Non mi è mai piaciuta la festa della donna, da che ho memoria non ho mai creduto che fosse vissuta con il giusto spirito e ne ho sempre provato avversione: da adolescente era un modo per vantarsi di aver avuto rapporti sessuali, una volta cresciuta è diventata occasione di uscita tra amiche per rimorchiare, dopo ancora invece si è tramutata nell'utopia di riuscire ad allontanarsi dai vari doveri domestici per una cena tra donne, spesso disattesa perché a casa c'era un marito o dei figli da accudire.
Ma c'è una cosa di questa festa mi infastidisce più di tutto, l'aforisma:
"La donna va festeggiata tutti i giorni, non solo l'otto marzo".
Diamine, che gran cazzata.
Ogni volta che lo leggo mi ribolle il sangue nelle vene, ma dove si è visto mai qualcuno che ci festeggia tutto l'anno?
Eh, ma pure noi donne, che pretese abbiamo, non ci basta una festa nazionale?
Vogliamo un'intero anno di attenzioni, addirittura?
Assurdo.
Invece una festa ipocrita per dare il contentino a noi donne non è per nulla assurda, no.
Mimose, regali, cene fuori e spogliarelli una volta l'anno sono sufficienti per farci sentire apprezzate quel tanto che basta ad ammansirci, poi per il resto si continua come è sempre stato, in barba a tutte le lotte sostenute per avere un minimo di parità dei diritti.
L'assurdo è dover lottare per avere il rispetto che meritiamo, cazzo.
E adesso parlo per esperienza diretta delle amiche e mia, noi di rispetto ne abbiamo ancora ben poco.
Perché guadagniamo meno degli uomini solo perché non siamo uomini, perché determinati compiti come pulire o sistemare sul posto di lavoro è compito delle donne, i colleghi maschi non devono fare certe cose, perché siamo noi donne ad accollarci più lavoro, i colleghi maschi hanno diritto di prendersela comoda e non importa se un collega maschio lavora poco, alle sue mancanze deve compensare la collega donna se non vuole essere ripresa.
Inoltre, a noi donne è pretesa la bella presenza e dobbiamo essere piacenti con i clienti, e pure scollacciate, se serve ad attirarli.
Quando poi siamo in giro ci sentiamo fischiare, apostrofare con battute goliardiche, persino palpeggiare sulle chiappe e deve andarci bene, anzi, dobbiamo esserne lusingate, dopotutto sono attenzioni nei nostri confronti, no?
Anche se noi queste attenzioni non le abbiamo chieste e non le vogliamo, anche se non ci piacciono e ci mancano di rispetto, dobbiamo accettarle se no siamo esagerate, femministe, frigide e pure lesbiche, e altri epiteti che non menziono.
Per non parlare delle molestie sui mezzi pubblici, il 64 a Roma ne è l'emblema: tutti che vedono, nessuno che agisce, e noi donne siamo lì, inermi, a chiederci perché (e a sperare che finiscano presto).
E non possiamo andare in giro di notte senza avere timore che ci possa accadere qualcosa di brutto, perché poi se ci accade qualcosa di brutto è colpa nostra che ce la siamo andata a cercare, colpa del nostro abbigliamento, colpa di uno sguardo o di un gesto mal interpretato, perché noi donne se diciamo NO intendiamo SI', quindi è colpa nostra a prescindere.
Delle molestie sul posto di lavoro non dico nulla, che finora alle mie amiche e a me non è successo niente del genere, ringraziando il cielo.
Parliamo invece dell'ambiente domestico, in casa dobbiamo prenderci cura di tutto perché è nostro compito, all'uomo certe cose non competono, come neanche la gestione dei figli gli compete, e se casualmente fa qualcosa, è un aiuto di cui esserne grate.
E se ci scappa uno schiaffo, non dobbiamo farne una tragedia, ce lo siamo meritato.
E poi dobbiamo essere sempre curate, sempre in forma, sempre perfette, sempre disponibili, sempre giovani, sempre comprensive, sempre efficienti, e tanto altro ancora che adesso che mi sfugge, ma che c'è, avoja se c'è, perché alle richieste (e alle pretese) degli uomini non c'è mai fine, tanto in cambio abbiamo la nostra bella festa della donna come contentino per tapparci la bocca.
E non sto esagerando, tutto quello che ho scritto finora è solo la misera cronaca di ciò che è accaduto alle mie amiche e a me nel corso degli anni, e che non è molto diverso da quello che accade a tutte le altre donne del mondo, ogni giorno.
E in cambio, abbiamo una sola giornata di festa dove possiamo ricevere mimose, andare a mangiare fuori con le amiche e assistere a uno spogliarello, ma non sarà troppo?
Ridicolo, assolutamente ridicolo.
A noi donne non serve la festa della donna, e non serve essere festeggiate ogni giorno, e non serve l'ipocrisia di un contentino per tapparci la bocca, a noi donne serve RISPETTO, e quando questo concetto sarà chiaro, sarà sempre troppo tardi.
martedì 8 marzo 2022
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
post popolari
-
Sono appena tornata a casa da una gita nella capitale, l'amica Candy doveva fare le visite per il lavoro e mi ha chiesto di accompagnar...
-
Ieri sera mi sono vista con l'amico Gigante, uno dei miei amici storici. Erano anni che non ci vedevamo e sentivamo presi dai nostri ri...
-
In teoria la chiusura stagionale della gelateria avverrà il ventinove ottobre, in pratica però potremmo finire prima visto che Hartman si è...

Nessun commento:
Posta un commento