lunedì 29 dicembre 2025

 Questa dannata influenza non vuole passare, porcazzozza.
Dopo giorni di dolore e febbre sono ancora agonizzante nel letto senza nessuno che si prenda cura di me, che mamma Samara è tornata al lavoro abbandonandomi al mio triste destino e il mio cane non mi caga minimamente, come suo solito.
L'unica che mi dà un po' di conforto è Lilli, da quando sono malata ha preso la residenza al mio fianco sul letto, nonostante i rimproveri e le rimostranze della sua padrona che non vuole assolutamente, e come è giusto che sia, tra le due ha vinto il cane, che mamma Samara si è resa conto subito di sprecare fiato ed energie e si è arresa senza colpo ferire.
E mica solo io sono una pezzetta da piedi, eh.
Tra l'altro, Lilli se la comanda anche con Rey, che ne riconosce l'autorità senza rimostranze e se ne tiene alla larga, ben attento a non invadere i suoi spazi, onde evitare di essere di nuovo ripreso e messo a posto da un BAU perentorio che non dà scanso ad equivoci.
Comunque, tornando alla mia dannata influenza, ero ben certa che bastasse una sola notte per debellarla e così non mi sono preoccupata affatto di prendere l'ultima delle due tachipirine rimaste che aveva portato mia cognata (e che si è ripresa) e non ho voluto che mamma Samara uscisse per comprarle, che tanto sarei guarita presto.
E infatti colcazzo, sto ancora allettata in preda a dolore e febbre da quel dì (il ventisei).
Come se non bastasse, senza tachipirina sotto mano mi sono dovuta accontentare del tachifludec per abbassare un po' la febbre, che a mamma Samara piace tanto e di quello ne ha sempre una scorta recente, al contrario di me che non lo tollero affatto.
Ma in tempi di guerra c'è poco da fare gli schizzinosi, purtroppo.
Che poi, due giorni fa mi ero pure illusa che l'influenza fosse passata del tutto e dopo che il bibitone magico ha fatto il suo effetto mi sono sentita così in forma da riuscire a pulire tutta casa e telefonare anche allo studio veterinario, che però non ha risposto (con mia somma gioia).
Eh oh, io il mi dovere l'ho fatto, sia messo agli atti.
Ovviamente, dopo il mio delirio di onnipotenza mi sono vista costretta a ributtarmi a letto, che l'influenza era tutt'altro che debellata, e il mio povero corpo provato da dolore e febbre non era in grado di restare oltre modo in piedi.
Ma più di dolore e febbre, quello che mi urta è che ho una fame assurda e non riesco a mandar giù che pochi bocconi, prima di smettere nauseata.
Toglietemi tutto, ma non il mio cibo.
Ma quando finiranno queste tragedie? 
Ho fame, porcazzozza.

venerdì 26 dicembre 2025

Dolore e febbre

 Che Natale fortunato questo, oltre ad aver ricevuto per regalo soldi da mamma Samara e il game boy Lego da parte di Peterpan e consorte, tra l'altro quest'ultimo preso d'assalto numerose volte da Gnegno che avrebbe voluto montarlo al mio posto, ho preso l'influenza e ho passato questa notte insonne, in preda a dolore e febbre.
E non c'era neanche una tachipirina in casa.
O meglio, c'era, ma scaduta, che mamma Samara non ne usa, avendo lei una salute di ferro migliore della mia.
E sì che me lo sarei dovuto aspettare, mia cognata l'aveva detto che era stata male ed era ancora convalescente, ma forte del mio sistema immunitario invincibile non ho dato peso al suo malessere, tanto, ti pare che proprio IO mi ammalo?
Ecco, le ultime parole famose.
Per fortuna che invece mia cognata ne aveva ancora di tachipirina e così me ne ha portate due, risollevandomi un poco dal vortice di dolore e febbre in cui verso da ore e consentendomi oggi di restare in piedi dieci minuti per pranzare tutti insieme appassionatamente, prima di rimettermi a letto mentre il resto della famiglia sta approfittando del bel sole per farsi un giro alla pista di pattinaggio.
