venerdì 20 febbraio 2026

 Passato il momento lacrime, è arrivato lo smadonnamento, ma per altri motivi: Rey si è beccato le pulci a forza di scorrazzare libero e felice per la campagna, e pure una piccola irritazione cutanea vicino al pisellino, perché non gli abbastava il fastidio di grattarsi ogni cinque minuti, no, non gli abbastava, e gli ci voleva pure leccarsi di continuo, che du is megl che uan.
Che poi è molto probabile che l'irritazione gli sia venuta proprio a causa delle pulci eh, ma tanto ci faccio cazzi, che ormai quel che è fatto è fatto.
E quindi niente, dopo aver calato tutti i santi possibili e immaginabili, mi è toccato fare il bagno nell'antiparassitario al mio pulcioso gremlin, cospargerlo di crema sulla parte interessata, tutt'altro che una passeggiata, e poi lavare tutte le sue cucce per poi irrorarle di insetticida.
E comunque non sono ancora tranquilla di aver debellato la piaga, ma vabbè.
In tutto questo, sua maestà mi ha guardato con sdegno quando gli ho tolto le cucce, che la sua misera umana come si è permessa di farlo stare sul nudo suolo, seppur per poche ore?
Ah, che pazienza.
A proposito di pazienza, dopo anni e anni di ricerche incessanti sono riuscita finalmente a trovare l'ultimo dei tre libri della mia infanzia che volevo assolutamente riavere in versione cartacea, e ora che ce l'ho fra le mani posso dire di essere pienamente soddisfatta dei miei risultati.
Sono invincibile.
Tutto è iniziato circa quattordici anni fa, un giorno mi venne il pallino di ritrovare un libro letto in quinta elementare e che mi piacque molto, quando in classe arrivò uno scatolone pieno di libri e le maestre ce ne fecero scegliere uno ciascuno da leggere.
Ovviamente, io che ero già una divoratrice di libri, non mi limitai a leggere solo il mio, ma a turno presi anche quelli dei miei compagni, anche se non tutti, che quello scatolone sparì presto dalla nostra classe, forse per essere sistemato nella piccola biblioteca della scuola.
Comunque, lo scatolone pieno di libri rimane uno dei ricordi più belli di quel periodo.
Dicevamo, ritrovare il primo libro fu facile perché ricordavo benissimo il titolo e la copertina, e fortuna volle che all'epoca fosse ancora disponibile in un negozio di libri usati on line, quindi ci misi poco per averlo.
Per il secondo invece ho penato un po', ne avevo letto solo un estratto su un libro per le vacanze durante la prima media e non ricordavo il titolo, ma solo il genere e qualche parola chiave, che negli anni mi hanno deviato verso libri diversi, ma perseverando nella ricerca alla fine sono riuscita a trovare il volume giusto, e pure la seconda tacca è stata messa.
Il terzo è stato una mission impossible: non ricordavo nulla, solo che si trattava di un libro sui castori e che lo avevo letto sempre alle elementari per volere della maestra di matematica, che in quell'occasione aveva scelto per ognuno di noi un libro apposito, per sopperire al fancazzismo di quella di italiano che ci lasciava giocare e basta.
All'epoca, forse ero in quarta elementare, quasi tutta la classe rosicò abbestia per la scelta della maestra, me compresa, perché alla cocca secchiona fu dato da leggere "la fabbrica di cioccolato" che volevamo tutti, mentre a noialtri furono dati libri sconosciuti e poco interessanti, ma le nostre proteste caddero nel vuoto, che la cocca era intoccabile.
Ovviamente io mi lamentai personalmente della questione con quella maestra, perché non me so' mai tenuta un cecio in bocca, ma lei mi zittì rispondendomi che c'era un motivo specifico se a me aveva dato un libro piuttosto che un altro, e che il libro per la cocca era molto più facile da leggere del mio proprio perché IO, e non lei, ero in grado di leggerlo meglio e comprenderlo.
Ed era vero, perché poi con una scusa diedi un'occhiata al libro della cocca secchiona e mi resi conto che era più piccolo del mio ed era scritto a caratteri molto più grandi, e lì mi resi conto di quanto la maestra mi tenesse inconsiderazione, riempiendomi di orgoglio per la scoperta.
Che poi a seguire me ne son sbattuta il cazzo di impegnarmi per dimostrare a tutti il mio reale valore e superare la cocca secchiona, rimanendo imperitura quella intelligente che non si applica, è tutta un'altra storia.
Ma intanto, IO ero più intelligente, pappappero.
Comunque, non ricordando nulla di quel libro, qualche anno fa comprai l'opera di Alberto Manzi e mi convinsi che fosse quello il libro della mia infanzia, l'unico romanzo sui castori di cui ci fossero notizie in rete, mantenendo però in sottofondo la sensazione di qualcosa che non quadra, che non mi rendeva completamente  tranquilla e soddisfatta in merito.
E le mie sensazioni erano giuste, perché qualche giorno fa, durante l'ennesima ricerca, sono FINALMENTE riuscita a trovare il libro giusto grazie a una fortuita botta di culo, ovvero la foto di una pagina casuale per mostrare le condizioni interne del volume, in cui compariva l'unico nome di uno dei protagonisti di cui mi era rimasta memoria.
E un altro risultato l'ho portato a casa, sono veramente invincibile.
Eh, chissà dove sarei adesso se mi fossi impegnata fin da piccola.
Col senno di poi mi sono resa conto di aver perso delle occasioni, ma all'epoca non volevo assolutamente essere come la cocca secchiona e fare la sua stessa fine, perché la sua perfezione e il suo status richiedevano un sacrificio troppo grande, che io non volevo affrontare.
Lei era sempre perfetta, mai una piega ai vestiti, mai un capello fuori posto, mai un errore nei compiti e mai preda di rabbia o nervosismo, sempre impeccabile e misurata nei modi, tutto il contrario di noi altri compagni di classe, insomma.
Ma dove la sua perfezione e il suo status di prima della classe suscitassero gelosie nei compagni, in me causavano solo pena, perché mi ero resa conto fin da subito di quanto poco vivesse la sua fanciullezza per mantenere il suo livello sempre alto, e mai avrei voluto essere al suo posto.
Dopotutto, ero più intelligente.
Intelligente e libera di poter vivere le mie emozioni come volevo senza il terrore di crepare una maschera indossata a forza, perché io potevo essere quello che volevo, mentre lei DOVEVA essere perfetta, punto e basta.
Tra l'altro, essere la prima della classe la rendeva saccente e antipatica, quindi no grazie, ho preferito rimanere quella intelligente che non si applica, ma simpatica.
Vabbè, dopo questa digressione sul mio passato, direi che è ora di chiudere, che mi sono dilungata pure troppo per i gusti mia.
Ma ora che ho trovato tutti i libri che volevo, come impiegherò il mio intelletto superiore?

