Questa settimana sembrava essere cominciata calma e placida come al solito, quando a scuotere la mia routine di casalinga disperata è arrivata una telefonata di zia per avvisarmi che l'indomani sarebbe venuta con zio Bobaggiustatutto qui a Dreamland, e con l'occasione le sarebbe piaciuto passare a trovarmi.
E che problema c'è?
Peccato che poi si sia messa di mezzo mamma Samara che ieri si è autoinvitata a pranzo da zia per festeggiare insieme il suo compleanno (di zia, non di mamma Samara), rovinando così i piani di tutti, di cui era totalmente all'oscuro.
E che je vai a di'?
Le avevano dato il riposo all'improvviso e ha voluto passare la giornata con la sorella, alla fine era mossa da buone intenzioni, mica per altro.
Però che cazzo.
Che poi zia ha pure cercato di rimediare invitandomi a pranzo, ma non mi andava di accollare anche il mio di disturbo, e quindi ho rifiutato l'offerta e me ne sono rimasta a casa, sola e sconsolata (manco troppo).
Ovviamente, quando poi ho sentito mamma Samara al telefono le ho fatte le mie dovute rimostranze, che mi ha rimbalzato prontamente, e per concludere le ho sferrato una delle mie perle di massimo disturbo convinta di farla ridere, asserendo che mi aveva rovinato la giornata, velata presa per culo a lei che ripete sempre quella frase quando non facciamo quello che ha programmato, ottenendo però di farla incazzare, che pare che quando parlo io a lei in automatico je se attappa la vena, qualsiasi cosa io dica.
Per fortuna le è passata subito, però che cazzo.
Tornando a zia, lo scopo principale della telefonata di lunedì era un altro, ovvero cercare consiglio e approvazione dalla nipote migliore che ha, me stessa medesima, su una questione spinosa di cui le sorelle se ne stanno sbattendo allegramente il cazzo, ognuna per le proprie sacrosante ragioni.
Il fatto è presto detto: le sue cugine del paesello hanno organizzato per Pasqua un pranzo in onore di zia Merdella che compie novantuno anni, la zia più cattiva e stronza di tutti i parenti che abbiamo, motivo per il quale mamma Samara non ha neanche voluto partecipare al gruppo whatsapp cancellandosi subito appena messa dentro.
La zia Inutile invece ha rifiutato a prescindere perché lei ha sempre tenuto le distanze con tutta la sua famiglia, genitori compresi, figuriamoci quindi quanto le interessi passare la Pasqua con una vecchia zia che avrà visto due volte negli ultimi trent'anni, ai funerali dei genitori.
E quindi zia, che al contrario delle sorelle ci tiene tanto a mantenere i rapporti con tutta la famiglia, si sente combattuta al riguardo perché vorrebbe partecipare a questo pranzo per stare con le cugine, ma come la sorella maggiore mal sopporta quella stronza della zia e non gliene frega nulla di festeggiare il suo compleanno.
E io che sono bellabuonaebrava non ho potuto mica dirle che doveva fare come le sorelle, anche se condivido appieno il loro punto di vista odiando abbestia quella stronza di zia Merdella, ma mi sono dovuta limitare a consigliarle di valutare bene i pro e i contro di tutta la faccenda, considerando anche quanta merda la zia Merdella ci ha buttato addosso negli anni vessando da sempre Generalenonna, e di decidere in base a quello che sentiva giusto per lei.
Che poi, a prescindere dalla reunion di tutti i cugini, secondo me il motivo principale per il quale zia ci tiene tanto ad andare fuori per Pasqua è quello di avere un attimo di respiro dall'onere di dover servire e riverire la figlia Malmostosa, di cui sta cominciando ad averne piene le palle, e mi ci gioco le mie di palle se non è così.
Anche perché proprio lei se n'è uscita che non ha voglia di cucinare per quel giorno, e paradossalmente spenderebbe meno ad andare al paesello che a pranzo fuori con tutta la famiglia al completo, quindi, come darle torto?
Ma tu guarda cosa sono costretti a fare i miei zii per avere un attimo di respiro dalla figlia Malmostosa, non ce se crede.
E non dite di parlarne, che non è mai servito a un cazzo, con lei.
