L'orecchino per Pollyanna che si era perso nella frenesia dei preparativi di nozze è saltato fuori e così ieri ci siamo incontrate a Guifogna per darglielo con la scusa di un colloquio che dovevo fare in zona per me, e la necessità di dare una sistemata alla sua chioma per lei, trascurata dopo l'ultima batosta ricevuta che l'ha buttata in fondo al baratro.
E dire che le sue sfighe sembravano avessero avuto una fine, il giorno delle mie nozze il tipo che frequentava da otto mesi si era finalmente dichiarato e sembrava si fossero aperte le porte del paradiso per lei, e invece dopo venti giorni puccipuccilovelove il merda si è casualmente accorto di non amarla più come prima e ha mandato tutto a puttane con un misero messaggio, sparendo poi dai radar.
Lei ovviamente all'inizio non è rimasta a piangersi addosso, ma gli si è presentata sotto casa pretendendo motivazioni plausibili, solo che il merda si è negato fino alla fine e non ha mai risposto al telefono, nemmeno quando a lei si è rotta la macchina sotto casa sua, lasciandola da sola ad arrangiarsi senza preoccupazione alcuna.
E così, sconsolata dopo averlo atteso invano per ben dodici ore, Pollyanna se n'è dovuta tornare a casa con le pive nel sacco, con una macchina da riparare (di nuovo), e con una mano davanti e una di dietro, perché per stare con quel tipo doveva trasferirsi da lui e aveva rinunciato a un lavoro stabile qui in zona, credendo ingenuamente alle sue finte promesse di amore eterno.
Che purtroppo non è una novità per lei, da sempre è troppo buona e fa sempre tanto per gli altri fidandosi ciecamente, che poi finisce inevitabilmente per cadere e rompersi in mille pezzi quando si accorge di quanto le persone cui vuole bene si approfittino del suo buon cuore senza pietà, rialzandosi e ricomponendosi ogni volta con grande fatica.
E non se lo merita davvero, cribbio.
Io spero solo che il suo ex sia l'ultimo dei coglioni con cui ripete il suo solito canovaccio e che finalmente impari dalle sue esperienze e non si chiuda in se stessa come afferma di voler tragicamente fare, che il mondo è pieno di pesci e di sicuro quello buono c'è da qualche parte, in mezzo a tanti esemplari marci.
E spero pure che mandi a cagare quell'idiota incapace del parrucchiere, che io conosco bene da anni, e che le ha giustappunto distrutto i capelli che invece doveva sistemare, causandole un enorme danno sia fisico che psicologico, come solo lui sa fare, manco fosse l'Attila de noantri.
Che poi, sono anni che fa danni a chicchessia e ancora non chiude bottega, ma com'è?
Mah, misteri della fede.
E vabbè, io più di offrire a Pollyanna la mia amicizia e una scusa per bere insieme non posso fare, il resto sta a lei.
Avrà capito la lezione e fatto tesoro dell'esperienza?
Ai posteri l'ardua sentenza.
giovedì 15 giugno 2017
Queen of misadventure
martedì 13 giugno 2017
Non ho più parole, solo parolacce: oggi ho fatto la prova per un lavoro e vi dico solo che a un certo punto sono scappata via, che la situazione era diventata leggermente insostenibile.
Ma andiamo con ordine, dopo un colloquio in un ufficio fra le campagne sperdute dove mi si prospettava un posto come sportellista per gli uffici Enel di Guifogna che a giorni dovrebbero aprire nei suoi dintorni, stamattina dovevo presentarmi alle otto nella sede dove avevo sostenuto il colloquio per una giornata di reclutamento.
Arrivata in sede giustamente mi scappava di fare pipì, e così ho chiesto di poter usare il bagno alle due segretarie che chiacchieravano amabilmente ignorando il gruppo di noi povere reclute che stavamo aspettando qualcuno che ci dicesse cosa fare, ma colcazzo, che una di loro ha messo scuse su scuse per non farmi entrare.
E già qui ho calato la prima bestemmia della giornata.
Quando poi finalmente qualcuno si è degnato di prestarci attenzione, hanno assegnato ad ognuno di noi un collega senior che avremmo affiancato durante il lavoro della giornata, e poi ci hanno fatto spostare di sede, ma non prima di avermi fatto togliere la macchina dal parcheggio aziendale per metterla in mezzo alle sterpaglie in strada, che i posti dentro al cancello erano di esclusiva dei dipendenti.
E qui la seconda bestemmia.
