qualche anno fa comprai l'opera di Alberto Manzi e mi convinsi che fosse quello il libro della mia infanzia, l'unico romanzo sui castori di cui ci fossero notizie in rete, mantenendo però in sottofondo la sensazione di qualcosa che non quadra, che non mi rendeva completamente tranquilla e soddisfatta in merito.
E le mie sensazioni erano giuste, perché qualche giorno fa, durante l'ennesima ricerca, sono FINALMENTE riuscita a trovare il libro giusto grazie a una fortuita botta di culo, ovvero la foto di una pagina casuale per mostrare le condizioni interne del volume, in cui compariva l'unico nome di uno dei protagonisti di cui mi era rimasta memoria.
E un altro risultato l'ho portato a casa, sono veramente invincibile.
Eh, chissà dove sarei adesso se mi fossi impegnata fin da piccola.
Col senno di poi mi sono resa conto di aver perso delle occasioni, ma all'epoca non volevo assolutamente essere come la cocca secchiona e fare la sua stessa fine, perché la sua perfezione e il suo status richiedevano un sacrificio troppo grande, che io non volevo affrontare.
Lei era sempre perfetta, mai una piega ai vestiti, mai un capello fuori posto, mai un errore nei compiti e mai preda di rabbia o nervosismo, sempre impeccabile e misurata nei modi, tutto il contrario di noi altri compagni di classe, insomma.
Ma dove la sua perfezione e il suo status di prima della classe suscitassero gelosie nei compagni, in me causavano solo pena, perché mi ero resa conto fin da subito di quanto poco vivesse la sua fanciullezza per mantenere il suo livello sempre alto, e mai avrei voluto essere al suo posto.
Dopotutto, ero più intelligente.
Intelligente e libera di poter vivere le mie emozioni come volevo senza il terrore di crepare una maschera indossata a forza, perché io potevo essere quello che volevo, mentre lei DOVEVA essere perfetta, punto e basta.
Tra l'altro, essere la prima della classe la rendeva saccente e antipatica, quindi no grazie, ho preferito rimanere quella intelligente che non si applica, ma simpatica.
Vabbè, dopo questa digressione sul mio passato, direi che è ora di chiudere, che mi sono dilungata pure troppo per i gusti mia.
Ma ora che ho trovato tutti i libri che volevo, come impiegherò il mio intelletto superiore?
mercoledì 18 febbraio 2026
Bosco
Proprio quando la vita scorre placida e tranquilla, ecco che arriva l'ennesima batosta.
Che non riguarda me direttamente, ma comunque fa male, e di brutto brutto brutto: Tonnaso Parapiglia è ricoverato in ospedale per un male che non gli lascia via di scampo, e il tempo che gli rimane su questa terra è quasi agli sgoccioli.
E io non smetto di piangere, non lo vedo da circa vent'anni, ma ho sempre conservato di lui un buon ricordo, che alla fin fine è sempre stato un bravo ragazzo e gli ho voluto bene veramente, nonostante il nostro rapporto non fosse poi così idilliaco.
Ci amavamo tanto, ma non eravamo fatti per stare insieme, semplicemente, e l'esserci lasciati non ha cancellato l'affetto che gli ho voluto, tanto che negli anni mi sono sempre interessata di cosa facesse e di come stesse, contrariamente a tutti gli altri miei ex che ho cancellato definitivamente dalla mia vita e dai miei pensieri.
E di tutti i miei ex, lui è quello che non merita affatto di fare questa fine, diobestia.
Grande demone celeste hai decisamente rotto il cazzo stavolta, ma non potevi prendertela con me in qualche altro modo?
Eccheccazzo.
Perché a pagare sono sempre le brave persone?
E soprattutto, dov'è la giustizia divina in tutto questo?
Ditemelo voi, perché io non riesco proprio a vederla, e nutro seri dubbi al proposito.