mercoledì 18 febbraio 2026

Bosco

 Proprio quando la vita scorre placida e tranquilla, ecco che arriva l'ennesima batosta.
Che non riguarda me direttamente, ma comunque fa male, e di brutto brutto brutto: Tonnaso Parapiglia è ricoverato in ospedale per un male che non gli lascia via di scampo, e il tempo che gli rimane su questa terra è quasi agli sgoccioli.
E io non smetto di piangere, non lo vedo da circa vent'anni, ma ho sempre conservato di lui un buon ricordo, che alla fin fine è sempre stato un bravo ragazzo e gli ho voluto bene veramente, nonostante il nostro rapporto non fosse poi così idilliaco.
Ci amavamo tanto, ma non eravamo fatti per stare insieme, semplicemente, e l'esserci lasciati non ha cancellato l'affetto che gli ho voluto, tanto che negli anni mi sono sempre interessata di cosa facesse e di come stesse, contrariamente a tutti gli altri miei ex che ho cancellato definitivamente dalla mia vita e dai miei pensieri.
E di tutti i miei ex, lui è quello che non merita affatto di fare questa fine, diobestia.
Grande demone celeste hai decisamente rotto il cazzo stavolta, ma non potevi prendertela con me in qualche altro modo?
Eccheccazzo.
Perché a pagare sono sempre le brave persone?
E soprattutto, dov'è la giustizia divina in tutto questo?
Ditemelo voi, perché io non riesco proprio a vederla, e nutro seri dubbi al proposito.
Sono devastata.