Comunque, a parte questa influenza che proprio non ci voleva (e qui una buona bestemmia), le feste finora sono andate benissimo: abbiamo mangiato, bevuto e giocato come è giusto che sia in entrambe le giornate, siamo stati bene senza scannarci (specialmente mamma Samara e io) e pure i nipotini non hanno bisticciato più di tanto o fatto storie, se non in qualche piccolo caso isolato che ci può anche stare.
Quel maledetto del mio cane, che finora si è sempre comportato bene evitando addirittura di schizzare ovunque come sua abitudine, ha voluto strafare e ha riempito di feste e coccole Peterpan, omaggiandolo anche di qualche bacino, nonostante lo abbia visto solo due volte in vita sua.
E io che lo sfamo e lo curo, niente.
Dire che ho rosicato è dire poco, porcazzozza, pure io voglio i bacini, cribbio.
Un altro che la sera della vigilia ci è rimasto male è Gnegno, preso dalla foga e dall'entusiasmo per il rompicapo che gli avevo regalato il giorno prima, daje e daje lo ha rotto, scatenando tragicamente le sue rimostranze e di conseguenza quelle dei genitori, altrettanto tragiche e non per lo stesso motivo, portando così un leggero scompiglio nella tranquilla pace familiare, che però è durato poco, quindi tutto a posto.
Tranne per Gnegno che si ritrova il giocattolo rotto definitivamente, anche se poi non è mica una novità per lui, maldestro e con le mani de ricotta (come dicono in centro), ancora inconsolabile per questa sua ultima perdita.
Eh vabbè.
Sempre la sera della vigilia ho parlato con Memina e le ho spiegato chiaramente le mie difficoltà nel trovare il suo regalo e lei dapprima c'è rimasta male, e poi ha fatto spallucce, che tanto avrebbe avuto altro da scartare e un regalo in più o uno in meno non le faceva differenza, tanto più che ci siamo messe insieme a cercarlo su internet e quindi è rimasta tranquilla che prima o poi il mio regalo lo avrebbe ricevuto.
Amore di zia lei, che piccola donnina che sta diventando.
Dopo aver mangiato, bevuto e giocato, le due piccole pesti non ne hanno voluto sapere di tornare a casa con i genitori e sono rimaste a dormire da noi, entrambi nel lettone insieme a me, e per buona grazia mia nella notte sono rimasti composti assicurando un buon sonno alla loro zia preferita, che stavolta non aveva nessuna intenzione di ritrovarsi con la schiena piegata stile Guernica di Picasso e che li ha un poco (ma giusto poco poco) minacciati di rimandarli a casa loro, altrimenti.
Eh oh, quando ce vo', ce vo'.
E loro sono stati bravissimi e hanno dormito come due angioletti fino al mattino, anche se poi verso le cinque e mezzo Gnegno si è svegliato quando mi sono alzata per andare a fare pipì ed è venuto ad abbracciarmi per darmi gli auguri di Natale, e dopo ha fatto lo stesso con mamma Samara, a quell'ora già in piedi e operativa, che le cose da fare erano tante e il tempo sempre troppo poco.
Nella sua testa ovviamente, e infatti poi sia Gnegno che io ci siamo rimessi a letto per dormire un altro po', sbattendocene allegramente.
Ovviamente, la mattina di Natale poteva Gnegno rimanersene sereno e tranquillo con la promessa che lo scartamento dei regali sarebbe avvenuto appena noi quattro saremmo arrivati a casa di Peterpan?
No, e infatti ha cominciato a metterci fretta per uscire già dalle sette di mattina, bello fresco e pimpante come io non sono mai stata in tutta la mia vita, scatenando una silenziosa e alquanto cospicua calata di santi da parte mia che anelavo a un riposo molto più soddisfacente di quello avuto (e interrotto).
Sempre ovviamente, ben sapendo io che i due genitori avrebbero apprezzato qualche ora di solitudine per divertirsi a modo loro, ho cercato di temporeggiare il più possibile e tenere a freno l'impazienza esuberante di Gnegno, seguito poi a ruota dalla sorella, ma solo dopo essersi svegliata con calma molto dopo, coinvolgendoli tra le tante cose pure nell'impresa disperata di fare delle foto a Rey e Lilli bardati con la mantellina natalizia, di cui non erano per niente entusiasti (i cani, non i nipoti).