Sono devastata.
venerdì 16 gennaio 2026
E pure 'sto dente se lo semo tolto, in tutti i sensi: ieri Lilli è stata operata e ora è digievoluta in una furia chiara con qualche dentino superstite sparso qua e là per le gengive, suo malgrado.
L'operazione è stata lunga e difficoltosa, ma è riuscita perfettamente, per buona grazia mia che ho temuto per ore che la mia piccola iena non si risvegliasse più dall'anestesia, con conseguente spreco di ansia e lacrime per lo scenario più tragico in assoluto cui potevo immaginare.
Il post operazione non è stato meno difficoltoso, dopo essere andata a prendere Lilli insieme a mamma Samara, me la sono tenuta in braccio per tutto il viaggio verso casa senza permettere alla legittima padrona di aiutarmi, un po' perché volevo evitarle lo sforzo, e un po' perché volevo tenermela stretta fra le mie braccia e tutta per me, per appagare il mio sano affetto morboso e alleviare le mie carenze affettive causate dalla dipartita del mio Ren e dall'indifferenza di Rey.
E nel momento in cui Lilli si stava piano piano svegliando dall'anestesia ed ha appoggiato la testolina sul mio braccio come faceva Ren all'apice della sua malattia, ho fatto veramente fatica a trattenere le lacrime.
Ho fatto anche fatica a restare in piedi sulla metro, ma ce l'ho fatta in entrambi i casi, e siamo tornate a casa tutte e tre sane e salve.
Sono invincibile.
Per quanto riguarda Rey invece, se non se da' una calmata glieli faccio saltare io i denti, senza anestesia e senza operazione: l'ho portato a fare un giro per il mercato di Dreamland, forte del fatto che a Grande Inverno si è sempre comportato bene, e invece quel giorno era talmente irrequieto che mi ha fatto sbattere contro il banchetto di una signora che vendeva gioielleria, facendo crollare a terra un espositore pieno di orecchini.
Ovviamente mi sono fermata ad aiutare la signora a raccogliere la sua merce, mentre calavo santi e improperi contro la mia bestia di satana, e una volta risistemato il banco ho comprato l'unico superstite di un paio di orecchini che si era rovinato con la caduta, uno di quelli più brutti tra l'altro, che era cosa buona e giusta.
Solo che ora quell'orecchino composto da un'enorme perla di plastica viola me lo sbatto riccamente al cazzo, visto che odio le perle, specialmente quelle sintetiche.
E poi dici che uno non bestemmia.
Comunque, io esagero eh, non ho punito Rey per la sua malefatta e non ho nessuna intenzione di renderlo sdentato volontariamente, state boni o mi ritrovo la protezione animali sotto casa e una denuncia per maltrattamenti, e non è il caso.
E poi, io voglio bene al mio gremlin, e non gli farei mai del male.
Capito, Rey?
Mammina ti ama, quindi vedi di cominciare a mostrarle affetto con bacini e coccole, che sarebbe pure ora.
Tanto per rimanere in tema, FORSE anche Lemmy dovrà operarsi, ieri è andato dall'oculista per una visita di controllo giusto per rifarsi gli occhiali, convinto che fosse tutto a posto, e invece colcazzo, c'è qualquadra che non cosa nei suoi meravigliosi occhi e la settimana prossima dovrà fare un esame più approfondito in ospedale.
E qui una buona bestemmia.
Tanto per ridere, per avere un appuntamento celere Lemmy è andato in visita a pomeriggio inoltrato, tornando a casa ben oltre le undici sera, e mentre lo aspettavo impaziente (ed affamata) per poter cenare insieme, chi mi chiama per farsi una chiacchierata nel pieno della notte?
L'unica persona che non si rende conto che le telefonate dopo cena sarebbe meglio non farle: Hartman.
Ovviamente le ho risposto e ci siamo fatte due chiacchiere, che sono sempre bellabuonaebrava, ma unicamente perché ero sola, che se no colcazzo, l'avrei liquidata subito, che te lo dico a fare.
