mercoledì 24 dicembre 2025

 Un altro giorno come quelli appena passati e me ne ritorno al freddo norde, diobestia.
Da quando sono arrivata a casa di mamma Samara non ho avuto un attimo di tregua, tanto che le palline del flipper me fanno 'na ricca pippa, come dicono in centro, a cominciare da lunedì stesso dove nel pomeriggio sono andata a trovare i nipotini per strapazzarli di coccole (che non hanno voluto) e fare il pieno di chiacchiere e risate (e pure per informarmi riguardo ai regali per loro, che da brava zia di merda me ne ero sbattuta il cazzo bellamente fino ad allora).
Rivedere i miei pezzi di cuore è stato meraviglioso, entrambi hanno sgomitato per avere le mie attenzioni e chiacchierare con me, ma alla fine ha vinto Memina e Gnegno non ha potuto far altro che ritirarsi a leggere un fumetto sul divano da solo mentre io assistevo la sorella che voleva assolutamente farmi un disegno per regalo con tanto di dedica, utilizzando proprio i colori che le avevo appena portato.
E io nel frattempo gongolavo tronfia per la sua dimostrazione di affetto, e pure perché crescendo somiglia sempre di più a me, la sua splendida splendente zia preferita.
E chi osa sostenere il contrario, che si fotta.
Gnegno ha perso la battaglia per la mia attenzione, ma non è stato certo messo in un angolo, la sua splendida splendente zia gli ha portato anche le scan di Dragon Ball per il suo kindle, oltre al regalo materiale, mantenendosi così sul podio più alto come zia preferita da entrambi i nipoti.
E mo' mettece 'na pezza.
La domanda ora sorge spontanea: conoscendo la procrastinazione e la smemoratezza di Peterpan decisamente proverbiali, Gnegno riuscirà a leggere Dragon Ball prima della maggiore età, dato che sarà compito del padre traferire i file al dispositivo?
Si accettano scommesse.
Eh vabbè, al massimo ci penserò io quando e se sarà necessario, fino ad allora a posto così.
Il giorno dopo, ovvero ieri, è cominciato sotto i peggiori auspici, sua maestà ha deciso che i croccantini che gli avevo comprato e che aveva già gustato la sera prima non andavano più bene, e allora, dopo vari tentativi miseramente falliti di farglieli mangiare sperimentando forma e sostanza, l'ho lasciato a digiuno e sono uscita per andare a comprargli altro cibo sotto la pioggia incessante, da brava pezzetta da piedi quale sono.
E qui una buona bestemmia.
Una volta acquistato bustine e scatolette per quel cagacazzi del mio cane non sono mica tornata a casa però, ma mi sono allungata verso il centro commerciale più vicino per andare a fare i regali ai nipotini, sempre sotto la pioggia incessante, riuscendo solo nell'impresa per Gnegno, che di quello che voleva Memina non ve n'era traccia alcuna.
Ovviamente ho approfittato del giro di shopping per comprare un album da disegno a Memina, che lei ne aveva assolutamente bisogno, e un rompicapo a Gnegno, che mica potevo fare un regalo a lei sì e al fratello no, la loro zia preferita fa le cose giuste, mica cazzi.
Regali di Natale a parte, ma vabbè.
Comunque, mezza sconsolata per non aver trovato il regalo per Memina, mi sono infine incamminata verso casa, non proprio a due passi, a piedi e sotto la sempiterna pioggia incessante, arrivando decisamente stremata e con la voglia di vivere ai minimi livelli storici.
E secondo voi è finita lì?
Manco per il cazzo, a parte sfamare il mio botolo ringhioso e me stessa, con due succulente fette di pane e olio per mancanza di tempo materiale (a me, non al cane), sempre sotto la pioggia incessante ho dovuto prendere Lilli e portarla in metro dal veterinario per farle fare l'ecografia cardiaca.
E per non farla arrivare alla metro bagnata fradicia me la sono dovuta tenere in braccio per tutto il tragitto della strada fino alla fermata, non proprio una passeggiata di salute, mettendola in terra solo alla fermata di arrivo, che tanto ormai le zampe se le era inzaccherate sul pavimento per uscire.
Ma ero organizzata bene per l'occasione, oltre alle salviettine avevo appresso anche un telo per asciugarla, peccato poi che quel telo mi sia caduto per strada mentre mi recavo al veterinario e me ne sia resa conto solo quando ormai avevo camminato per un bel pezzo, tra l'altro in discesa.