Comunque, a prescindere da cosa sia giusto o sbagliato, ogni decisione che alla fine prenderà zia, le porterà una buona razione di sofferenza: se sceglie di andare al compleanno di zia Merdella calpesterebbe il rispetto per la madre sempre vessata dalla sua cognata di merda, mentre se sceglie di rimanere con la sua famiglia, verrebbe calpestata dalla figlia.
La situazione è talmente pesante che non mi sento neanche di sdrammatizzare aprendo le scommesse, per stavolta passo.
Però, che cazzo.
aeriselphie the strange
è una formalità, una questione di qualità
mercoledì 18 marzo 2026
venerdì 20 febbraio 2026
Passato il momento lacrime, è arrivato lo smadonnamento, ma per altri motivi: Rey si è beccato le pulci a forza di scorrazzare libero e felice per la campagna, e pure una piccola irritazione cutanea vicino al pisellino, perché non gli abbastava il fastidio di grattarsi ogni cinque minuti, no, non gli abbastava, e gli ci voleva pure leccarsi di continuo, che du is megl che uan.
Che poi è molto probabile che l'irritazione gli sia venuta proprio a causa delle pulci eh, ma tanto ci faccio cazzi, che ormai quel che è fatto è fatto.
E quindi niente, dopo aver calato tutti i santi possibili e immaginabili, mi è toccato fare il bagno nell'antiparassitario al mio pulcioso gremlin, cospargerlo di crema sulla parte interessata, tutt'altro che una passeggiata, e poi lavare tutte le sue cucce per poi irrorarle di insetticida.
E comunque non sono ancora tranquilla di aver debellato la piaga, ma vabbè.
In tutto questo, sua maestà mi ha guardato con sdegno quando gli ho tolto le cucce, che la sua misera umana come si è permessa di farlo stare sul nudo suolo, seppur per poche ore?
Ah, che pazienza.
A proposito di pazienza, dopo anni e anni di ricerche incessanti sono riuscita finalmente a trovare l'ultimo dei tre libri della mia infanzia che volevo assolutamente riavere in versione cartacea, e ora che ce l'ho fra le mani posso dire di essere pienamente soddisfatta dei miei risultati.
Sono invincibile.
Tutto è iniziato circa quattordici anni fa, un giorno mi venne il pallino di ritrovare un libro letto in quinta elementare e che mi piacque molto, quando in classe arrivò uno scatolone pieno di libri e le maestre ce ne fecero scegliere uno ciascuno da leggere.
Ovviamente, io che ero già una divoratrice di libri, non mi limitai a leggere solo il mio, ma a turno presi anche quelli dei miei compagni, anche se non tutti, che quello scatolone sparì presto dalla nostra classe, forse per essere sistemato nella piccola biblioteca della scuola.
Comunque, lo scatolone pieno di libri rimane uno dei ricordi più belli di quel periodo.
Dicevamo, ritrovare il primo libro fu facile perché ricordavo benissimo il titolo e la copertina, e fortuna volle che all'epoca fosse ancora disponibile in un negozio di libri usati on line, quindi ci misi poco per averlo.
Per il secondo invece ho penato un po', ne avevo letto solo un estratto su un libro per le vacanze durante la prima media e non ricordavo il titolo, ma solo il genere e qualche parola chiave, che negli anni mi hanno deviato verso libri diversi, ma perseverando nella ricerca alla fine sono riuscita a trovare il volume giusto, e pure la seconda tacca è stata messa.
Il terzo è stato una mission impossible: non ricordavo nulla, solo che si trattava di un libro sui castori e che lo avevo letto sempre alle elementari per volere della maestra di matematica, che in quell'occasione aveva scelto per ognuno di noi un libro apposito, per sopperire al fancazzismo di quella di italiano che ci lasciava giocare e basta.
All'epoca, forse ero in quarta elementare, quasi tutta la classe rosicò abbestia per la scelta della maestra, me compresa, perché alla cocca secchiona fu dato da leggere "la fabbrica di cioccolato" che volevamo tutti, mentre a noialtri furono dati libri sconosciuti e poco interessanti, ma le nostre proteste caddero nel vuoto, che la cocca era intoccabile.
