mercoledì 14 ottobre 2026

Dale, baila así

 Ho ricominciato a fare sogni strani, ma di brutto brutto brutto, il brutto ancora più brutto però è che una volta sveglia il loro ricordo svanisce in fretta e allora mi incazzo perché non riesco a ricordarli come vorrei e mi irrita la sensazione di aver avuto le mie solite visioni oniriche disturbanti e di averle dimenticate per sempre.
Tutto regolare, insomma.
Però uno lo ricordo, ho sognato il mio compagno di scuola morto da giovane che veniva a trovarmi, ma non so se la sua visita abbia un qualche significato recondito o sia solo una mia nostalgia dei tempi che furono dovuta alla mia recente attività di rilettura dei primi post di questo blog, che iniziai a scrivere nel 2003, un anno prima della sua morte.
Ovviamente, non mi sono fermata a rileggere solo i miei, ma anche quelli delle mie amiche, per quel poco che ne è rimasto, per una perfetta operazione revival che ha tolto tempo ed energie a cose molto più importanti e significative, che non sto qui ad elencare.
Ma ho anche dei difetti.
Ho anche ricominciato a fare zumba, per caso mi è capitato di ascoltare una canzone del workout e sempre in perfetta operazione revival mi sono detta: dopotutto, perché no?
Perché non c'ho più l'età, diobestia.
Dopo due canzoni il fiato era finito e io ero sfinita, roba che all'epoca tiravo avanti anche cinquanta minuti a dimenarmi senza accusare altro se non la sete, e ora invece non ne reggo neanche dieci, che schifo.
E non era neanche zumba strong, con cui mi sollazzavo durante il lockdown perché la zumba normale era come acqua fresca per me, che se no a quest'ora ero ricoverata in rianimazione, e pure grave.
Ho ricominciato a fare zumba e ho pure finito, il mio povero cuore malato non ha retto oltre due giorni di movimento e da oggi amen, vivrò in attesa che mi ritorni la voglia (e la salute).
Però è stato bello finché è durato.
Per il resto, la pace è finita in quel di Dreamland, sono iniziati i lavori di ricostruzione del muro crollato a febbraio e tutto il giorno c'è un costante rumore di mezzi all'opera che indispone alquanto sua maestà, il che mi costringe a tenere chiusa la portafinestra del balcone per evitare un surplus di inquinamento acustico dovuto al mio energetico gremlin, abbaiatore seriale.
Mi sa tanto che è arrivata l'ora di fare il cambio di stagione, diobestia.

giovedì 17 settembre 2026

 Sono bastati due giorni in cui ho portato fuori e ho sfamato sua maestà anticipando l'orario usuale e ora  il mio dolce gremlin ha cambiato abitudini e comincia a scassare il cazzo che vuole uscire/mangiare già dalle quattro pomeriggio, perché lui è LO RE e ogni suo desiderio è un ordine, in teoria.
In pratica manco per il cazzo, che vabbè che sono la sua pezzetta da piedi, ma l'anticipo di orario del week-end è stato un evento straordinario e tale deve rimanere, che c'è un limite a tutto, specialmente al mio zerbinaggio nei suoi confronti.
Eccheccazzo.
Tanto per rimanere in tema, lunedì una vecchia che ha il negozio lungo la strada principale mi ha rimproverato quando Rey ha fatto la pipì sull'aiuola davanti la sua porta, perché evidentemente non ha importanza che io sia l'unica che sciacqui ogni volta gli schizzi del mio cane, no, io ero lì mentre lei stava chiacchierando in strada e giustamente mi sono dovuta beccare le male parole che dovevano essere indirizzate agli altri padroni di cani, quelli incivili che non raccolgono neanche i rifiuti solidi e rendono il viale un letamaio.
Ma visto che io le male parole non me le tengo, con molta calma, dignità e classe le ho risposto a tono e me ne sono andata vincitrice, perché è vero che sono alta un cazzo e un barattolo, ma è anche vero che la mia corporatura minuta non fa di me una vittima designata, e con me i prepotenti non hanno vita facile.
Comunque, visto che sono pur sempre bellabuonaebrava, da quel dì sto evitando che Rey spisciazzi su quell'aiuola per evitare ulteriori rotture di coglioni, anche se un po' mi ci rode.
E vabbè, passiamo a cose decisamente più interessanti, durante il mio peregrinare nella rete sono riuscita a ritrovare il vecchio blog del Master che tempo fa cercavamo perché curiosi di sapere in quale periodo il mio amico avesse cominciato a scriverlo, e quando gli ho chiesto se volesse l'URL per rileggerlo, la sua risposta negativa mi ha lasciato alquanto basita.
Davvero non capisco la totale assenza di curiosità o nostalgia per quel che fu, sono totalmente consapevole che riguardo le mie memorie scritte sono altamente morbosa e ancora non supero il trauma di averne perso gran parte, e non pretendo che la pensino tutti allo stesso modo, però non riesco neanche a capacitarmi di come il ritrovamento di una piccola parte della tua vita passata possa lasciarti totalmente indifferente, ecco.
E no, non ho approfondito la questione col Master perché il mio caro amico ha chiuso la questione e ha fatto muro come suo solito, quindi a posto così, grazie della notizia e amen, come se nulla fosse.
Questione chiusa per lui, mica per me, io me lo sono riletto e me lo sono pure salvato, pappappero.
Detto questo, non avendo altre cose importanti da riportare e avendo invece cose più importanti cui pensare, la pianto qui.
E' stato bello fin che è durato, ma la vita reale mi chiama (e anche sua maestà). 