Fatto sta che alla fine siamo arrivati a destinazione verso le undici, con molta fatica e altrettanto sudore (solo miei), anche se poi la sofferenza è durata poco, che assistere all'esplosione di gioia e felicità delle piccole pesti durante lo scartamento dei regali ha dissolto tutto il mio malumore e mi ha rasserenato l'animo.
E mentre i nipotini erano impegnati con i loro nuovi giochi, ho chiamato la collega senior per darle gli auguri e ricevere qualche gossip, ma oltre a riferirmi che la collega junior si comportava baldanzosa e arrogante con lei, non ha saputo dirmi, quindi la mia sete di pettegolezzo non è stata granché saziata.
Ovviamente mi ha chiesto se fossi andata a parlare in ditta di come si comporta la collega junior, e visto che non ci sono andata c'è rimasta un po' male, ma le ho promesso che lo avrei fatto presto, e il sorriso è tornato sulle sue labbra.
La giornata poi è scorsa allegra e tranquilla, a parte qualche rimostranza di Memina in puro stile drama queen qual è lei, tanto per non farcelo scordare, e dopo aver mangiato e giocato, dopo cena ognuno a casa sua per rivendicare il proprio diritto al giusto riposo come è giusto che sia.
Non io, che ho avuto dolore e febbre, ma vabbè.
Anzi, visto che sono ancora sofferente, chiudo il pc e mi metto a dormire, così recupero e buonanotte.

mercoledì 24 dicembre 2025

 Un altro giorno come quelli appena passati e me ne ritorno al freddo norde, diobestia.
Da quando sono arrivata a casa di mamma Samara non ho avuto un attimo di tregua, tanto che le palline del flipper me fanno 'na ricca pippa, come dicono in centro, a cominciare da lunedì stesso dove nel pomeriggio sono andata a trovare i nipotini per strapazzarli di coccole (che non hanno voluto) e fare il pieno di chiacchiere e risate (e pure per informarmi riguardo ai regali per loro, che da brava zia di merda me ne ero sbattuta il cazzo bellamente fino ad allora).
Rivedere i miei pezzi di cuore è stato meraviglioso, entrambi hanno sgomitato per avere le mie attenzioni e chiacchierare con me, ma alla fine ha vinto Memina e Gnegno non ha potuto far altro che ritirarsi a leggere un fumetto sul divano da solo mentre io assistevo la sorella che voleva assolutamente farmi un disegno per regalo con tanto di dedica, utilizzando proprio i colori che le avevo appena portato.
E io nel frattempo gongolavo tronfia per la sua dimostrazione di affetto, e pure perché crescendo somiglia sempre di più a me, la sua splendida splendente zia preferita.
E chi osa sostenere il contrario, che si fotta.
Gnegno ha perso la battaglia per la mia attenzione, ma non è stato certo messo in un angolo, la sua splendida splendente zia gli ha portato anche le scan di Dragon Ball per il suo kindle, oltre al regalo materiale, mantenendosi così sul podio più alto come zia preferita da entrambi i nipoti.
E mo' mettece 'na pezza.
La domanda ora sorge spontanea: conoscendo la procrastinazione e la smemoratezza di Peterpan decisamente proverbiali, Gnegno riuscirà a leggere Dragon Ball prima della maggiore età, dato che sarà compito del padre traferire i file al dispositivo?
Si accettano scommesse.
Eh vabbè, al massimo ci penserò io quando e se sarà necessario, fino ad allora a posto così.
Il giorno dopo, ovvero ieri, è cominciato sotto i peggiori auspici, sua maestà ha deciso che i croccantini che gli avevo comprato e che aveva già gustato la sera prima non andavano più bene, e allora, dopo vari tentativi miseramente falliti di farglieli mangiare sperimentando forma e sostanza, l'ho lasciato a digiuno e sono uscita per andare a comprargli altro cibo sotto la pioggia incessante, da brava pezzetta da piedi quale sono.