Ovviamente io mi lamentai personalmente della questione con quella maestra, perché non me so' mai tenuta un cecio in bocca, ma lei mi zittì rispondendomi che c'era un motivo specifico se a me aveva dato un libro piuttosto che un altro, e che il libro per la cocca era molto più facile da leggere del mio proprio perché IO, e non lei, ero in grado di leggerlo meglio e comprenderlo.
Ed era vero, perché poi con una scusa diedi un'occhiata al libro della cocca secchiona e mi resi conto che era più piccolo del mio ed era scritto a caratteri molto più grandi, e lì mi resi conto di quanto la maestra mi tenesse inconsiderazione, riempiendomi di orgoglio per la scoperta.
Che poi a seguire me ne son sbattuta il cazzo di impegnarmi per dimostrare a tutti il mio reale valore e superare la cocca secchiona, rimanendo imperitura quella intelligente che non si applica, è tutta un'altra storia.
Ma intanto, IO ero più intelligente, pappappero.
Comunque, non ricordando nulla di quel libro, qualche anno fa comprai l'opera di Alberto Manzi e mi convinsi che fosse quello il libro della mia infanzia, l'unico romanzo sui castori di cui ci fossero notizie in rete, mantenendo però in sottofondo la sensazione di qualcosa che non quadra, che non mi rendeva completamente tranquilla e soddisfatta in merito.
E le mie sensazioni erano giuste, perché qualche giorno fa, durante l'ennesima ricerca, sono FINALMENTE riuscita a trovare il libro giusto grazie a una fortuita botta di culo, ovvero la foto di una pagina casuale per mostrare le condizioni interne del volume, in cui compariva l'unico nome di uno dei protagonisti di cui mi era rimasta memoria.
E un altro risultato l'ho portato a casa, sono veramente invincibile.
Eh, chissà dove sarei adesso se mi fossi impegnata fin da piccola.
Col senno di poi mi sono resa conto di aver perso delle occasioni, ma all'epoca non volevo assolutamente essere come la cocca secchiona e fare la sua stessa fine, perché la sua perfezione e il suo status richiedevano un sacrificio troppo grande, che io non volevo affrontare.
Lei era sempre perfetta, mai una piega ai vestiti, mai un capello fuori posto, mai un errore nei compiti e mai preda di rabbia o nervosismo, sempre impeccabile e misurata nei modi, tutto il contrario di noi altri compagni di classe, insomma.
Ma dove la sua perfezione e il suo status di prima della classe suscitassero gelosie nei compagni, in me causavano solo pena, perché mi ero resa conto fin da subito di quanto poco vivesse la sua fanciullezza per mantenere il suo livello sempre alto, e mai avrei voluto essere al suo posto.
Dopotutto, ero più intelligente.
Intelligente e libera di poter vivere le mie emozioni come volevo senza il terrore di crepare una maschera indossata a forza, perché io potevo essere quello che volevo, mentre lei DOVEVA essere perfetta, punto e basta.
Tra l'altro, essere la prima della classe la rendeva saccente e antipatica, quindi no grazie, ho preferito rimanere quella intelligente che non si applica, ma simpatica.
Vabbè, dopo questa digressione sul mio passato, direi che è ora di chiudere, che mi sono dilungata pure troppo per i gusti mia.
Ma ora che ho trovato tutti i libri che volevo, come impiegherò il mio intelletto superiore?
mercoledì 18 febbraio 2026
Bosco
Proprio quando la vita scorre placida e tranquilla, ecco che arriva l'ennesima batosta.
Che non riguarda me direttamente, ma comunque fa male, e di brutto brutto brutto: Tonnaso Parapiglia è ricoverato in ospedale per un male che non gli lascia via di scampo, e il tempo che gli rimane su questa terra è quasi agli sgoccioli.
E io non smetto di piangere, non lo vedo da circa vent'anni, ma ho sempre conservato di lui un buon ricordo, che alla fin fine è sempre stato un bravo ragazzo e gli ho voluto bene veramente, nonostante il nostro rapporto non fosse poi così idilliaco.