Tanto per smettere di ridere, dopo aver finito di sistemare casa e bagagli, l'altro ieri ho avuto il battesimo con tutto il parentame materno di Lemmy nel modo meno simpatico di tutti, il funerale di un'anziana prozia morta proprio il giorno dopo che ho messo piede a Dreamland.
Che culo, oserei dire.
E vabbè, riconquistato un minimo di tranquillità dopo casa, funerale e cane, stamattina me ne sono andata a Letamaios per farmi prima un bel giretto al mercato, e poi un bell'aperitivo con Hartman, che glielo avevo promesso appena mi fossi sistemata per bene.
Che sistemata per bene è una chiacchiera, c'è ancora tanto da fare e da smadonnare, ma diciamo che in casa la situazione è più che dignitosa e non ci si può lamentare.
Quello di cui dovrei lamentarmi è il fatto che ieri in un negozio della capitale ho visto un bel vestito esposto in vetrina e l'ho comprato senza pensarci due volte, pagandolo assai, e quello stesso vestito l'ho trovato oggi al mercato a cinque euro di meno, cribbio.
Che non è tutta questa grande differenza, ma io ci rosico uguale, eccheccazzo.
E vabbè, ormai quel che è fatto, è fatto, che mi sia da lezione per la prossima volta.
giovedì 8 gennaio 2026
Dopo la giornata di oggi rimpiango amaramente l'influenza che mi ha tenuto a letto giorni interi con la sola compagnia del mio fidato kindle, del portatile e di Lilli, cribbio.
Che non mi sono pentita di essere uscita di casa eh, perché poi mi sono vista con i miei gemelli adorati per pranzo, ma insomma, la calma e la tranquillità delle quattro mura di casa rimangono imbattibili, per me.
Comunque, nonostante la pioggia del cazzo che continua ad imperversare in questi luoghi e la poca voglia di uscire di casa, oggi mi sono armata di tanta buona volontà e ho abbandonato le calde mura materne per incontrare i miei amicicci e pranzare insieme come non facevamo da tempo.
E non contenta, ho voluto anche visitare la casa nuova di uno di loro che non avevo ancora avuto l'occasione di vedere, per ovvi motivi logistici e di distanza.
Ovviamente dietro la mia pura curiosità di amica c'era una motivazione di vitale importanza, quella di controllare se i colori dell'arredamento si potessero abbinare bene alla coperta che sto facendo, che se no me la sbatto riccamente al cazzo, ma shh, questo deve rimanere un segreto finché non consegnerò la mia opera al destinatario.
Che potrebbe non accadere mai se continuo così, negli ultimi giorni non ci ho mai messo mano e sono ben lungi dall'averla finita, ma vabbè, per adesso ho cose più importanti a cui pensare, quindi sticazzi.
Sono una brutta persona.
A parte tutto, sono stata ben felice di riabbracciare i miei amicicci e di passare del tempo con loro, e mi è dispiaciuto assai dover interrompere le nostre chiacchiere per espletare il secondo impegno della giornata, quello più gravoso, ovvero portare di nuovo Lilli dal veterinario.
E quindi, una volta salutati i miei amicicci, sono tornata di corsa a casa con i mezzi, ho fatto pipì, ho preso Lilli insieme a mamma Samara che nel frattempo era tornata da lavoro, e ci siamo recate alla metro in direzione studio veterinario, sempre di corsa e sotto una pioggia incessantemente fastidiosa, sebbene non così intensa come negli ultimi giorni.
Eccheccazzo, mica può piovere per sempre no?
E vabbè, tornando a noi, per Lilli ci sono buone notizie, l'operazione si potrà fare, anche se non sappiamo ancora quando l'anestesista sarà disponibile, mentre per mamma Samara le notizie non sono altrettanto belle, visto che dovrà rinunciare a un rene per pagare la parcella, leggermente lievitata proprio a causa delle difficoltà riscontrate.
E qui una buona bestemmia, anche perché, che fai?