E qui una buona bestemmia.
Una volta acquistato bustine e scatolette per quel cagacazzi del mio cane non sono mica tornata a casa però, ma mi sono allungata verso il centro commerciale più vicino per andare a fare i regali ai nipotini, sempre sotto la pioggia incessante, riuscendo solo nell'impresa per Gnegno, che di quello che voleva Memina non ve n'era traccia alcuna.
Ovviamente ho approfittato del giro di shopping per comprare un album da disegno a Memina, che lei ne aveva assolutamente bisogno, e un rompicapo a Gnegno, che mica potevo fare un regalo a lei sì e al fratello no, la loro zia preferita fa le cose giuste, mica cazzi.
Regali di Natale a parte, ma vabbè.
Comunque, mezza sconsolata per non aver trovato il regalo per Memina, mi sono infine incamminata verso casa, non proprio a due passi, a piedi e sotto la sempiterna pioggia incessante, arrivando decisamente stremata e con la voglia di vivere ai minimi livelli storici.
E secondo voi è finita lì?
Manco per il cazzo, a parte sfamare il mio botolo ringhioso e me stessa, con due succulente fette di pane e olio per mancanza di tempo materiale (a me, non al cane), sempre sotto la pioggia incessante ho dovuto prendere Lilli e portarla in metro dal veterinario per farle fare l'ecografia cardiaca.
E per non farla arrivare alla metro bagnata fradicia me la sono dovuta tenere in braccio per tutto il tragitto della strada fino alla fermata, non proprio una passeggiata di salute, mettendola in terra solo alla fermata di arrivo, che tanto ormai le zampe se le era inzaccherate sul pavimento per uscire.
Ma ero organizzata bene per l'occasione, oltre alle salviettine avevo appresso anche un telo per asciugarla, peccato poi che quel telo mi sia caduto per strada mentre mi recavo al veterinario e me ne sia resa conto solo quando ormai avevo camminato per un bel pezzo, tra l'altro in discesa.
E quindi, bestemmiando vivacemente sono dovuta tornare indietro per la discesa che era diventata salita e recuperare il telo ormai inutilizzabile sia per essere stato a contatto con il suolo pieno di batteri e microbi (orrore) e sia perché nel frattempo (pochi minuti) si era bagnato un bel po' con la pioggia incessante.
Risultato: ho fatto tardi all'appuntamento con il cardiologo e ci sono arrivata talmente disfatta dall'ansia, dalla fatica, dalla calata di santi e dalla pioggia incessante, che sembravo io quella bisognosa di cure.
Però il personale dello studio veterinario non mi ha rimproverato per il ritardo, almeno quello.
Purtroppo per Lilli non ci sono buone notizie, tralasciando il pelo umidiccio che non sono riuscita ad asciugare a dovere, la sua sofferenza cardiaca è decisamente grave, ma non quanto la totale assenza di sintomi che la rende un fenomeno atipico e molto più preoccupante, stando alle parole del medico.
Il problema è che ora non sappiamo se sarà possibile farle la pulizia dei denti, urgente e irrevocabile, quindi dopo le feste mi toccherà telefonare al dentista per un consulto e concordare per il da farsi.
Io e telefonare siamo due rette parallele che non si incontreranno mai, ma vabbè, ne riparleremo quando sarà necessario.
Finita la visita siamo tornate entrambe a casa sempre sotto la pioggia incessante e senza poter utilizzare il telo a dovere, ma alla fine, piegandolo in modo che il lato che aveva toccato per terra fosse all'interno, alla bell'e meglio sono riuscita ad avvolgerci Lilli e tenermela in braccio almeno sulla metro senza inzaccherarmi troppo.
Il viaggio non è durato molto, ma una volta a casa ho provato un sollievo che non vi dico, inesplicabile e inestimabile, addirittura.
Inutile dire che poi ho parcheggiato le chiappe sul divano e non le ho più spostate fino all'ora di cena, come è giusto che sia.