Ci amavamo tanto, ma non eravamo fatti per stare insieme, semplicemente, e l'esserci lasciati non ha cancellato l'affetto che gli ho voluto, tanto che negli anni mi sono sempre interessata di cosa facesse e di come stesse, contrariamente a tutti gli altri miei ex che ho cancellato definitivamente dalla mia vita e dai miei pensieri.
E di tutti i miei ex, lui è quello che non merita affatto di fare questa fine, diobestia.
Grande demone celeste hai decisamente rotto il cazzo stavolta, ma non potevi prendertela con me in qualche altro modo?
Eccheccazzo.
Perché a pagare sono sempre le brave persone?
E soprattutto, dov'è la giustizia divina in tutto questo?
Ditemelo voi, perché io non riesco proprio a vederla, e nutro seri dubbi al proposito.
Sono devastata.
venerdì 16 gennaio 2026
E pure 'sto dente se lo semo tolto, in tutti i sensi: ieri Lilli è stata operata e ora è digievoluta in una furia chiara con qualche dentino superstite sparso qua e là per le gengive, suo malgrado.
L'operazione è stata lunga e difficoltosa, ma è riuscita perfettamente, per buona grazia mia che ho temuto per ore che la mia piccola iena non si risvegliasse più dall'anestesia, con conseguente spreco di ansia e lacrime per lo scenario più tragico in assoluto cui potevo immaginare.
Il post operazione non è stato meno difficoltoso, dopo essere andata a prendere Lilli insieme a mamma Samara, me la sono tenuta in braccio per tutto il viaggio verso casa senza permettere alla legittima padrona di aiutarmi, un po' perché volevo evitarle lo sforzo, e un po' perché volevo tenermela stretta fra le mie braccia e tutta per me, per appagare il mio sano affetto morboso e alleviare le mie carenze affettive causate dalla dipartita del mio Ren e dall'indifferenza di Rey.
E nel momento in cui Lilli si stava piano piano svegliando dall'anestesia ed ha appoggiato la testolina sul mio braccio come faceva Ren all'apice della sua malattia, ho fatto veramente fatica a trattenere le lacrime.
Ho fatto anche fatica a restare in piedi sulla metro, ma ce l'ho fatta in entrambi i casi, e siamo tornate a casa tutte e tre sane e salve.
Sono invincibile.
Per quanto riguarda Rey invece, se non se da' una calmata glieli faccio saltare io i denti, senza anestesia e senza operazione: l'ho portato a fare un giro per il mercato di Dreamland, forte del fatto che a Grande Inverno si è sempre comportato bene, e invece quel giorno era talmente irrequieto che mi ha fatto sbattere contro il banchetto di una signora che vendeva gioielleria, facendo crollare a terra un espositore pieno di orecchini.
Ovviamente mi sono fermata ad aiutare la signora a raccogliere la sua merce, mentre calavo santi e improperi contro la mia bestia di satana, e una volta risistemato il banco ho comprato l'unico superstite di un paio di orecchini che si era rovinato con la caduta, uno di quelli più brutti tra l'altro, che era cosa buona e giusta.
Solo che ora quell'orecchino composto da un'enorme perla di plastica viola me lo sbatto riccamente al cazzo, visto che odio le perle, specialmente quelle sintetiche.
E poi dici che uno non bestemmia.
Comunque, io esagero eh, non ho punito Rey per la sua malefatta e non ho nessuna intenzione di renderlo sdentato volontariamente, state boni o mi ritrovo la protezione animali sotto casa e una denuncia per maltrattamenti, e non è il caso.
E poi, io voglio bene al mio gremlin, e non gli farei mai del male.
Capito, Rey?
Mammina ti ama, quindi vedi di cominciare a mostrarle affetto con bacini e coccole, che sarebbe pure ora.
Tanto per rimanere in tema, FORSE anche Lemmy dovrà operarsi, ieri è andato dall'oculista per una visita di controllo giusto per rifarsi gli occhiali, convinto che fosse tutto a posto, e invece colcazzo, c'è qualquadra che non cosa nei suoi meravigliosi occhi e la settimana prossima dovrà fare un esame più approfondito in ospedale.
E qui una buona bestemmia.
