Passato il momento lacrime, è arrivato lo smadonnamento, ma per altri motivi: Rey si è beccato le pulci a forza di scorrazzare libero e felice per la campagna, e pure una piccola irritazione cutanea vicino al pisellino, perché non gli abbastava il fastidio di grattarsi ogni cinque minuti, no, non gli abbastava, e gli ci voleva pure leccarsi di continuo, che du is megl che uan.
Che poi è molto probabile che l'irritazione gli sia venuta proprio a causa delle pulci eh, ma tanto ci faccio cazzi, che ormai quel che è fatto è fatto.
E quindi niente, dopo aver calato tutti i santi possibili e immaginabili, mi è toccato fare il bagno nell'antiparassitario al mio pulcioso gremlin, cospargerlo di crema sulla parte interessata, tutt'altro che una passeggiata, e poi lavare tutte le sue cucce per poi irrorarle di insetticida.
E comunque non sono ancora tranquilla di aver debellato la piaga, ma vabbè.
In tutto questo, sua maestà mi ha guardato con sdegno quando gli ho tolto le cucce, che la sua misera umana come si è permessa di farlo stare sul nudo suolo, seppur per poche ore?
Ah, che pazienza.
A proposito di pazienza, dopo anni e anni di ricerche incessanti sono riuscita finalmente a trovare l'ultimo dei tre libri della mia infanzia che volevo assolutamente riavere in versione cartacea, e ora che ce l'ho fra le mani posso dire di essere pienamente soddisfatta dei miei risultati.
Sono invincibile.
Tutto è iniziato circa quattordici anni fa, un giorno mi venne il pallino di ritrovare un libro letto in quinta elementare e che mi piacque molto, quando in classe arrivò uno scatolone pieno di libri e le maestre ce ne fecero scegliere uno ciascuno da leggere.
Ovviamente, io che ero già una divoratrice di libri, non mi limitai a leggere solo il mio, ma a turno presi anche quelli dei miei compagni, anche se non tutti, che quello scatolone sparì presto dalla nostra classe, forse per essere sistemato nella piccola biblioteca della scuola.
Comunque, lo scatolone pieno di libri rimane uno dei ricordi più belli di quel periodo.
Dicevamo, ritrovare il primo libro fu facile perché ricordavo benissimo il titolo e la copertina, e fortuna volle che all'epoca fosse ancora disponibile in un negozio di libri usati on line, quindi ci misi poco per averlo.
Per il secondo invece ho penato un po', ne avevo letto solo un estratto su un libro per le vacanze durante la prima media e non ricordavo il titolo, ma solo il genere e qualche parola chiave, che negli anni mi hanno deviato verso libri diversi, ma perseverando nella ricerca alla fine sono riuscita a trovare il volume giusto, e pure la seconda tacca è stata messa.
Il terzo è stato una mission impossible: non ricordavo nulla, solo che si trattava di un libro sui castori e che lo avevo letto sempre alle elementari per volere della maestra di matematica, che in quell'occasione aveva scelto per ognuno di noi un libro apposito, per sopperire al fancazzismo di quella di italiano che ci lasciava giocare e basta.
All'epoca, forse ero in quarta elementare, quasi tutta la classe rosicò abbestia per la scelta della maestra, me compresa, perché alla cocca secchiona fu dato da leggere "la fabbrica di cioccolato" che volevamo tutti, mentre a noialtri furono dati libri sconosciuti e poco interessanti, ma le nostre proteste caddero nel vuoto, che la cocca era intoccabile.
Ovviamente io mi lamentai personalmente della questione con quella maestra, perché non me so' mai tenuta un cecio in bocca, ma lei mi zittì rispondendomi che c'era un motivo specifico se a me aveva dato un libro piuttosto che un altro, e che il libro per la cocca era molto più facile da leggere del mio proprio perché IO, e non lei, ero in grado di leggerlo meglio e comprenderlo.
Ed era vero, perché poi con una scusa diedi un'occhiata al libro della cocca secchiona e mi resi conto che era più piccolo del mio ed era scritto a caratteri molto più grandi, e lì mi resi conto di quanto la maestra mi tenesse inconsiderazione, riempiendomi di orgoglio per la scoperta.
Che poi a seguire me ne son sbattuta il cazzo di impegnarmi per dimostrare a tutti il mio reale valore e superare la cocca secchiona, rimanendo imperitura quella intelligente che non si applica, è tutta un'altra storia.
Ma intanto, IO ero più intelligente, pappappero.
Comunque, non ricordando nulla di quel libro, qualche anno fa comprai l'opera di Alberto Manzi e mi convinsi che fosse quello il libro della mia infanzia, l'unico romanzo sui castori di cui ci fossero notizie in rete, mantenendo però in sottofondo la sensazione di qualcosa che non quadra, che non mi rendeva completamente tranquilla e soddisfatta in merito.
E le mie sensazioni erano giuste, perché qualche giorno fa, durante l'ennesima ricerca, sono FINALMENTE riuscita a trovare il libro giusto grazie a una fortuita botta di culo, ovvero la foto di una pagina casuale per mostrare le condizioni interne del volume, in cui compariva l'unico nome di uno dei protagonisti di cui mi era rimasta memoria.
E un altro risultato l'ho portato a casa, sono veramente invincibile.
Eh, chissà dove sarei adesso se mi fossi impegnata fin da piccola.
Col senno di poi mi sono resa conto di aver perso delle occasioni, ma all'epoca non volevo assolutamente essere come la cocca secchiona e fare la sua stessa fine, perché la sua perfezione e il suo status richiedevano un sacrificio troppo grande, che io non volevo affrontare.
Lei era sempre perfetta, mai una piega ai vestiti, mai un capello fuori posto, mai un errore nei compiti e mai preda di rabbia o nervosismo, sempre impeccabile e misurata nei modi, tutto il contrario di noi altri compagni di classe, insomma.
Ma dove la sua perfezione e il suo status di prima della classe suscitassero gelosie nei compagni, in me causavano solo pena, perché mi ero resa conto fin da subito di quanto poco vivesse la sua fanciullezza per mantenere il suo livello sempre alto, e mai avrei voluto essere al suo posto.
Dopotutto, ero più intelligente.
Intelligente e libera di poter vivere le mie emozioni come volevo senza il terrore di crepare una maschera indossata a forza, perché io potevo essere quello che volevo, mentre lei DOVEVA essere perfetta, punto e basta.
Tra l'altro, essere la prima della classe la rendeva saccente e antipatica, quindi no grazie, ho preferito rimanere quella intelligente che non si applica, ma simpatica.
Vabbè, dopo questa digressione sul mio passato, direi che è ora di chiudere, che mi sono dilungata pure troppo per i gusti mia.
Ma ora che ho trovato tutti i libri che volevo, come impiegherò il mio intelletto superiore?
venerdì 20 febbraio 2026
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