Oggi non è andata peggio di ieri, ma insomma, ci siamo quasi: fortunatamente per mamma Samara, le hanno dato questi tre giorni di festa liberi e quindi stamattina ha cominciato presto (all'alba) a muoversi per casa in preda all'agitazione per portare a termine tutte le sue faccende, che secondo lei non c'era abbastanza tempo per fare tutto.
E che non la capisco?
La capisco sì, ma essendo più brava di lei a dominare l'ansia, e pure più incline a poltrire a letto, me la sono presa comoda sia ad alzarmi, che a fare colazione e lavarmi prima di mettermi in moto, nonostante i suoi rimbrotti e le sue rimostranze, sempre mai abbastanza nei miei confronti.
Tra l'altro, mentre io tergiversavo tra cucina e bagno, lei è andata a fare la spesa tipo una mezza dozzina di volte perché ad ogni rientro si rendeva conto che aveva scordato qualcosa di assolutamente indispensabile e di assolutamente necessario di cui non potevamo assolutamente fare a meno.
Roba che se si fosse fatta una lista decente di cose da comprare, avrebbe risparmiato tempo e ansia e si sarebbe goduta meglio la giornata, ma vabbè, lasciamo stare.
Una volta pronta sono uscita per farmi un altro giro di negozi per comprare il regalo a Memina e a mamma Samara, fallendo miseramente col primo e riuscendo col secondo, per poi passare a prendere pizza e crocchette per fare felice la genitrice, che ne aveva voglia.
Solo che poi me la so' presa 'nderculo, perché mangiando a mezzogiorno quello che le avevo portato, poi la mia gentile madre non ha avuto voglia di pranzare, e io mi sono dovuta arrangiare per conto mio e da sola.
Non mi sono sentita tanto amata, ma vabbè.
Per finire, dopo il mio "lauto" e "appagante" pranzo abbiamo pulito il pesce per stasera e preparato la lasagna per domani, e ora ci siamo fermate per goderci un po' di meritato riposo prima di ricominciare a cucinare per la cena, cosa che non ci alletta poi molto, non amando nessuna delle due quella nobile arte.
Quello che però mi disturba assai di più rispetto al fare la pallina del flipper e a cucinare è non aver trovato nulla per Memina, e sapere di deluderla con le mie mancanze mi spezza veramente il cuore.
E vabbè, tanto ormai quel che è fatto è fatto, ed è inutile rimuginarci sopra.
Si è fatta l'ora della merenda, vorrà dire che affogherò le mie angustie nel cibo, come è giusto che sia.

giovedì 4 dicembre 2025

 La settimana non poteva iniziare meglio, martedì mattina stavo bellamente spettegolando al telefono con mamma Samara quando a un certo punto mi sono resa conto che non usciva acqua dal rubinetto, al che ho dovuto chiudere in fretta la telefonata per calare santi e maledizioni, e solo poi, decidere come muovermi.
La prospettiva di dover passare giorni senza acqua come accaduto agli Australopitechi ha fatto salire la mia ansia ai massimi livelli, vabbè che mi ero già lavata, ma cribbio, dovevo cucinare le verdure per sua maestà, farmi il pranzo e attaccare la lavatrice... eccheccazzo, un imprevisto del genere non mi ci voleva proprio.
Però, dai rumori provenienti dal primo piano ho capito che quelli di sotto stavano facendo dei lavori (che volpe, eh), quindi MAGARI l'acqua l'avevano staccata loro, allora sono scesa per parlare con i vicini ma niente, i padroni di casa non c'erano e l'operaio con cui mi sono interfacciata era in silenzio stampa.
E qui una buona bestemmia.
Non potendo fare altro a parte calare santi, mi sono vista costretta a rimandare la cottura di cibo (grosso male), il lavaggio indumenti (poco male) e l'inscatolamento beni materiali (ancor meno poco male) per uscire a comprarmi un panino per pranzo, solo che al mio ritorno la fornitura d'acqua era stata ripristinata e così ho perso tempo prezioso che avrei potuto impiegare per qualcosa di utile, e mi è venuta l'ansia PER NIENTE.