Tanto per ridere, per avere un appuntamento celere Lemmy è andato in visita a pomeriggio inoltrato, tornando a casa ben oltre le undici sera, e mentre lo aspettavo impaziente (ed affamata) per poter cenare insieme, chi mi chiama per farsi una chiacchierata nel pieno della notte?
L'unica persona che non si rende conto che le telefonate dopo cena sarebbe meglio non farle: Hartman.
Ovviamente le ho risposto e ci siamo fatte due chiacchiere, che sono sempre bellabuonaebrava, ma unicamente perché ero sola, che se no colcazzo, l'avrei liquidata subito, che te lo dico a fare.
Tanto per smettere di ridere, dopo aver finito di sistemare casa e bagagli, l'altro ieri ho avuto il battesimo con tutto il parentame materno di Lemmy nel modo meno simpatico di tutti, il funerale di un'anziana prozia morta proprio il giorno dopo che ho messo piede a Dreamland.
Che culo, oserei dire.
E vabbè, riconquistato un minimo di tranquillità dopo casa, funerale e cane, stamattina me ne sono andata a Letamaios per farmi prima un bel giretto al mercato, e poi un bell'aperitivo con Hartman, che glielo avevo promesso appena mi fossi sistemata per bene.
Che sistemata per bene è una chiacchiera, c'è ancora tanto da fare e da smadonnare, ma diciamo che in casa la situazione è più che dignitosa e non ci si può lamentare.
Quello di cui dovrei lamentarmi è il fatto che ieri in un negozio della capitale ho visto un bel vestito esposto in vetrina e l'ho comprato senza pensarci due volte, pagandolo assai, e quello stesso vestito l'ho trovato oggi al mercato a cinque euro di meno, cribbio.
Che non è tutta questa grande differenza, ma io ci rosico uguale, eccheccazzo.
E vabbè, ormai quel che è fatto, è fatto, che mi sia da lezione per la prossima volta.
giovedì 8 gennaio 2026
Dopo la giornata di oggi rimpiango amaramente l'influenza che mi ha tenuto a letto giorni interi con la sola compagnia del mio fidato kindle, del portatile e di Lilli, cribbio.
Che non mi sono pentita di essere uscita di casa eh, perché poi mi sono vista con i miei gemelli adorati per pranzo, ma insomma, la calma e la tranquillità delle quattro mura di casa rimangono imbattibili, per me.
Comunque, nonostante la pioggia del cazzo che continua ad imperversare in questi luoghi e la poca voglia di uscire di casa, oggi mi sono armata di tanta buona volontà e ho abbandonato le calde mura materne per incontrare i miei amicicci e pranzare insieme come non facevamo da tempo.
E non contenta, ho voluto anche visitare la casa nuova di uno di loro che non avevo ancora avuto l'occasione di vedere, per ovvi motivi logistici e di distanza.
Ovviamente dietro la mia pura curiosità di amica c'era una motivazione di vitale importanza, quella di controllare se i colori dell'arredamento si potessero abbinare bene alla coperta che sto facendo, che se no me la sbatto riccamente al cazzo, ma shh, questo deve rimanere un segreto finché non consegnerò la mia opera al destinatario.
Che potrebbe non accadere mai se continuo così, negli ultimi giorni non ci ho mai messo mano e sono ben lungi dall'averla finita, ma vabbè, per adesso ho cose più importanti a cui pensare, quindi sticazzi.
Sono una brutta persona.
A parte tutto, sono stata ben felice di riabbracciare i miei amicicci e di passare del tempo con loro, e mi è dispiaciuto assai dover interrompere le nostre chiacchiere per espletare il secondo impegno della giornata, quello più gravoso, ovvero portare di nuovo Lilli dal veterinario.
E quindi, una volta salutati i miei amicicci, sono tornata di corsa a casa con i mezzi, ho fatto pipì, ho preso Lilli insieme a mamma Samara che nel frattempo era tornata da lavoro, e ci siamo recate alla metro in direzione studio veterinario, sempre di corsa e sotto una pioggia incessantemente fastidiosa, sebbene non così intensa come negli ultimi giorni.
Eccheccazzo, mica può piovere per sempre no?
