giovedì 26 marzo 2026

How far you'll go

 Ieri ci sono stati i funerali di Tonnaso Parapiglia, e ora è tutto finito.
La funzione in chiesa è stata un po' la fiera dell'ipocrisia, così come in vita Tonnaso ha sempre dovuto seguire i dettami religiosi imposti da genitori e moglie, anche dopo la morte non ha avuto un briciolo di tregua da ciò in cui non credeva assolutamente.
A questo punto dubito fortemente che sia stata una sua volontà quella di essere seppellito nella cappella di famiglia in Abruzzo, lontano da tutto e tutti, ma vabbè, non sono affari miei.
E però mi scoccia che noi amici non potremo mai andare a trovarlo.
Anche il discorso della moglie è stato molto ipocrita, e a tratti manipolativo, come lei del resto, specialmente quando ha fatto un leggero rimprovero verso quelle persone che hanno sempre obbligato Tonnaso a comportarsi secondo i loro dettami, essendo lei stessa la prima ad averlo fatto abbondantemente fin dal primo giorno in cui si sono messi insieme, azzerando la sua personalità e plasmandola a suo piacimento.
Il bue che dice cornuto all'asino, insomma.
Poi, poverina, piangendo ha detto che l'unico dono che gli ha fatto il marito è stato il figlio, il loro grande amore, forse dimentica della casa, del lavoro e di tutti i privilegi che in questi vent'anni ha avuto stando con lui, ma vabbè, sono dettagli.
Ovviamente non poteva mancare l'autocelebrazione, che te lo dico a fare, piangere mentre si afferma che Tonnaso abbia sempre detto di non essersi mai sentito tanto amato come da lei è stata una gran mossa ad effetto, anche se era decisamente una grandissima stronzata, e ne ho le prove.
E tutti hanno applaudito la vedova inconsolabile dopo il suo accorato discorso, tranne me.
Ma vabbè, sticazzi.
Però una cosa giusta l'ha detta, che la morte lo ha liberato da tutte le sue sofferenze, e vivere la vita che volevano genitori e moglie è la prima di queste, senza alcuna ombra di dubbio.
Come ciliegina sulla torta, il fratello e la sorella che avevano chiuso i rapporti con lui da anni, lasciandolo solo durante l'evolversi della sua malattia, erano ben presenti alla funzione: il fratello a volte in disparte e a volte a fianco della madre, e la sorella invece a prendersi condoglianze e abbracci saltellando tra tutti i presenti, fedele al suo ruolo di primadonna ad vitam.
La mamma dal canto suo non sembrava molto presente, e non credo mi abbia riconosciuto quando sono andata a salutarla, mentre il padre aveva proprio rimosso chi fossi, sebbene abbia frequentato per più di tre anni la sua casa.
Ma vabbè, non me ne stupisco di certo.
Però mi dispiace, avrei voluto avere una conversazione più confidenziale e amabile con loro, recuperare un po' di questi vent'anni passati, e invece niente, è andata così.
Sì, lo so che finora ho scritto parole piene di rabbia e livore, ma non ho mai sopportato granché il fatto che la personalità "prorompente" di Tonnaso fosse stata annullata così tanto negli anni da quelle persone che dicevano di amarlo, specialmente la moglie.
Se lo ami, lo accetti per quello che è, punto, e se non ti sta bene, te ne cerchi un altro, o sbaglio?
E non sono la sola a pensarla così, anche gli altri suoi amici sono dello stesso avviso, e ne abbiamo ulteriormente discusso davanti a un calice di prosecco dopo la funzione, prima di salutarci con la promessa di rivederci per una serata commemorativa e rcicordare il nostro Tonnaso come si deve e come merita, senza ipocrisie e gesucristi di mezzo.
Tonnaso Parapiglia era un'anima pura, buona e innocente, unico nel suo genere, a volte così impetuoso e senza freni da risultare scomodo e pesante, una personalità complessa che i suoi familiari, non riuscendo a comprendere fino in fondo e ad accettare, hanno sempre cercato di reprimere chiudendolo in una gabbia di credo religioso che placava solo loro stessi, convinti di essere nel giusto sempre e comunque, perché la religione e i suoi dogmi sono la verità assoluta, e non si discute.
E Tonnaso, che era buono e non avrebbe mai fatto qualcosa per ferire i suoi familiari, ha sempre accettato un dio in cui non credeva e ha vissuto la sua vita come volevano loro, sacrificando per quanto possibile la sua personalità e i suoi desideri, per un bene superiore.
Mio caro Tonnaso, lasci un vuoto incolmabile nei nostri cuori, sai?
Anche nel mio, sebbene mi sia chiusa e non abbia mai voluto interagire con te in questi ultimi anni in cui affrontavi la malattia e avevi allungato una mano verso di me, che ho rifiutato di prendere.
Ma non l'ho fatto per cattiveria, sai?
Non ti ho mai portato rancore per la fine della nostra storia e non ho mai avuto brutte parole per te, quando mi hai cercato avevo altro a cui pensare e non credevo di riuscire a sopportare il peso della tua presenza nella mia vita fin troppo dissestata, e poi volevo evitare qualsiasi occasione di malanimo di tua moglie, e ho mantenuto le distanze credendo di fare la cosa migliore.
Ad oggi me ne pento, tutte le parole che non ci siamo detti ormai rimarranno solo nella mia mente, e ti dirò, adesso non so se riuscirò a sopportare questo di peso, che la tua assenza fa male, ma male veramente.
E sai cos'altro ti dico?
Che sono io quella che ti ha amato di più, porcazzozza, io ti ho sempre accettato per quello che eri e non ho mai voluto cambiarti, con me eri libero di essere te stesso, e sono sicura che sia per questo che agli amici hai sempre detto che ero io il tuo grande amore, l'unica che ti ha sempre amato così com'eri, puro e senza freni.
Anche io ho diritto a un po' di autocelebrazione ogni tanto, eccheccazzo.
Mio caro Tonnaso, eri un'anima candida in un mondo alla deriva, ma tutto il bene che hai fatto e che hai sempre dato agli altri non è andato perduto, è rimasto indelebile nei nostri cuori, così come lo sarà il tuo ricordo.
E il ricordo di come eri buono con tutti mi sarà sempre d'esempio per essere ogni giorno una donna migliore, perché è vero che in questo schifo di mondo vanno avanti i furbi e i prepotenti, ma chi rimane nel cuore e nella mente delle persone alla fin fine sono i buoni.
Mio caro Tonnaso, faccio davvero fatica ad accettare che tu non ci sia più su questa terra, la tua morte è stata devastante.
Sarai sempre nel mio cuore e nei miei pensieri, sempre, con amore.

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