E poi dici che uno bestemmia.
Comunque, tutto è bene quel che finisce bene, i vicini pare che hanno finito i lavori e IN TEORIA non ci dovrebbero essere ulteriori disagi.
In teoria.
Ma parliamo di cosa succede fuori casa, per la gioia di voi spettatori, "sesso e potere" torna con importanti novità: finalmente è arrivato il tanto atteso pacco con le divise invernali, ma il suo misero contenuto ha scatenato reazioni altamente contrastanti nella metà di noi addetti alle pulizie (collega senior e me, ovviamente), e le rimostranze al riguardo si sono sprecate.
E se me lo consentite, aggiungerei un sonoro grazie al cazzo: a parte che della mia taglia non c'era nulla, i pantaloni erano quelli estivi e le taglie degli indumenti per la collega senior erano sbagliate COME AL SOLITO, e come al solito il responsabile ha fatto il finto tonto, che lui non c'entra nulla, l'ordine non dipende da lui e tanti altri blablabla che ho prontamente rimosso per il loro scarso interesse.
Comunque, nel pacco c'erano sei felpe e tre pantaloni palesemente non per me, e così mi sono accontentata di prendere possesso solo di una felpa, tanto per dire che avevo avuto qualcosa anche io, e amen.
Credendo che la questione fosse finita lì, me ne sono andata al mio pezzo e ho cominciato a lavorare tranquilla ma con le aspettative deluse, non immaginando minimamente che di sorprese ce ne erano ancora in serbo per me, ma solo di quelle che ti riempiono il fegato di bile.
Come se ne avessi bisogno, ma vabbè.
Dicevamo, stavo lavorando tranquilla quando il responsabile è venuto da me tutto eccitato e mi ha riferito di aver parlato con la ditta e di aver scoperto che nel pacco non c'era nulla per me (come se non me ne fossi accorta), che io non avevo diritto alla divisa invernale perché me ne sarei andata e in caso me l'avrebbero data se avessi continuato a lavorare nella capitale, quindi quella felpa pulciosa che avevo preso non era mia, ma della collega junior.
Al che mi sono alterata, purtroppo, e così ho fatto il gioco di vacca e mulo esternando il mio disappunto riguardo la questione e regalando loro veri attimi di gongolamento per essere riusciti nell'intento di infastidirmi e farmi incazzare, che vivono solo per quello.
Ovviamente il merda non ha avuto il coraggio di dirmi che avrei dovuto restituire quella pulciosa felpa alla sua cocca e così lo ha detto alla collega senior che poi lo ha riferito a me, evitandosi così ulteriori rimostranze mie, che di sicuro già aveva fatto il pieno con quelle della collega junior, povera vittima defraudata dei suoi legittimi averi.
E se devo dirla tutta, il mio primo istinto è stato quello di tirargliela in faccia quella felpa pulciosa, ma non volendo darle motivo di lamentarsi di me, ho preferito ridargliela con il sorriso, asserendo che io la sua roba non la voglio, e che lei ne ha sicuramente più bisogno di me, accattona del cazzo.
E comunque, io non credo assolutamente che il merda abbia chiamato in ditta per chiedere delucidazioni, e sono assolutamente convinta che il contenuto del pacco sia arrivato così come è stato ordinato, con le taglie per la collega senior appositamente sbagliate come d'abitudine e con la mia divisa assente di proposito, per infastidire noi altre due povere sguattere in modo da farli divertire.
Lemmy insiste affinché io chiami in ditta per le mie giuste rimostranze, ma sinceramente, arrivati a questo punto non ne ho proprio voglia.
Che si fottessero tutti, io ho cose più importanti cui pensare.
Ovviamente non me ne sono stata zitta e "casualmente" ho raccontato le mie recenti avventure a Gentile e Caciarone, che non è servito certo a migliorare la situazione, ma almeno ho potuto gongolare anche io dopo aver smerdato il responsabile con loro, azzerando la già poca stima che hanno di lui con il racconto delle sue epiche gesta nei miei confronti.
Magra consolazione, ma sempre meglio che niente.
La settimana è quasi finita, evvai.

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