Fra tutte le sfighe che ho avuto finora con ogni singolo aspetto del matrimonio, potevano mancare quelle per il vestito?
Ovviamente NO, diobestia, due giorni fa sono andata a fare l'ultima prova e, sorpresa delle sorprese, le sarte dell'atelier avevano fatto la gonna con lo strascico, nonostante io abbia sempre ripetuto, in tutti gli appuntamenti e per più volte, di volere la gonna dritta, che odio code, strascichi e veli lunghi centinaia di chilometri.
Non bastava il fatto che il vestito sia a vita bassa quando io lo volevo a vita alta, non bastava il fatto che volevo la chiusura a corsetto e me l'hanno fatta con una semplice chiusura lampo, no, mo pure lo strascico, diobestia maledetto impestato.
E se finora ho accettato le modifiche imposte dall'atelier perché fondamentalmente avevo poca energia per litigare e poco interesse per questo matrimonio, che per me sarebbe bastata una semplice firma in comune e amen, l'altro ieri ho detto no, che lo strascico non me lo sarei fatto andar bene come tutto il resto, che a tutto c'è un limite, e ho fatto le mie dovute rimostranze.
Che poi, quello che mi ha fatto più incazzare non è stato l'errore in sé, che può anche capitare, quanto il fatto che sia la proprietaria dell'atelier che la sua collaboratrice hanno negato l'evidenza spudoratamente facendomi passare per la cretina di turno, che secondo loro io non ho mai detto di non volere quel fottutissimo strascico, e io su questo non ci sono voluta passare sopra.
Ma ci vuole così tanto ad ammettere l'errore?
Eccheccazzo.
Ovviamente, per volere la gonna del vestito come dico io avrei dovuto pagare un surplus del prezzo, ma sempre ovviamente mi sono impuntata e ho fatto un casino, che pagare per gli errori degli altri proprio no, questa volta no e no, che già mi sono dovuta accontentare di un vestito che non era proprio quello che volevo, anche se è bellissimo lo stesso, rimetterci altri soldi non te penso proprio.
Anche perché, tutti i pianti che mi sono fatta negli ultimi due giorni per l'ansia di non avere più il vestito e di non avere il tempo di trovarne un altro all'ultimo momento nel caso avessi deciso di mandare l'atelier a fanculo (oltre ai soldi perduti), ma chi me li rimborsa?
Ecco.
E quindi oggi ho piantato un casino e ho saldato il vestito al prezzo pattuito in precedenza, senza sborsare un centesimo di più, anche se poi il marito della proprietaria dell'atelier mi ha fatto passare per pidocchiosa quando hanno ceduto a rinunciare al surplus, asserendo stizzito che loro non si attaccavano mica a due spicci in più, loro.
Dopo che era stata una loro idea chiedere soldi in più, ma vabbè.
E io sa cosa le dico?
Ma se ne vadi a fare in culo, lei, sua moglie, la collaboratrice, il negozio, e pure il busto del duce che faceva bella vista in ufficio, tutti quanti.
Non farò recensioni negative perché non me ne frega un cazzo, ma di certo non suggerirò MAI e poi MAI il loro atelier, che con me hanno decisamente chiuso.
Le mie avventure tragicomiche però non sono mica finite, per non farmi mancare nulla sempre oggi avevo appuntamento con una tizia che veniva da lontano per prendersi i panni smessi di Romoletto che sua madre ha smollato a me tempo fa, perché a lei serviva spazio in casa contrariamente a me, e giustamente fra tutti i cazzi che avevo per la testa me li sono dovuti accollare io per distribuirli fra mia cognata e i gruppi di regalo, che io non ho un cazzo da fare tutto il giorno contrariamente a lei, mamma lavoratrice e all'epoca incinta de stocazzo.
Allora, non avendo tempo per incontrare questa tizia per forza di cose, le ho dato appuntamento dal parrucchiere dov'ero per farmi la tinta stamattina, solo che fra un cazzo e l'altro mi sono dimenticata la busta dei panni a casa e ho dovuto mandare il Tiranno a recuperarla, che far fare il viaggio a vuoto alla tizia non mi sembrava carino.
E al Tiranno è sembrato molto carino fare le sue animose rimostranze al riguardo, che della busta di panni e della tizia venuta da lontano non gliene fregava nulla, nonostante fossimo in questa situazione per colpa della sorella, e non mia, principalmente, anche se sono stata io a dimenticarmi di caricare la busta in macchina.
Anche il parrucchiere ha fatto le sue rimostranze, a suo dire avrei dovuto farmi fare l'acconciatura da lui dopo la tinta e dormirci sopra, ma visto che NON TE PENSO PROPRIO e che invece abbia scelto di farla fare domani mattina dall'amica Candy, bravissima e soprattutto disponibile a presentarsi all'alba per lavorare, contrariamente a lui, che tra l'altro in teoria sarebbe impegnato col Tiranno domattina, si è risentito alquanto.
Che con me ha fatto due fatiche eh, che mi dispiace di avergli fatto perdere i soldi dell'acconciatura, ma oh, non esiste che io vada in giro come una scappata di casa per farlo contento, eccheccazzo.
E vabbè, diciamo che la giornata non è cominciata proprio alla grande con tutti questi malumori, ma alla fine la tempesta è passata e il resto è andato tutto bene, la tizia poi è stata contentissima dei vestiti e mi ha scritto che l'ho salvata, e questo è bastato a cancellare ogni bruttura di questo infausto giorno.
Dopo aver sistemato le ultime cose, nel pomeriggio sono andata dall'amica Candy per farmi arricciare i capelli e poi insieme siamo venute qui da mamma Samara per farle vedere la strada, e per non smentirmi ho pure fatto benzina scendendo dalla macchina con la mia bella retina rosa in testa, che fa più figo, offrendo uno spettacolo agghiacciante agli ignari viaggiatori che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto giusto nel momento sbagliato.
E la scena è stata giustamente ripresa dalla mia amica, perché io valgo.
Adesso sono nella mia cameretta di ragazza a godermi il meritato riposo, e non potete capire che sollievo stia provando ora che questo periodo assurdo è definitivamente finito, ogni cosa è pronta per domani e a me non resta che dormire e sperare di non avere ulteriori sfighe, che chi mi vuole male ha avuto già abbastanza di cui rallegrarsi per i gusti mia.
Domani è il grande giorno, evvai.
venerdì 21 aprile 2017
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