mercoledì 22 aprile 2026

 Continuo a fare sogni strani, solo che poi al risveglio non me li ricordo, o se me li ricordo, al momento di metterli su carta magicamente svaniscono dalla mia memoria.
E qui una buona bestemmia.
L'unico che ricordo è quello in cui ero in una villa abbastanza modesta e nell'atrio di questa casa c'erano anche Ladybug e Gabrielle Agreste (te prego) che discorrevano animatamente, allora li ho lasciati soli e sono entrata in una stanza dove c'era a terra una cinciallegra morta. Ho preso in mano il povero uccellino sperando di poter fare qualcosa per rianimarlo, e poi ho aperto la finestra di quella stanza per fuggire, ma era notte e ci trovavamo in campagna quindi no, niente fuga, e in quel momento mi sono svegliata.
E non sto neanche guardando Miraculous in questo periodo.
Però vorrei fuggire dalla catasta di scatoloni pieni di vestiti che non so dove mettere perché l'armadio è troppo piccolo per le mie esigenze, scatoloni che poi stanno in mezzo al cazzo perché non so dove mettere neanche quelli, e vorrei gridare e dare fuoco a tutto e ricominciare da zero lontano da tutto e da tutti perché sì, che io un armadio enorme me lo meritavo, ecco.
Il meteo poi non aiuta, la mattina fa caldo e la sera fa freddo, il che non mi consente ancora di togliere dal cazzo i giubbotti, ennesima roba in giro che mi urta il sistema nervoso, quasi quanto il freddo che odio abbestia.
Ah, che bella la primavera.
Che poi, sarebbe la mia stagione preferita se non fosse per gli sbalzi di temperatura e per la fottutissima allergia ai pollini, talmente fottuta che l'antistaminico che dovrebbe coprirmi ventiquattro ore ormai dura forse mezza giornata, in un tripudio di santi calati che non sto qui a ripetere, perché devo passare il tempo a soffiarmi il naso.
Ma sarà bellissimo lo stesso.
A tal proposito, di fioriture e non di mocciolo, ieri mia suocera è passata con fare guardingo per chiedermi di indagare a proposito della mia dirimpettaia, l'unica che non fa parte della famiglia a palazzo Palladini, perché secondo lei POTREBBE far tagliare i rami dell'albero che si trova di fronte al suo balcone, dato che tempo fa si lamentò casualmente di quanto le dava fastidio il polline dei suoi fiori.
Ora, a parte che il balcone dista metri da quell'albero e non è umanamente possibile tagliargli i rami da quella postazione, e constatato che per farlo occorrerebbe usare impalcature e strumenti da poggiare nel piazzale dei box di cui l'inquilina non ha la chiave, come non ha quella del giardino dove si trova l'albero (in teoria dovremmo averla noi, ma non so dove), a prescindere da tutto questo, ma anche se fosse, a te cosa cazzo ti frega se qualche ramo viene tagliato?
Anzi, dovreste essere voi proprietari di baracca e burattini a eliminare o mitigare eventuali cause di disagi, visto che l'inquilina vi pago l'affitto regolarmente da anni e sarebbe un suo sacrosanto diritto vivere tranquillamente senza problemi.
Ma poi, anche fosse, dubito che il taglio di qualche ramo porterebbe a un miglioramento della condizione di fastidio della vicina, data la grandezza dell'albero stesso, quindi, de che stamo a parla'?
Tutta la questione è decisamente campata in aria, ai massimi livelli di complottismo astruso, e da una persona colta e intelligente quale è mia suocera, certe "cadute di stile" non me le aspetto proprio, come non le capisco (e non le concepisco).
E vabbè.
Comunque, dopo aver tranquillizzato la suocera che avrei supervisionato l'albero stando attenta che non gli venga torto alcun ramo, per opera dello spirito santo aggiungerei, l'emergenza è rientrata e siamo tornati tutti ai nostri impegni quotidiani come niente fosse, felici e contenti.
Tutti tranne me, che vivo fra gli scatoloni pieni di vestiti, ma sono dettagli.
Che bella la primavera.

