sabato 5 luglio 2014

 Da giorni Fragolina aveva voglia di andare da Ikea per comprare qualche cianfrusaglia utile per il suo alloggio all'università, e non potendo contare sull'aiuto dei suoi tanti amici, come neanche del nostro "adorato" collega e suo ex fidanzato che non se la cagava prima che stavano insieme quindi figuriamoci adesso, alla fine Cicciacarol e io ci siamo immolate alla causa e ieri l'abbiamo accompagnata in quello che si è rivelato il viaggio della speranza.
E non esagero, dati i presupposti:
- senza navigatore
- Fragolina alla guida e mai stata prima da Ikea
- Cicciacarol mai guidato e convinta di sapere la strada
- io stata qualche volta ma sempre arrivandoci per strade diverse

appare evidente che non sarebbe stato affatto una passeggiata raggiungere il nostro luogo di perdizione, e infatti è stato un vero miracolo riuscire a tornare a casa sane e salve.
Che poi, per fortuna che c'ero io, che se Fragolina avesse dato retta a Cicciacarol avrebbe sbagliato ad inbroccare già il primo bivio che ci è apparso davanti per entrare nel GRA, ed è stato solo grazie al mio intervento tempestivo se siamo riuscite ad arrivare in negozio senza alcun problema, oltre anche alla segnaletica onnipresente, ovvio.
Il problema vero è arrivato quando siamo uscite dal negozio, euforiche e completamente su di giri per lo shopping abbiamo provato a seguire i cartelli per tornare sul raccordo, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e a un certo punto mi sono resa conto che stavamo sbagliando strada e ho intimato a Fragolina di girare a un bivio invece di continuare ad andare dritto, innescando così le rimostranze di Cicciacarol perché, anche se pure lei sapeva che dovevamo girare, non avrei dovuto far girare Fragolina per non farla innervosire, e quindi dovevamo continuare per quella strada finché la provvidenza non ci avesse aiutato.
E io, che non condivido affatto i ragionamenti del cazzo di Cicciacarol, di rimando le ho risposto a tono e abbiamo cominciato a bisticciare, mentre Fragolina continuava a guidare per strade a lei sconosciute in preda all'ansia e alla disperazione, abbandonata dalle sue fidate navigatrici de stocazzo.
Per una volta ho provato pena per lei, poverina.
Poi magicamente è apparso all'orizzonte un McDonald's ed è tornato il sereno, gli animi si sono placati, le pance riempite e abbiamo ripreso a cazzeggiare allegramente come nostro solito, riuscendo tranquillamente anche a tornare a casa in orario per l'apertura in gelateria.
Non sappiamo come siamo riuscite a tornare, che le strade a quel punto erano sconosciute a tutte noi, ma ci siamo riuscite, contro ogni nostro pronostico più nefasto.
Per questa volta ce la siamo scampata, ma un'altra giornata così no, no e poi no, ma chi te se incula, non ve penso proprio.

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