Non possiamo mica lasciare la nostra piccola iena con lo spauracchio di una futura infiammazione dentale che potrebbe complicarsi fino a danneggiare la vista e il cervello, insomma, e quindi non ci resta che rassegnarci a dire addio a buona parte dello stipendio.
Di mamma Samara ovviamente, che non c'è stato verso di farle accettare un aiuto economico da noi figli, che il cane è il suo e solo lei vuole pagare, da donna orgogliosa, indipendente e testarda qual è, e quindi ciccia, questo è quanto.
In tutto questo, sto gradendo assai la pubblicità delle olimpiadi invernali, il brano scelto è la mia stagione preferita di Vivaldi e ogni volta che parte la réclame vado in estasi.
Dopotutto, la felicità è fatta di piccole cose, come un pranzo con i miei amicicci, la salute (sia mia che del cane) e una musichetta in tv per qualche secondo.
Ma cosa vuoi di più dalla vita?
sabato 3 gennaio 2026
La mia dannata influenza è definitivamente debellata, il mio corpo è risanato, lavato e vestito, e anche la casa versa in condizioni più che ottimali, quindi non mi resta altro che dedicarmi alla classica iniziativa che si confà all'inizio dell'anno, ovvero i BUONI PROPOSITI.
Che fondamentalmente sono quasi sempre gli stessi, perché non li perseguo mai da anni.
Ma ho anche dei difetti.
Bando alle ciance e cominciamo:
1. AVERE UNA CASA: forse il più importante di tutti, dal momento che finirà la vacanza qui a casa di mamma Samara ci sarà da sistemare la casa a Dreamland e i mille milioni di scatoloni del nostro trasloco, quasi tutti di mia proprietà.
Tremo al solo pensiero.
2. RIMETTERMI IN FORMA: e qui un AH AH AH AH ci sta tutto, lo dico da decenni ma di fatto non ho mai voluto darmi una regolata con il cibo che me piace troppo magnà, specialmente ora che posso, e men che meno ho mai preso in considerazione sport e movimento, che me piace troppo magnà da seduta.
Solo che quest'anno la cugina Malmostosa si sposa, e mi sa tanto che a 'sto giro me tocca.
Con l'influenza ho perso due kili, diciamo che sto a buon punto, dai.
3. TROVARE LAVORO: uno qualsiasi mi va più che bene, poi con calma mi adopererò per quello dei miei sogni, che cambia spesso e volentieri come tira il vento.
Riuscirò mai a decidermi al riguardo?
Ai posteri l'ardua sentenza.
4. CHIUDERE DEFINITIVAMENTE QUALSIASI QUESTIONE IN SOSPESO CON MISTER HYDE: e mo me so' proprio rotta er cazzo di lui, per dirla gentilmente.
Tra un mese avremo il primo incontro di mediazione e spero che questa ennesima rottura di coglioni si concluda presto e bene, che non voglio più avere nulla a che fare con il mio ex marito.
5. LEGGERE TANTO: ho ripreso a leggere da poco con un mattone di milleduecento pagine, tra l'altro meraviglioso, e mi sono sentita così soddisfatta da rimpiangere amaramente tutto il tempo passato senza farlo. Il problema è che ora il mio adorato mattone è agli sgoccioli, e mo che me leggo?
Tutti i miei libri sono chiusi nei mille milioni di scatoloni a Dreamland, e non ho voglia di comprarne altri per il momento.
E vabbè, poi si vedrà.
6. DEDICARMI AI MIEI HOBBY: questo non ho mai smesso di farlo, e mai smetterò, ma tenerne un promemoria non fa certo male.
7. MIGLIORARE E CRESCERE: o meglio, continuare a farlo; da anni ormai sto lavorando parecchio su di me e sul mio carattere e finora ho raggiunto un livello abbastanza soddisfacente, sono fiera di me e di quello che sono diventata sia a livello personale che mentale, ma voglio la perfezione, perché io valgo.