giovedì 16 aprile 2026

 Ho fatto un altro dei miei sogni strani, c'era Generalenonna seduta sulla panchina di casa sua, con una gamba piegata sull'altra e le mani appoggiate sul piede in bilico, la pianta di quel piede aveva un po' di ispessimento cutaneo e gliel'ho fatto notare, allora lei mi ha risposto che stava aspettando che tornasse mamma Samara così ci avrebbe pensato lei, e io di rimando ho pensato che avrebbe aspettato in eterno, perché ormai mamma Samara non abitava più lì.
E un po' mi dispiace di non abitare più tutte insieme, la convivenza era ardua e le guerre dei mondi erano all'ordine del giorno, ma la vicinanza che tanto ci faceva tribolare rendeva facile fronteggiare problemi e imprevisti, sempre presenti grazie alla tenera attenzione del grande demone celeste verso di noi.
Tipo l'altro giorno, mamma Samara aveva un incontro di lavoro tramite videochiamata e non si sentiva sicura di riuscire a seguire tutti i passaggi per farla, con conseguente carico di ansia non indifferente, che non sarebbe esistito se avessimo abitato ancora insieme.
Se mi' nonno c'aveva tre palle era un flipper, ma vabbè.
Che poi, alla fine non ci sono stati problemi con la videochiamata, non volendo che mi scomodassi io fino a casa sua e non volendo venire da me, mamma Samara si è fatta aiutare da mia cognata, e tutto è bene quel che finisce bene, anche se a me un po' di rammarico (totalmente ingiustificato) è rimasto.
Comunque, tra una chiacchiera e l'altra con mamma Samara, è uscito fuori che lei ha visto le foto dell'abito da sposa della cugina Malmostosa, che non ha ancora visto nessuno, perché la sorella (di mia madre, non di mia cugina) gliele ha mandate in gran segreto, incapace di tenersi un cecio in bocca come lei.
E dopo i primi attimi di sconcerto e riprovazione, sono scoppiata a ridere, che nonostante tutti i loro bisticci e le loro divergenze di opinioni, alla fine sono più simili di quanto pensino.
Sempre riguardo zia, fortunatamente il malore che ha avuto si può curare con i farmaci, evitandole così di finire sotto i ferri, opzione che non rallegrava nessuno, mamma Samara e me in primis, e quindi ora possiamo tirare un sospiro di sollievo, che l'emergenza è rientrata.
Il dannato cambio di stagione mi sta esaurendo, diobestia.