Subito dopo è arrivata la terza, dalle campagne sperdute di Guifogna saremmo dovuti arrivare a Burinland e mi è toccato salire in macchina con degli sconosciuti, ovvero il collega senior assegnato a me, un'altra malcapitata in cerca di lavoro e la collega senior assegnata a lei, senza possibilità di rifiutare e viaggiare in autonomia, e sempre a vescica piena.
Una goduria che non vi dico.
Fortunatamente, l'azienda ci ha offerto la colazione al bar prima di intraprendere il nostro "stage" e così ho potuto dare sfogo alla mia minzione, che stavo scoppiando.
Rifocillati e rabboniti dalla colazione, ogni gruppetto di collega senior e apprendista ha preso la propria strada (in tutti i sensi) e ci siamo divisi, che il lavoro consisteva nel bussare ad ogni porta per controllare le bollette dell'energia elettrica di ogni persona con la scusa degli adeguamenti di fornitura.
Inutile dire che sono state più le porte sbattute in faccia che altro, e non a torto.
Comunque, ho retto fino all'ora di pranzo e poi sono scappata abbandonando il collega senior al suo destino, che rompere il cazzo alla gente porta a porta è ben diverso dal fare la sportellista di negozio, e non era il caso di continuare con questa farsa.
Raggiunta la fermata dell'auto più vicina, la domanda è poi sorta spontanea: come ci torno alla mia macchina parcheggiata nelle campagne sperdute lontane da tutto e tutti?
Farsela a piedi per chilometri sotto il sole cocente delle due non era proprio il caso, il Tiranno non poteva allontanarsi dai suoi giri, e allora mi sono giocata l'ultima carta, chiamare zio Bobaggiustatutto sperando fosse a casa e potesse accompagnarmi alla macchina.
E grazie al cielo mi è andata bene, o non sarei qui adesso a narrare le mie epiche gesta.
Anche se poi, qualcosa di positivo c'è stato in questa giornata del cazzo, oltre al fatto che non risponderò più ad annunci che millantano posizioni di sportellista per Enel, Eni o chicchessia, ho rivalutato ampiamente il lavoro a contatto con il pubblico, molto migliore dello schifo di porta a porta che ho fatto oggi.
Che andassero a fanculo tutti, sia chi s'è inventato questo metodo di sfruttamento, sia l'azienda truffaldina e sia la segretaria stronza, meritate di bruciare all'inferno, maledetti che non siete altro.
Meglio pane e acqua che porta a porta, eccheccazzo.
venerdì 21 aprile 2017
Fra tutte le sfighe che ho avuto finora con ogni singolo aspetto del matrimonio, potevano mancare quelle per il vestito?
Ovviamente NO, diobestia, due giorni fa sono andata a fare l'ultima prova e, sorpresa delle sorprese, le sarte dell'atelier avevano fatto la gonna con lo strascico, nonostante io abbia sempre ripetuto, in tutti gli appuntamenti e per più volte, di volere la gonna dritta, che odio code, strascichi e veli lunghi centinaia di chilometri.
Non bastava il fatto che il vestito sia a vita bassa quando io lo volevo a vita alta, non bastava il fatto che volevo la chiusura a corsetto e me l'hanno fatta con una semplice chiusura lampo, no, mo pure lo strascico, diobestia maledetto impestato.
E se finora ho accettato le modifiche imposte dall'atelier perché fondamentalmente avevo poca energia per litigare e poco interesse per questo matrimonio, che per me sarebbe bastata una semplice firma in comune e amen, l'altro ieri ho detto no, che lo strascico non me lo sarei fatto andar bene come tutto il resto, che a tutto c'è un limite, e ho fatto le mie dovute rimostranze.
Che poi, quello che mi ha fatto più incazzare non è stato l'errore in sé, che può anche capitare, quanto il fatto che sia la proprietaria dell'atelier che la sua collaboratrice hanno negato l'evidenza spudoratamente facendomi passare per la cretina di turno, che secondo loro io non ho mai detto di non volere quel fottutissimo strascico, e io su questo non ci sono voluta passare sopra.
Ma ci vuole così tanto ad ammettere l'errore?
Eccheccazzo.
Ovviamente, per volere la gonna del vestito come dico io avrei dovuto pagare un surplus del prezzo, ma sempre ovviamente mi sono impuntata e ho fatto un casino, che pagare per gli errori degli altri proprio no, questa volta no e no, che già mi sono dovuta accontentare di un vestito che non era proprio quello che volevo, anche se è bellissimo lo stesso, rimetterci altri soldi non te penso proprio.