E quindi, bestemmiando vivacemente sono dovuta tornare indietro per la discesa che era diventata salita e recuperare il telo ormai inutilizzabile sia per essere stato a contatto con il suolo pieno di batteri e microbi (orrore) e sia perché nel frattempo (pochi minuti) si era bagnato un bel po' con la pioggia incessante.
Risultato: ho fatto tardi all'appuntamento con il cardiologo e ci sono arrivata talmente disfatta dall'ansia, dalla fatica, dalla calata di santi e dalla pioggia incessante, che sembravo io quella bisognosa di cure.
Però il personale dello studio veterinario non mi ha rimproverato per il ritardo, almeno quello.
Purtroppo per Lilli non ci sono buone notizie, tralasciando il pelo umidiccio che non sono riuscita ad asciugare a dovere, la sua sofferenza cardiaca è decisamente grave, ma non quanto la totale assenza di sintomi che la rende un fenomeno atipico e molto più preoccupante, stando alle parole del medico.
Il problema è che ora non sappiamo se sarà possibile farle la pulizia dei denti, urgente e irrevocabile, quindi dopo le feste mi toccherà telefonare al dentista per un consulto e concordare per il da farsi.
Io e telefonare siamo due rette parallele che non si incontreranno mai, ma vabbè, ne riparleremo quando sarà necessario.
Finita la visita siamo tornate entrambe a casa sempre sotto la pioggia incessante e senza poter utilizzare il telo a dovere, ma alla fine, piegandolo in modo che il lato che aveva toccato per terra fosse all'interno, alla bell'e meglio sono riuscita ad avvolgerci Lilli e tenermela in braccio almeno sulla metro senza inzaccherarmi troppo.
Il viaggio non è durato molto, ma una volta a casa ho provato un sollievo che non vi dico, inesplicabile e inestimabile, addirittura.
Inutile dire che poi ho parcheggiato le chiappe sul divano e non le ho più spostate fino all'ora di cena, come è giusto che sia.
Oggi non è andata peggio di ieri, ma insomma, ci siamo quasi: fortunatamente per mamma Samara, le hanno dato questi tre giorni di festa liberi e quindi stamattina ha cominciato presto (all'alba) a muoversi per casa in preda all'agitazione per portare a termine tutte le sue faccende, che secondo lei non c'era abbastanza tempo per fare tutto.
E che non la capisco?
La capisco sì, ma essendo più brava di lei a dominare l'ansia, e pure più incline a poltrire a letto, me la sono presa comoda sia ad alzarmi, che a fare colazione e lavarmi prima di mettermi in moto, nonostante i suoi rimbrotti e le sue rimostranze, sempre mai abbastanza nei miei confronti.
Tra l'altro, mentre io tergiversavo tra cucina e bagno, lei è andata a fare la spesa tipo una mezza dozzina di volte perché ad ogni rientro si rendeva conto che aveva scordato qualcosa di assolutamente indispensabile e di assolutamente necessario di cui non potevamo assolutamente fare a meno.
Roba che se si fosse fatta una lista decente di cose da comprare, avrebbe risparmiato tempo e ansia e si sarebbe goduta meglio la giornata, ma vabbè, lasciamo stare.
Una volta pronta sono uscita per farmi un altro giro di negozi per comprare il regalo a Memina e a mamma Samara, fallendo miseramente col primo e riuscendo col secondo, per poi passare a prendere pizza e crocchette per fare felice la genitrice, che ne aveva voglia.
Solo che poi me la so' presa 'nderculo, perché mangiando a mezzogiorno quello che le avevo portato, poi la mia gentile madre non ha avuto voglia di pranzare, e io mi sono dovuta arrangiare per conto mio e da sola.
Non mi sono sentita tanto amata, ma vabbè.
Per finire, dopo il mio "lauto" e "appagante" pranzo abbiamo pulito il pesce per stasera e preparato la lasagna per domani, e ora ci siamo fermate per goderci un po' di meritato riposo prima di ricominciare a cucinare per la cena, cosa che non ci alletta poi molto, non amando nessuna delle due quella nobile arte.
Quello che però mi disturba assai di più rispetto al fare la pallina del flipper e a cucinare è non aver trovato nulla per Memina, e sapere di deluderla con le mie mancanze mi spezza veramente il cuore.
E vabbè, tanto ormai quel che è fatto è fatto, ed è inutile rimuginarci sopra.
Si è fatta l'ora della merenda, vorrà dire che affogherò le mie angustie nel cibo, come è giusto che sia.

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