giovedì 10 settembre 2026

 Il rientro alla base è stato leggermente traumatico, sia per il caldo atroce che avevo rimosso in quattro giorni di alta montagna, e sia per l'incontro con un'altra vespa orientalis mentre portavo Rey a spasso, cosa che ha fatto crescere ulteriormente i miei livelli di ansia già di per sé abbastanza alti, a causa del terrore che mi provoca determinato insetto.
Che poi, ero consapevole che il malaugurato insetto sarebbe arrivato prima o poi in città, nei paesi limitrofi ha già proliferato e il cimitero alle porte ne è pieno, quindi sarebbe stata solo una questione di tempo avercelo come vicino, solo che speravo caldamente che di tempo ne passasse un po' di più, ecco.
E invece colcazzo, la vespa orientalis è arrivata anche qui, evviva.
Sto seriamente ponderando di non uscire più di casa finché freddo e gelo non sopraggiungano.
Il problema però non è tanto mio, quanto di mia suocera che continua imperterrita ad andare al cimitero per pulire le tombe dei parenti, nonostante sia stata punta più volte e nonostante le abbia consigliato di lasciar perdere finché fa così caldo, che con la salute non si scherza, perché è vero che in borsa ha il cortisone a portata di mano, ma è pur vero che le vespe sono come il cavaliere nero, e se decidono di farti la festa perché sono infastidite da scopa e paletta, con la pomata ce fai cazzi.
Ovviamente le mie parole sono state portate via dal vento, che mia suocera non sente niente e nessuno, e quindi niente, mi tocca sperare che ogni sua visita al cimitero sia priva di sgradite sorprese, che tanto non c'è modo di tenercela lontano.
Passando ad altro, sua maestà ha di nuovo cambiato gusti e adesso schifa le scatolette di cui è sempre stato ghiotto e che negli ultimi giorni preferiva al cibo casalingo, e io da brava pezzetta da piedi non sopporto di vederlo in pieno sciopero della fame e mi prodigo quanto posso per soddisfare i suoi capricci, ma senza successo, rimediando quindi solo occhiate di sdegno e commiserazione per non essere riuscita a capire i suoi desideri.
Quanto me lo rimpiango Ren, che se magnava tutto quello che je davo, e anche di più.
Lo so, sono una madre di merda a fare continui confronti fra i due cani, anche perché continuo ad amare maggiormente Ren che Rey, e lo sono ancora di più perché l'altra sera non mi sono accorta di aver chiuso fuori casa il mio piccolo gremlin dopo esser tornati dalla passeggiatina notturna, lasciandolo sul pianerottolo buio qualche minuto buono.
Tonta io che non ho controllato che fosse entrato, ma tonto anche lui che non ha emesso un fiato quando è rimasto chiuso fuori, che te lo dico a fare, tanto più che se non avesse urtato la porta quando ci si è seduto accanto aspettando che l'aprissi, io non mi sarei mai resa conto di dove fosse realmente.
Sono veramente una madre di merda, lo so.
Povero piccolo mio, lo sguardo impaurito che aveva quando ho aperto la porta mi ha fatto veramente male al cuore, sicuramente avrà pensato che volessi punirlo, e adesso anche questo trauma va ad aggiungersi ai tanti che già ha, evviva.
E vabbè, la vita va avanti, per non farmi mancare nulla qualche giorno fa ho avuto la malaugurata idea di rispondere all'annuncio di una tipa che regalava dei vecchi libri, e ieri per accordarci sulla consegna mi è toccato stare al telefono con lei per un'ora, UNA FOTTUTISSIMA ORA di chiacchiere infinite che si potevano condensare in pochi secondi di conversazione se la mia interlocutrice non fosse stata dannatamente logorroica.
Dire che la telefonata mi aveva sfinito è dire poco, ma il peggio non era mica finito, in teoria saremmo dovuti arrivare a casa sua verso le sette (Lemmy e me, che mi occorreva man forte per caricare i libri), prendere i libri e poi tornarcene felici e contenti a casa in tempo per fare la cena, in pratica però nel frattempo che noi eravamo in viaggio, la tipa ha ricevuto una telefonata urgente che non poteva assolutamente eludere e non mi ha mandato la posizione di casa sua, il che ci ha costretto  ad aspettare un bel po' prima che giungesse in aiuto il marito e ci indicasse la via.
E qui una buona bestemmia.
Dopo di che, ovviamente che fai, prendi e scappi in pochi secondi?
Ovviamente no, fai un minimo di conversazione come è giusto che sia, maledicendo però la loquacità della tipa che ci teneva inchiodati a lei, nonostante l'ora tarda.
Fortunatamente però il suo giardino era pieno di zanzare e così ho colto la palla al balzo e ci siamo congedati con la scusa di aver fatto il pieno di pizzichi e di non volerne altri, e così siamo riusciti a tornare a casa per le otto e mezzo, dopo aver preso pizza e patatine da asporto, che la fame era tanta e la voglia di cucinare non altrettanto.
La domanda ora sorge spontanea: ma non me potevo fa' li cazzi mia quel giorno?

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