8. EVITARE DI PROCRASTINARE A LUNGO: difficile, se non addirittura impossibile, ma io ci provo, sai com'è. Che poi, non è tanto colpa mia, è che sono presa da troppe cose tutte insieme e non ho abbastanza tempo per dedicarmi ad ognuna come dovrei, con la conseguenza disastrosa di mandare tutto a fanculo quando mi sento sopraffatta dal mio carico, rimandando così i miei "doveri" a data da destinarsi.
Sì, è decisamente colpa mia.
9. IMPEGNARMI CON IL MIO COMPAGNO: Lemmy è l'amore della mia vita e non voglio assolutamente che la nostra storia diventi una questione di noiosa abitudine, o che il sentimento che ci lega si intiepidisca, voglio che la nostra relazione si mantenga sempre perfetta come è adesso, e anche di più. Mi sono sempre impegnata in questo e continuerò a farlo perché lui vale, ma un promemoria non guasta di certo.
10. VARIE ED EVENTUALI: e qui ci metto tutto il resto, roba che non ho voglia di scrivere o di cui ancora ne ignoro il bisogno o la volontà, che non si sa mai.
Detto questo, si è fatta ora di pranzo e vado a mangiare, come è giusto che sia.
lunedì 29 dicembre 2025
Questa dannata influenza non vuole passare, porcazzozza.
Dopo giorni di dolore e febbre sono ancora agonizzante nel letto senza nessuno che si prenda cura di me, che mamma Samara è tornata al lavoro abbandonandomi al mio triste destino e il mio cane non mi caga minimamente, come suo solito.
L'unica che mi dà un po' di conforto è Lilli, da quando sono malata ha preso la residenza al mio fianco sul letto, nonostante i rimproveri e le rimostranze della sua padrona che non vuole assolutamente, e come è giusto che sia, tra le due ha vinto il cane, che mamma Samara si è resa conto subito di sprecare fiato ed energie e si è arresa senza colpo ferire.
E mica solo io sono una pezzetta da piedi, eh.
Tra l'altro, Lilli se la comanda anche con Rey, che ne riconosce l'autorità senza rimostranze e se ne tiene alla larga, ben attento a non invadere i suoi spazi, onde evitare di essere di nuovo ripreso e messo a posto da un BAU perentorio che non dà scanso ad equivoci.
Comunque, tornando alla mia dannata influenza, ero ben certa che bastasse una sola notte per debellarla e così non mi sono preoccupata affatto di prendere l'ultima delle due tachipirine rimaste che aveva portato mia cognata (e che si è ripresa) e non ho voluto che mamma Samara uscisse per comprarle, che tanto sarei guarita presto.
E infatti colcazzo, sto ancora allettata in preda a dolore e febbre da quel dì (il ventisei).
Come se non bastasse, senza tachipirina sotto mano mi sono dovuta accontentare del tachifludec per abbassare un po' la febbre, che a mamma Samara piace tanto e di quello ne ha sempre una scorta recente, al contrario di me che non lo tollero affatto.
Ma in tempi di guerra c'è poco da fare gli schizzinosi, purtroppo.
Che poi, due giorni fa mi ero pure illusa che l'influenza fosse passata del tutto e dopo che il bibitone magico ha fatto il suo effetto mi sono sentita così in forma da riuscire a pulire tutta casa e telefonare anche allo studio veterinario, che però non ha risposto (con mia somma gioia).
Eh oh, io il mi dovere l'ho fatto, sia messo agli atti.
Ovviamente, dopo il mio delirio di onnipotenza mi sono vista costretta a ributtarmi a letto, che l'influenza era tutt'altro che debellata, e il mio povero corpo provato da dolore e febbre non era in grado di restare oltre modo in piedi.
Ma più di dolore e febbre, quello che mi urta è che ho una fame assurda e non riesco a mandar giù che pochi bocconi, prima di smettere nauseata.
Toglietemi tutto, ma non il mio cibo.
Ma quando finiranno queste tragedie?
Ho fame, porcazzozza.
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