Anche perché, tutti i pianti che mi sono fatta negli ultimi due giorni per l'ansia di non avere più il vestito e di non avere il tempo di trovarne un altro all'ultimo momento nel caso avessi deciso di mandare l'atelier a fanculo (oltre ai soldi perduti), ma chi me li rimborsa?
Ecco.
E quindi oggi ho piantato un casino e ho saldato il vestito al prezzo pattuito in precedenza, senza sborsare un centesimo di più, anche se poi il marito della proprietaria dell'atelier mi ha fatto passare per pidocchiosa quando hanno ceduto a rinunciare al surplus, asserendo stizzito che loro non si attaccavano mica a due spicci in più, loro.
Dopo che era stata una loro idea chiedere soldi in più, ma vabbè.
E io sa cosa le dico?
Ma se ne vadi a fare in culo, lei, sua moglie, la collaboratrice, il negozio, e pure il busto del duce che faceva bella vista in ufficio, tutti quanti.
Non farò recensioni negative perché non me ne frega un cazzo, ma di certo non suggerirò MAI e poi MAI il loro atelier, che con me hanno decisamente chiuso.
Le mie avventure tragicomiche però non sono mica finite, per non farmi mancare nulla sempre oggi avevo appuntamento con una tizia che veniva da lontano per prendersi i panni smessi di Romoletto che sua madre ha smollato a me tempo fa, perché a lei serviva spazio in casa contrariamente a me, e giustamente fra tutti i cazzi che avevo per la testa me li sono dovuti accollare io per distribuirli fra mia cognata e i gruppi di regalo, che io non ho un cazzo da fare tutto il giorno contrariamente a lei, mamma lavoratrice e all'epoca incinta de stocazzo.
Allora, non avendo tempo per incontrare questa tizia per forza di cose, le ho dato appuntamento dal parrucchiere dov'ero per farmi la tinta stamattina, solo che fra un cazzo e l'altro mi sono dimenticata la busta dei panni a casa e ho dovuto mandare il Tiranno a recuperarla, che far fare il viaggio a vuoto alla tizia non mi sembrava carino.
E al Tiranno è sembrato molto carino fare le sue animose rimostranze al riguardo, che della busta di panni e della tizia venuta da lontano non gliene fregava nulla, nonostante fossimo in questa situazione per colpa della sorella, e non mia, principalmente, anche se sono stata io a dimenticarmi di caricare la busta in macchina.
Anche il parrucchiere ha fatto le sue rimostranze, a suo dire avrei dovuto farmi fare l'acconciatura da lui dopo la tinta e dormirci sopra, ma visto che NON TE PENSO PROPRIO e che invece abbia scelto di farla fare domani mattina dall'amica Candy, bravissima e soprattutto disponibile a presentarsi all'alba per lavorare, contrariamente a lui, che tra l'altro in teoria sarebbe impegnato col Tiranno domattina, si è risentito alquanto.
Che con me ha fatto due fatiche eh, che mi dispiace di avergli fatto perdere i soldi dell'acconciatura, ma oh, non esiste che io vada in giro come una scappata di casa per farlo contento, eccheccazzo.
E vabbè, diciamo che la giornata non è cominciata proprio alla grande con tutti questi malumori, ma alla fine la tempesta è passata e il resto è andato tutto bene, la tizia poi è stata contentissima dei vestiti e mi ha scritto che l'ho salvata, e questo è bastato a cancellare ogni bruttura di questo infausto giorno.
Dopo aver sistemato le ultime cose, nel pomeriggio sono andata dall'amica Candy per farmi arricciare i capelli e poi insieme siamo venute qui da mamma Samara per farle vedere la strada, e per non smentirmi ho pure fatto benzina scendendo dalla macchina con la mia bella retina rosa in testa, che fa più figo, offrendo uno spettacolo agghiacciante agli ignari viaggiatori che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto giusto nel momento sbagliato.
E la scena è stata giustamente ripresa dalla mia amica, perché io valgo.
Adesso sono nella mia cameretta di ragazza a godermi il meritato riposo, e non potete capire che sollievo stia provando ora che questo periodo assurdo è definitivamente finito, ogni cosa è pronta per domani e a me non resta che dormire e sperare di non avere ulteriori sfighe, che chi mi vuole male ha avuto già abbastanza di cui rallegrarsi per i gusti mia.
Domani è il grande giorno, evvai.
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