E vabbè, tornando a noi, per Lilli ci sono buone notizie, l'operazione si potrà fare, anche se non sappiamo ancora quando l'anestesista sarà disponibile, mentre per mamma Samara le notizie non sono altrettanto belle, visto che dovrà rinunciare a un rene per pagare la parcella, leggermente lievitata proprio a causa delle difficoltà riscontrate.
E qui una buona bestemmia, anche perché, che fai?
Non possiamo mica lasciare la nostra piccola iena con lo spauracchio di una futura infiammazione dentale che potrebbe complicarsi fino a danneggiare la vista e il cervello, insomma, e quindi non ci resta che rassegnarci a dire addio a buona parte dello stipendio.
Di mamma Samara ovviamente, che non c'è stato verso di farle accettare un aiuto economico da noi figli, che il cane è il suo e solo lei vuole pagare, da donna orgogliosa, indipendente e testarda qual è, e quindi ciccia, questo è quanto.
In tutto questo, sto gradendo assai la pubblicità delle olimpiadi invernali, il brano scelto è la mia stagione preferita di Vivaldi e ogni volta che parte la réclame vado in estasi.
Dopotutto, la felicità è fatta di piccole cose, come un pranzo con i miei amicicci, la salute (sia mia che del cane) e una musichetta in tv per qualche secondo.
Ma cosa vuoi di più dalla vita?
sabato 3 gennaio 2026
La mia dannata influenza è definitivamente debellata, il mio corpo è risanato, lavato e vestito, e anche la casa versa in condizioni più che ottimali, quindi non mi resta altro che dedicarmi alla classica iniziativa che si confà all'inizio dell'anno, ovvero i BUONI PROPOSITI.
Che fondamentalmente sono quasi sempre gli stessi, perché non li perseguo mai da anni.
Ma ho anche dei difetti.
Bando alle ciance e cominciamo:
1. AVERE UNA CASA: forse il più importante di tutti, dal momento che finirà la vacanza qui a casa di mamma Samara ci sarà da sistemare la casa a Dreamland e i mille milioni di scatoloni del nostro trasloco, quasi tutti di mia proprietà.
Tremo al solo pensiero.
2. RIMETTERMI IN FORMA: e qui un AH AH AH AH ci sta tutto, lo dico da decenni ma di fatto non ho mai voluto darmi una regolata con il cibo che me piace troppo magnà, specialmente ora che posso, e men che meno ho mai preso in considerazione sport e movimento, che me piace troppo magnà da seduta.
Solo che quest'anno la cugina Malmostosa si sposa, e mi sa tanto che a 'sto giro me tocca.
Con l'influenza ho perso due kili, diciamo che sto a buon punto, dai.
3. TROVARE LAVORO: uno qualsiasi mi va più che bene, poi con calma mi adopererò per quello dei miei sogni, che cambia spesso e volentieri come tira il vento.
Riuscirò mai a decidermi al riguardo?
Ai posteri l'ardua sentenza.
4. CHIUDERE DEFINITIVAMENTE QUALSIASI QUESTIONE IN SOSPESO CON MISTER HYDE: e mo me so' proprio rotta er cazzo di lui, per dirla gentilmente.
Tra un mese avremo il primo incontro di mediazione e spero che questa ennesima rottura di coglioni si concluda presto e bene, che non voglio più avere nulla a che fare con il mio ex marito.
5. LEGGERE TANTO: ho ripreso a leggere da poco con un mattone di milleduecento pagine, tra l'altro meraviglioso, e mi sono sentita così soddisfatta da rimpiangere amaramente tutto il tempo passato senza farlo. Il problema è che ora il mio adorato mattone è agli sgoccioli, e mo che me leggo?
Tutti i miei libri sono chiusi nei mille milioni di scatoloni a Dreamland, e non ho voglia di comprarne altri per il momento.
E vabbè, poi si vedrà.
6. DEDICARMI AI MIEI HOBBY: questo non ho mai smesso di farlo, e mai smetterò, ma tenerne un promemoria non fa certo male.
7. MIGLIORARE E CRESCERE: o meglio, continuare a farlo; da anni ormai sto lavorando parecchio su di me e sul mio carattere e finora ho raggiunto un livello abbastanza soddisfacente, sono fiera di me e di quello che sono diventata sia a livello personale che mentale, ma voglio la perfezione, perché io valgo.
