venerdì 26 dicembre 2025

Dolore e febbre

 Che Natale fortunato questo, oltre ad aver ricevuto per regalo soldi da mamma Samara e il game boy Lego da parte di Peterpan e consorte, tra l'altro quest'ultimo preso d'assalto numerose volte da Gnegno che avrebbe voluto montarlo al mio posto, ho preso l'influenza e ho passato questa notte insonne, in preda a dolore e febbre.
E non c'era neanche una tachipirina in casa.
O meglio, c'era, ma scaduta, che mamma Samara non ne usa, avendo lei una salute di ferro migliore della mia.
E sì che me lo sarei dovuto aspettare, mia cognata l'aveva detto che era stata male ed era ancora convalescente, ma forte del mio sistema immunitario invincibile non ho dato peso al suo malessere, tanto, ti pare che proprio IO mi ammalo?
Ecco, le ultime parole famose.
Per fortuna che invece mia cognata ne aveva ancora di tachipirina e così me ne ha portate due, risollevandomi un poco dal vortice di dolore e febbre in cui verso da ore e consentendomi oggi di restare in piedi dieci minuti per pranzare tutti insieme appassionatamente, prima di rimettermi a letto mentre il resto della famiglia sta approfittando del bel sole per farsi un giro alla pista di pattinaggio.
Comunque, a parte questa influenza che proprio non ci voleva (e qui una buona bestemmia), le feste finora sono andate benissimo: abbiamo mangiato, bevuto e giocato come è giusto che sia in entrambe le giornate, siamo stati bene senza scannarci (specialmente mamma Samara e io) e pure i nipotini non hanno bisticciato più di tanto o fatto storie, se non in qualche piccolo caso isolato che ci può anche stare.
Quel maledetto del mio cane, che finora si è sempre comportato bene evitando addirittura di schizzare ovunque come sua abitudine, ha voluto strafare e ha riempito di feste e coccole Peterpan, omaggiandolo anche di qualche bacino, nonostante lo abbia visto solo due volte in vita sua.
E io che lo sfamo e lo curo, niente.
Dire che ho rosicato è dire poco, porcazzozza, pure io voglio i bacini, cribbio.
Un altro che la sera della vigilia ci è rimasto male è Gnegno, preso dalla foga e dall'entusiasmo per il rompicapo che gli avevo regalato il giorno prima, daje e daje lo ha rotto, scatenando tragicamente le sue rimostranze e di conseguenza quelle dei genitori, altrettanto tragiche e non per lo stesso motivo, portando così un leggero scompiglio nella tranquilla pace familiare, che però è durato poco, quindi tutto a posto.
Tranne per Gnegno che si ritrova il giocattolo rotto definitivamente, anche se poi non è mica una novità per lui, maldestro e con le mani de ricotta (come dicono in centro), ancora inconsolabile per questa sua ultima perdita.
Eh vabbè.
Sempre la sera della vigilia ho parlato con Memina e le ho spiegato chiaramente le mie difficoltà nel trovare il suo regalo e lei dapprima c'è rimasta male, e poi ha fatto spallucce, che tanto avrebbe avuto altro da scartare e un regalo in più o uno in meno non le faceva differenza, tanto più che ci siamo messe insieme a cercarlo su internet e quindi è rimasta tranquilla che prima o poi il mio regalo lo avrebbe ricevuto.
Amore di zia lei, che piccola donnina che sta diventando.
Dopo aver mangiato, bevuto e giocato, le due piccole pesti non ne hanno voluto sapere di tornare a casa con i genitori e sono rimaste a dormire da noi, entrambi nel lettone insieme a me, e per buona grazia mia nella notte sono rimasti composti assicurando un buon sonno alla loro zia preferita, che stavolta non aveva nessuna intenzione di ritrovarsi con la schiena piegata stile Guernica di Picasso e che li ha un poco (ma giusto poco poco) minacciati di rimandarli a casa loro, altrimenti.
Eh oh, quando ce vo', ce vo'.
E loro sono stati bravissimi e hanno dormito come due angioletti fino al mattino, anche se poi verso le cinque e mezzo Gnegno si è svegliato quando mi sono alzata per andare a fare pipì ed è venuto ad abbracciarmi per darmi gli auguri di Natale, e dopo ha fatto lo stesso con mamma Samara, a quell'ora già in piedi e operativa, che le cose da fare erano tante e il tempo sempre troppo poco.
Nella sua testa ovviamente, e infatti poi sia Gnegno che io ci siamo rimessi a letto per dormire un altro po', sbattendocene allegramente.
Ovviamente, la mattina di Natale poteva Gnegno rimanersene sereno e tranquillo con la promessa che lo scartamento dei regali sarebbe avvenuto appena noi quattro saremmo arrivati a casa di Peterpan?
No, e infatti ha cominciato a metterci fretta per uscire già dalle sette di mattina, bello fresco e pimpante come io non sono mai stata in tutta la mia vita, scatenando una silenziosa e alquanto cospicua calata di santi da parte mia che anelavo a un riposo molto più soddisfacente di quello avuto (e interrotto).
Sempre ovviamente, ben sapendo io che i due genitori avrebbero apprezzato qualche ora di solitudine per divertirsi a modo loro, ho cercato di temporeggiare il più possibile e tenere a freno l'impazienza esuberante di Gnegno, seguito poi a ruota dalla sorella, ma solo dopo essersi svegliata con calma molto dopo, coinvolgendoli tra le tante cose pure nell'impresa disperata di fare delle foto a Rey e Lilli bardati con la mantellina natalizia, di cui non erano per niente entusiasti (i cani, non i nipoti).
Fatto sta che alla fine siamo arrivati a destinazione verso le undici, con molta fatica e altrettanto sudore (solo miei), anche se poi la sofferenza è durata poco, che assistere all'esplosione di gioia e felicità delle piccole pesti durante lo scartamento dei regali ha dissolto tutto il mio malumore e mi ha rasserenato l'animo.
E mentre i nipotini erano impegnati con i loro nuovi giochi, ho chiamato la collega senior per darle gli auguri e ricevere qualche gossip, ma oltre a riferirmi che la collega junior si comportava baldanzosa e arrogante con lei, non ha saputo dirmi, quindi la mia sete di pettegolezzo non è stata granché saziata.
Ovviamente mi ha chiesto se fossi andata a parlare in ditta di come si comporta la collega junior, e visto che non ci sono andata c'è rimasta un po' male, ma le ho promesso che lo avrei fatto presto, e il sorriso è tornato sulle sue labbra.
La giornata poi è scorsa allegra e tranquilla, a parte qualche rimostranza di Memina in puro stile drama queen qual è lei, tanto per non farcelo scordare, e dopo aver mangiato e giocato, dopo cena ognuno a casa sua per rivendicare il proprio diritto al giusto riposo come è giusto che sia.
Non io, che ho avuto dolore e febbre, ma vabbè.
Anzi, visto che sono ancora sofferente, chiudo il pc e mi metto a dormire, così recupero e buonanotte.

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