Otto mesi di duro lavoro buttati nel cesso, la mega copertina per Pinpin mi si è rovinata inevitabilmente durante l'ammollo del lavaggio, e non per il blu di cui ero sicura perdesse colore, ma per colpa del giallo di merda della stella che ha stinto ovunque, guastando la mia ultima fatica.
Otto mesi e infiniti gomitoli buttati nel cesso, come infinita è la voglia di mandare tutto a fanculo e scordarmi di questo progetto finito male, porcodemonio, e come infinite sono le mie rimostranze verso il calendario, doverose e immancabili.
Lo sconforto è tanto, ma visto che domani è un altro giorno e tutti i brutti propositi di rassegnazione saranno svaniti, ricomprerò i gomitoli e mi rimetterò all'opera, eccheccazzo: questa copertina s'ha da fare, così me la tolgo dai coglioni e penso ad altro, che non mi fa di certo male, ecco.
Per contro, la mia agenda del Natale è venuta bene nonostante manchino le foto che avrebbe dovuto stampare Peterpan dopo che la cugina Malmostosa le avesse scansionate, cosa che stiamo ancora aspettando che faccia da settimane, ma questa è un'altra storia.
Che tanto Peterpan si è scordato anche di stampare quelle che gli mando ogni tanto, ma vabbè, su questo è degno fratello mio, quindi non posso far rimostranze.
L'unica nota dolente nella preparazione dell'agenda è stata quella di non riuscire a ritrovare tutte le ricette dei nostri piatti tradizionali, nonostante il paesello d'origine non sia poi così sconosciuto o sperduto, ma visto che ormai le feste sono finite, la questione è rimandata al prossimo anno, che adesso ho tanto altro a cui pensare, eghe.
Tornando a noi, le feste sono andate benissimo, niente bruciore di stomaco per la gastrite nervosa e niente pit stop al bagno ogni mezz'ora per smaltire lo stress, ma solo divertimento, calore e cibo in abbondanza, anche se mi son dovuta tenere lontana dai miei tanto amati e desiderati pandori e panettoni.
E voi che ancora dibattete su quale sia più buono, ma magnateveli e zitti, voi che potete!
Neanche immaginate quanto possa invidiare la vostra possibilità di goderne senza conseguenze, dovreste solo che vergognarvi, ecco.
Dicevamo, tra una portata, una bevuta e una sfuriata della cugina Malmostosa, ho mostrato alla Sacrada Familia l'esito delle mie ultime fatiche con l'agenda del Natale, e poi ci siamo divertiti con un gioco che ho creato adattandone uno americano trovato su Pinterest, e tutti vissero felici e contenti.
Anche se poi, una macchiolina in questa felicità non è mancata, il marinaio non ha gradito che volessi passare tutti e tre i giorni di festa in famiglia e non con lui, mal sopportando il fatto di essere messo in secondo piano, e ha fatto le sue rimostranze al riguardo proprio il giorno di Natale.
Ma io dico, se a te non piacciono le feste e non ti piace festeggiare, amen, fai quello che vuoi del tuo tempo e lascia che io invece faccia quello che voglio del mio, giusto?
A me piacciono le feste e piace festeggiare in famiglia, quindi la cosa più logica era ognuno a casa sua e ci si rivede il ventisette.
E invece colcazzo, al marinaio non è piaciuta questo elemento e tanto ha detto e tanto ha fatto, che dopo una filippica piena di motivazioni poco plausibili e polemiche su quanto fossero egoisti gli altri, che lui non riesce mai a pensare a stesso (ma quando mai), e tante altre stronzate campate in aria, alla fine mi sono arresa e ho passato la giornata di ieri a casa sua, a non fare assolutamente nulla di interessante, perché lui si doveva riposare con me a guardarlo.
Sì, lo so che la colpa è mia che ho ceduto, ma ero stufa di litigare per questioni futili dettate solo dal suo puro egoismo maschile, tra l'altro ben alimentato dalla sottoscritta che ne ha piene le palle di urla e sbraiti, e quindi amen, mi sono immolata per la patria e big ciaone Sacrada familia, è stato bello finché è durato.
E vabbè, come disse un vecchio saggio: pure 'sto Natale se lo semo levato dalle palle.
Ora si torna alla normalità, almeno per me.
venerdì 27 dicembre 2019
martedì 17 dicembre 2019
Tempo fa avevo chiesto aiuto a Peterpan per comprare un tablet in occasione del black friday-cyber monday, ma il gentil fratello si è rifiutato categoricamente di elargire consigli per gli acquisti perché, a detta sua, io non ho bisogno di un tablet, avendo un pc funzionante.
Che non sono proprio la stessa cosa, ma vabbè.
Il suo rifiuto mi ha fatto girare i coglioni non poco, e se avessi avuto un briciolo di sicurezza in più me ne sarei sbattuta il cazzo e mi sarei comprata il primo tablet che mi fosse capitato sotto mano senza elemosinare il suo aiuto, ma visto che io e sicurezza siamo due rette parallele che non si incontreranno mai, per non sbagliare nell'acquisto mi sono messa l'animo in pace e ho rinunciato, che tanto non era poi di così vitale importanza, ecco, e vivo benissimo anche senza.
Però, a sorpresa, il gentil fratello mi ha smollato il vecchio portatile che era stato della suocera, e anche se ogni tanto si inchioda e la batteria non regge molto, il suo lavoro lo fa bene, e mi sta salvando dalla noia imperitura che provo ogni volta che vado a casa del marinaio, che i momenti in cui si dedica a me sono veramente pochi e tutto il resto è, giustamente, NOIA.