venerdì 16 gennaio 2026

 E pure 'sto dente se lo semo tolto, in tutti i sensi: ieri Lilli è stata operata e ora è digievoluta in una furia chiara con qualche dentino superstite sparso qua e là per le gengive, suo malgrado.
L'operazione è stata lunga e difficoltosa, ma è riuscita perfettamente, per buona grazia mia che ho temuto per ore che la mia piccola iena non si risvegliasse più dall'anestesia, con conseguente spreco di ansia e lacrime per lo scenario più tragico in assoluto cui potevo immaginare.
Il post operazione non è stato meno difficoltoso, dopo essere andata a prendere Lilli insieme a mamma Samara, me la sono tenuta in braccio per tutto il viaggio verso casa senza permettere alla legittima padrona di aiutarmi, un po' perché volevo evitarle lo sforzo, e un po' perché volevo tenermela stretta fra le mie braccia e tutta per me, per appagare il mio sano affetto morboso e alleviare le mie carenze affettive causate dalla dipartita del mio Ren e dall'indifferenza di Rey.
E nel momento in cui Lilli si stava piano piano svegliando dall'anestesia ed ha appoggiato la testolina sul mio braccio come faceva Ren all'apice della sua malattia, ho fatto veramente fatica a trattenere le lacrime.
Ho fatto anche fatica a restare in piedi sulla metro, ma ce l'ho fatta in entrambi i casi, e siamo tornate a casa tutte e tre sane e salve.
Sono invincibile.
Per quanto riguarda Rey invece, se non se da' una calmata glieli faccio saltare io i denti, senza anestesia e senza operazione: l'ho portato a fare un giro per il mercato di Dreamland, forte del fatto che a Grande Inverno si è sempre comportato bene, e invece quel giorno era talmente irrequieto che mi ha fatto sbattere contro il banchetto di una signora che vendeva gioielleria, facendo crollare a terra un espositore pieno di orecchini.
Ovviamente mi sono fermata ad aiutare la signora a raccogliere la sua merce, mentre calavo santi e improperi contro la mia bestia di satana, e una volta risistemato il banco ho comprato l'unico superstite di un paio di orecchini che si era rovinato con la caduta, uno di quelli più brutti tra l'altro, che era cosa buona e giusta.
Solo che ora quell'orecchino composto da un'enorme perla di plastica viola me lo sbatto riccamente al cazzo, visto che odio le perle, specialmente quelle sintetiche.
E poi dici che uno non bestemmia.
Comunque, io esagero eh, non ho punito Rey per la sua malefatta e non ho nessuna intenzione di renderlo sdentato volontariamente, state boni o mi ritrovo la protezione animali sotto casa e una denuncia per maltrattamenti, e non è il caso.
E poi, io voglio bene al mio gremlin, e non gli farei mai del male.
Capito, Rey?
Mammina ti ama, quindi vedi di cominciare a mostrarle affetto con bacini e coccole, che sarebbe pure ora.
Tanto per rimanere in tema, FORSE anche Lemmy dovrà operarsi, ieri è andato dall'oculista per una visita di controllo giusto per rifarsi gli occhiali, convinto che fosse tutto a posto, e invece colcazzo, c'è qualquadra che non cosa nei suoi meravigliosi occhi e la settimana prossima dovrà fare un esame più approfondito in ospedale.
E qui una buona bestemmia.
Tanto per ridere, per avere un appuntamento celere Lemmy è andato in visita a pomeriggio inoltrato, tornando a casa ben oltre le undici sera, e mentre lo aspettavo impaziente (ed affamata) per poter cenare insieme, chi mi chiama per farsi una chiacchierata nel pieno della notte?
L'unica persona che non si rende conto che le telefonate dopo cena sarebbe meglio non farle: Hartman.
Ovviamente le ho risposto e ci siamo fatte due chiacchiere, che sono sempre bellabuonaebrava, ma unicamente perché ero sola, che se no colcazzo, l'avrei liquidata subito, che te lo dico a fare.
Tanto per smettere di ridere, dopo aver finito di sistemare casa e bagagli, l'altro ieri ho avuto il battesimo con tutto il parentame materno di Lemmy nel modo meno simpatico di tutti, il funerale di un'anziana prozia morta proprio il giorno dopo che ho messo piede a Dreamland.
Che culo, oserei dire.
E vabbè, riconquistato un minimo di tranquillità dopo casa, funerale e cane, stamattina me ne sono andata a Letamaios per farmi prima un bel giretto al mercato, e poi un bell'aperitivo con Hartman, che glielo avevo promesso appena mi fossi sistemata per bene.
Che sistemata per bene è una chiacchiera, c'è ancora tanto da fare e da smadonnare, ma diciamo che in casa la situazione è più che dignitosa e non ci si può lamentare.
Quello di cui dovrei lamentarmi è il fatto che ieri in un negozio della capitale ho visto un bel vestito esposto in vetrina e l'ho comprato senza pensarci due volte, pagandolo assai, e quello stesso vestito l'ho trovato oggi al mercato a cinque euro di meno, cribbio.
Che non è tutta questa grande differenza, ma io ci rosico uguale, eccheccazzo.
E vabbè, ormai quel che è fatto, è fatto, che mi sia da lezione per la prossima volta.

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