venerdì 10 aprile 2026

 Ieri pomeriggio c'è stata la terza mediazione con mister Hyde, ero convinta che ci sarebbe stato da lottare e che mi sarebbe di nuovo schizzata la pressione alle stelle per la rabbia, e invece nulla di tutto questo, l'incontro è filato liscio come l'olio, tanto che ad oggi sono ancora faccio fatica a crederlo.
Mister Hyde e il suo avvocato sono stati zitti e buoni e non hanno fatto rimostranza alcuna, ma sono rimasti totalmente irremovibili sulla cifra che mi spetta, mille euro in meno della media precisa fra la mia proposta e la sua, e io me la sono fatta andar bene, che di fare puntigli stupidi non ne avevo proprio voglia.
E poi, potevo mettermi al loro stesso livello e fare rimostranze per due spicci, allungando ancora il brodo?
Ma chi te se incula, tieniti i tuoi pulciosi mille euro, e a posto così.
La mia tranquillità mentale non ha prezzo, e prima finisce questa storia e me te levo dal cazzo, e meglio è.
Tanto per spettegolare un po', per ribattere ad eventuali rimostranze del mio ex marito sulla mia stima di casa, che secondo lui era troppo alta (e grazie al cazzo), il mio avvocato si è fatta un giro sui siti immobiliari e ha trovato un appartamento in vendita nel mio palazzo, allo stesso prezzo di quello dichiarato nella mia relazione, e me lo ha fatto vedere per discuterne prima dell'appuntamento.
All'inizio credevo che l'annuncio riguardasse la casa della vicina morta a dicembre, ma una volta viste le foto mi sono resa conto invece che si trattava dell'appartamento sopra di lei, dove viveva ormai il figlio stronzo di un padre ancora più stronzo, quello che negli anni precedenti ha sempre fatto i dispetti a tutti, credendosi il padrone dello stabile, al punto che tutti gli altri condomini (tranne la tipa morta) si sono allontanati definitivamente vendendo le loro proprietà, una delle quali all'epoca diventò la mia casa.
E queste persone che andarono via erano le sue nipoti dirette, seguite poi dai cognati del tipo, esasperati anche loro dalle guerre interne di famiglia e palazzo, nonostante le mogli fossero sorelle legatissime.
La cosa che fa ridere, è che il tipo avanzava diritti di proprietà sull'intero stabile e sul cortile, dove deteneva ben quattro posti auto invece che uno e aveva costruito abusivamente uno stanzino per i cani, che teneva sempre rinchiusi in mezzo alla sporcizia, e non era neanche proprietario della sua di casa, intestata in realtà ai tre figli della vicina morta recentemente, perché all'epoca chi comprò quel terreno e costruì il palazzo fu il marito di lei, cui nessuno restituì i soldi dell'acquisto.
Tanto per dirne un'altra, quando i nuovi proprietari dell'altro appartamento che era stato messo in vendita insieme al mio, misero piede in casa loro, il tipo stronzo andò da loro a fare casino perché, testuali parole, lui aveva diritto di prelazione su quella casa, e doveva essere sua invece che loro.
Ovviamente quei due, che non erano di certo fregnoni, l'hanno rimesso a posto con poco, scatenando però le sue ire e le sue rimostranze passivo-aggressive, diventando anche loro vittime dei suoi dispetti e dei suoi sabotaggi.
Anche se poi, quei due se ne sono sempre sbattuti il cazzo e non hanno mai dato peso alle sue provocazioni, ben capendo che il tipo, cardiopatico, cercava anche la scusa buona per essere aggredito e poi svoltarci i soldi con una denuncia.
E non lo dico per mie ipotesi, ma perché un giorno la moglie del tipo stronzo, in un raro momento di confidenze, mi raccontò di come fosse bravo il marito a trovare sempre il modo di racimolare soldi facendo impicci su impicci.
Non c'è che dire, complimenti vivissimi.
E poi dite perché non mi sono voluta tenere la mia casa, ma chi ve se incula.
Comunque, non so per quale motivo, ma dopo anni di vessazioni su chiunque non gli andasse a genio (tutti), il tipo stronzo e la moglie si trasferirono lasciando l'appartamento al figlio stronzo, che raccolse l'eredità del padre e continuò a perpetrare le sue lotte passivo-aggressive nei confronti della vicina di sotto, sempre perché i veri proprietari erano i figli di lei, e non i genitori, fino ad oggi che l'appartamento è in vendita, anche se non credo saprò mai i motivi di questa decisione.
In tutto questo, a parte che non mi capacito di come ci si possa sentire i padroni di stocazzo se non si possiede neanche un mattone della propria casa, a parte che non capisco perché fare la guerra a tutto e tutti in nome di una giustizia personale che non sta né in cielo e né in terra, a parte tutto, ma come si fa a mettere un annuncio di vendita con le foto di un appartamento totalmente disastrato e in disordine, come?
Io mi sono vergognata per loro, davvero.
E vabbè, chiusa parentesi pettegola, torniamo alle cose importanti della vita.
Stamattina mamma Samara è venuta a Dreamland e dopo aver fatto una capatina veloce e inconcludente al supermercato qui nei paraggi, e avermi fatto sclerare come suo solito perché non è mai nel luogo dove dovrebbe essere quando devo raccattarla in macchina, siamo scese a Letamaios per un giro al mercato, e dopo aver mangiato un pezzo di pizza, ci siamo salutate e ognuna se n'è tornata a casa propria.
Veramente, da principio saremmo dovute andare a trovare zia che è stata male, ma ancora non l'hanno dimessa dall'ospedale, contrariamente a quanto affermato ieri, e quindi ciccia, ci siamo limitate a spendere soldi in vestiti e bisticciare fra noi come al solito.
Che poi, me ne ha dette di ogni quando avrei voluto comprarmi un bel paio di sandali, asserendo più volte che secondo lei non ho bisogno di scarpe che non indosserei mai per andarmene in giro (lo dici tu), e lì per lì le ho dato retta a malincuore (molto a malincuore) per non litigare ulteriormente, già con l'idea di tornare a prenderli una volta rimasta sola, rimanendo però fregata perché nel frattempo che pranzavamo e l'accompagnavo prima al supermercato e poi a prendere l'autobus per il ritorno, il mio tessoro era stato bello che venduto.
Che amarezza.
Ma tu guarda se all'età mia ancora mi faccio condizionare dai giudizi severi della mia genitrice despota, porcazzozza.
E mo, quando li ritrovo dei sandali così belli?
Che vitaccia.

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