Dopo la giornata di oggi rimpiango amaramente l'influenza che mi ha tenuto a letto giorni interi con la sola compagnia del mio fidato kindle, del portatile e di Lilli, cribbio.
Che non mi sono pentita di essere uscita di casa eh, perché poi mi sono vista con i miei gemelli adorati per pranzo, ma insomma, la calma e la tranquillità delle quattro mura di casa rimangono imbattibili, per me.
Comunque, nonostante la pioggia del cazzo che continua ad imperversare in questi luoghi e la poca voglia di uscire di casa, oggi mi sono armata di tanta buona volontà e ho abbandonato le calde mura materne per incontrare i miei amicicci e pranzare insieme come non facevamo da tempo.
E non contenta, ho voluto anche visitare la casa nuova di uno di loro che non avevo ancora avuto l'occasione di vedere, per ovvi motivi logistici e di distanza.
Ovviamente dietro la mia pura curiosità di amica c'era una motivazione di vitale importanza, quella di controllare se i colori dell'arredamento si potessero abbinare bene alla coperta che sto facendo, che se no me la sbatto riccamente al cazzo, ma shh, questo deve rimanere un segreto finché non consegnerò la mia opera al destinatario.
Che potrebbe non accadere mai se continuo così, negli ultimi giorni non ci ho mai messo mano e sono ben lungi dall'averla finita, ma vabbè, per adesso ho cose più importanti a cui pensare, quindi sticazzi.
Sono una brutta persona.
A parte tutto, sono stata ben felice di riabbracciare i miei amicicci e di passare del tempo con loro, e mi è dispiaciuto assai dover interrompere le nostre chiacchiere per espletare il secondo impegno della giornata, quello più gravoso, ovvero portare di nuovo Lilli dal veterinario.
E quindi, una volta salutati i miei amicicci, sono tornata di corsa a casa con i mezzi, ho fatto pipì, ho preso Lilli insieme a mamma Samara che nel frattempo era tornata da lavoro, e ci siamo recate alla metro in direzione studio veterinario, sempre di corsa e sotto una pioggia incessantemente fastidiosa, sebbene non così intensa come negli ultimi giorni.
Eccheccazzo, mica può piovere per sempre no?
E vabbè, tornando a noi, per Lilli ci sono buone notizie, l'operazione si potrà fare, anche se non sappiamo ancora quando l'anestesista sarà disponibile, mentre per mamma Samara le notizie non sono altrettanto belle, visto che dovrà rinunciare a un rene per pagare la parcella, leggermente lievitata proprio a causa delle difficoltà riscontrate.
E qui una buona bestemmia, anche perché, che fai?
Non possiamo mica lasciare la nostra piccola iena con lo spauracchio di una futura infiammazione dentale che potrebbe complicarsi fino a danneggiare la vista e il cervello, insomma, e quindi non ci resta che rassegnarci a dire addio a buona parte dello stipendio.
Di mamma Samara ovviamente, che non c'è stato verso di farle accettare un aiuto economico da noi figli, che il cane è il suo e solo lei vuole pagare, da donna orgogliosa, indipendente e testarda qual è, e quindi ciccia, questo è quanto.
In tutto questo, sto gradendo assai la pubblicità delle olimpiadi invernali, il brano scelto è la mia stagione preferita di Vivaldi e ogni volta che parte la réclame vado in estasi.
Dopotutto, la felicità è fatta di piccole cose, come un pranzo con i miei amicicci, la salute (sia mia che del cane) e una musichetta in tv per qualche secondo.
Ma cosa vuoi di più dalla vita?
giovedì 8 gennaio 2026
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