8. EVITARE DI PROCRASTINARE A LUNGO: difficile, se non addirittura impossibile, ma io ci provo, sai com'è. Che poi, non è tanto colpa mia, è che sono presa da troppe cose tutte insieme e non ho abbastanza tempo per dedicarmi ad ognuna come dovrei, con la conseguenza disastrosa di mandare tutto a fanculo quando mi sento sopraffatta dal mio carico, rimandando così i miei "doveri" a data da destinarsi.
Sì, è decisamente colpa mia.
9. IMPEGNARMI CON IL MIO COMPAGNO: Lemmy è l'amore della mia vita e non voglio assolutamente che la nostra storia diventi una questione di noiosa abitudine, o che il sentimento che ci lega si intiepidisca, voglio che la nostra relazione si mantenga sempre perfetta come è adesso, e anche di più. Mi sono sempre impegnata in questo e continuerò a farlo perché lui vale, ma un promemoria non guasta di certo.
10. VARIE ED EVENTUALI: e qui ci metto tutto il resto, roba che non ho voglia di scrivere o di cui ancora ne ignoro il bisogno o la volontà, che non si sa mai.
Detto questo, si è fatta ora di pranzo e vado a mangiare, come è giusto che sia.
lunedì 29 dicembre 2025
Questa dannata influenza non vuole passare, porcazzozza.
Dopo giorni di dolore e febbre sono ancora agonizzante nel letto senza nessuno che si prenda cura di me, che mamma Samara è tornata al lavoro abbandonandomi al mio triste destino e il mio cane non mi caga minimamente, come suo solito.
L'unica che mi dà un po' di conforto è Lilli, da quando sono malata ha preso la residenza al mio fianco sul letto, nonostante i rimproveri e le rimostranze della sua padrona che non vuole assolutamente, e come è giusto che sia, tra le due ha vinto il cane, che mamma Samara si è resa conto subito di sprecare fiato ed energie e si è arresa senza colpo ferire.
E mica solo io sono una pezzetta da piedi, eh.
Tra l'altro, Lilli se la comanda anche con Rey, che ne riconosce l'autorità senza rimostranze e se ne tiene alla larga, ben attento a non invadere i suoi spazi, onde evitare di essere di nuovo ripreso e messo a posto da un BAU perentorio che non dà scanso ad equivoci.
Comunque, tornando alla mia dannata influenza, ero ben certa che bastasse una sola notte per debellarla e così non mi sono preoccupata affatto di prendere l'ultima delle due tachipirine rimaste che aveva portato mia cognata (e che si è ripresa) e non ho voluto che mamma Samara uscisse per comprarle, che tanto sarei guarita presto.
E infatti colcazzo, sto ancora allettata in preda a dolore e febbre da quel dì (il ventisei).
Come se non bastasse, senza tachipirina sotto mano mi sono dovuta accontentare del tachifludec per abbassare un po' la febbre, che a mamma Samara piace tanto e di quello ne ha sempre una scorta recente, al contrario di me che non lo tollero affatto.
Ma in tempi di guerra c'è poco da fare gli schizzinosi, purtroppo.
Che poi, due giorni fa mi ero pure illusa che l'influenza fosse passata del tutto e dopo che il bibitone magico ha fatto il suo effetto mi sono sentita così in forma da riuscire a pulire tutta casa e telefonare anche allo studio veterinario, che però non ha risposto (con mia somma gioia).
Eh oh, io il mi dovere l'ho fatto, sia messo agli atti.
Ovviamente, dopo il mio delirio di onnipotenza mi sono vista costretta a ributtarmi a letto, che l'influenza era tutt'altro che debellata, e il mio povero corpo provato da dolore e febbre non era in grado di restare oltre modo in piedi.
Ma più di dolore e febbre, quello che mi urta è che ho una fame assurda e non riesco a mandar giù che pochi bocconi, prima di smettere nauseata.
Toglietemi tutto, ma non il mio cibo.
Ma quando finiranno queste tragedie?
Ho fame, porcazzozza.
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