Quindi, grazie fratellino del portatile, anche se volevo un tablet.
Comunque, quando Peterpan si toglierà il vizio di fare il padre padrone con me, e sindacare su quello che voglio o che compro, sarà sempre troppo tardi.
Me ne sono tolta uno di tiranno dai piedi, un altro non mi serve proprio.
mercoledì 11 dicembre 2019
Let's go childish
Ogni anno durante il periodo natalizio mi diverto con Peterpan a mettere un maiale al posto del bambinello nel presepe di zia o di mamma Samara, è una specie di nostra tradizione che a noi fa tanto ridere ma che non riscuote enormi consensi da parte delle vittime dei nostri gesti (e aggiungo a gran ragione).
Però, nonostante la mole di ceffoni che ancora le due matrone si ostinano a prometterci in cambio delle nostre manomissioni, noi continuiamo imperterriti nella nostra tradizione tenendoci alla larga solo dal presepe di Generalenonna, che se si incazza è più pericolosa di un'eruzione del Vesuvio.
Tradizione che quest'anno però ha avuto un grande imprevisto, ieri stavo gironzolando intorno al presepe di zia con lieve noncuranza, quando la stessa mi si è avvicinata alle spalle e mi ha detto con aria baldanzosa: "è inutile che cerchi i maiali da mettere nella capanna, li ho buttati tutti!"
E si è fatta una gran bella risata alle mie spalle.
Lì per lì ci sono rimasta male e ho accusato il colpo e sconfitta me ne sono tornata a casa, ma non senza l'intenzione di porre rimedio al misfatto: ora siamo in guerra, e non esiste che mi faccio abbattere da una sciocchezza simile, non mi arrenderò MAI, eghe, spenderò i miei ultimi soldi a maiali da mettere nei presepi e ne comprerò talmente tanti che vincerò anche le battaglie dei prossimi vent'anni.
Come se non avessi nulla di più importante da fare eh.
Ovvio che ce l'ho, e pure tanto più importante, ma non è questo il punto, il punto è che non mi arrendo di fronte alle sciocchezze e non mi arrendo neanche di fronte alle cose serie (intendo?).
Comunque, non ho ancora rischiato il mio esiguo patrimonio, fortuna ha voluto che stamattina durante un giro esplorativo in casa di Generalenonna abbia trovato nel suo presepe ben due maiali a pascolare tranquilli, e ora uno di quei due è al sicuro nelle mie tasche pronto per essere immolato alla giusta causa.
Ovviamente, ho approfittato di essere sola per fare una foto alla capanna col protagonista scelto da me come ricordo delle mie gesta, e sempre più ovviamente Generalenonna era in giardino, ignara dei miei cattivi propositi, altrimenti non sarei qui a scriverlo in perfetta salute.
Punto per me.
Invece non so se considerare una sconfitta o una vittoria l'essere rifiutate ad una selezione per un lavoro che io stessa ho rifiutato inizialmente, e a ripensarci mi viene solo da ridere.
Il fatto è questo: vado a fare il colloquio in un luogo un po' isolato dove mi accoglie un tipo in giacca e cravatta pieno di buone intenzioni e carico di entusiasmo, compilo un questionario di domande talmente sciocche da meritarsi risposte sarcastiche (realmente date), e al momento delle chiacchiere il tipo comincia con un discorso molto vago e pieno di belle parole, tenendosi alla larga senza apportare nessuna nozione concreta sul tipo di lavoro per cui in teoria mi starei candidando.
Al che, stufa delle chiacchiere lo blocco subito e gli chiedo in parole povere la traduzione di tutto il suo monologo, e all'ammissione del tipo di essere la sua un'azienda con sistema piramidale, lo saluto dicendogli che non ero interessata, quindi fuggo letteralmente via e me ne torno a casa scocciata del tempo perso.
Mentre sono col boccone in bocca della merenda che sto piacevolmente gustando per dimenticare l'esperienza appena passata, ricevo una telefonata da un numero sconosciuto, rispondo e il tipo dall'altra parte mi chiede se pensavo che il colloquio avesse avuto un esito positivo secondo me, e io gli rispondo molto tranquillamente che avevo già rifiutato con il selezionatore, quindi grazie di tutto e blablabla, salutame a soreta.
E il tipo di rimando: "tanto lei non aveva superato la selezione".
E mi chiude la chiamata.
E gnegnegne e pappappero non me li dici?
Ci stavano bene, avresti dovuto dirmeli prima di attaccarmi il telefono, caro il mio tizio sconosciuto, mi ci hai fatto rimanere male per circa tre secondi, prima di scoppiare a ridere, ma a ridere tanto.
E tuttora ancora mi viene da ridere, se ci ripenso.
A mente fredda però il dubbio mi coglie, per quale ragione io non ho superato la selezione?
Per la mia non più giovane età, forse?
O per le risposte sarcastiche al questionario?
Forse avrei dovuto scrivere che volevo uno stipendio da cinquemila euro alla domanda "quanto vuoi guadagnare in un mese", invece del giusto compenso rapportato alle ore di lavoro e alla paga base da contratto a norma di legge, come da me segnato.
O forse per il mio diploma di terza media, visto che gli studi professionali che ho concluso dopo non mi hanno permesso la carriera universitaria necessaria per vendere porta a porta i tuoi servizi?
Ora rimarrò con la curiosità per l'intera mia esistenza, che diamine, come farò ad andare avanti serenamente d'ora in poi?
E soprattutto, punto per chi?
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