mercoledì 22 ottobre 2025

 In ritardo sulla scaletta stagionale, il maltempo tipico di queste lande desolate è finalmente arrivato ad allietarci con la sua nebbia e le sue piogge delicate ma incessanti, decretando finalmente l'inizio dell'autunno e del mio disagio esistenziale, non amando affatto le basse temperature e tutto ciò che le riguarda.
Se il clima non da alcuna soddisfazione, di contro abbiamo del materiale succulento per "sesso e potere", la nostra telenovela preferita, che di sicuro aprirà scenari futuri ancora più succulenti, per la gioia di noi tutti spettatori pettegoli.
La settimana è cominciata col botto, ed è proprio il caso di dirlo: all'inferno (la mia azienda) è scoppiata la bomba, ed è tutto merito mio, modestamente.
Sembrava un tranquillo lunedì come tutti gli altri, anche se ultimamente ogni inizio settimana c'è sempre stata qualche sorpresa a rovinarmi l'umore, le mie ore lavorative quel giorno sono scorse come al solito fra le mie tante incombenze, le chiacchiere con gli scaldapizzette e le maledizioni al responsabile per la sua inefficienza (e perché no, anche al freddo), e niente lasciava presagire la tempesta che si sarebbe scatenata.
A fine turno, quando ci siamo ritrovate tutte e tre in ufficio, la collega junior ci ha gentilmente avvertito che lei sarebbe andata in ferie l'ultima settimana di dicembre, interrompendo la sua tradizione di notificare le sue volontà all'ultimo momento chissà come e perché, e qui ho scatenato l'inferno.
Sempre gentilmente le ho risposto che NO, non poteva andare in ferie quella settimana perché ci sarei andata io senza alcuna possibilità di rinuncia, e il fumo ha cominciato ad uscirle dalle orecchie nel constatare che le sue volontà non sarebbero state rispettate.
Ripreso lucidità dopo qualche secondo di smarrimento, allora ha decretato che tanto la collega senior avrebbe potuto lavorare da sola (sempre successo visto che miss stocazzo non si è mai fatta scrupolo di assentarsi mesi interi per ferie e malattie finte), quindi che problema c'è?
Lei le ferie se le prende punto e basta.
E mentre discuteva con la collega senior di questo, ignorandomi, io l'ho interrotta di nuovo e le ho detto molto gentilmente che SI', problemi non ce n'erano perché la collega senior ha sempre lavorato da sola, ed era il contrario che non è mai avvenuto, con un tono di voce leggermente velenoso che lasciava intendere rimprovero e disprezzo per il fatto che LEI non ha mai permesso che la collega senior andasse in ferie.
Game, set, match.
La collega junior si è ammutolita, è diventata nera e ha troncato il discorso, probabilmente non abituata ad essere fronteggiata da qualcuno che le tiene testa e che non ha paura di lei e del responsabile che l'asseconda in tutto, e si è arresa momentaneamente.
Ieri, come per magia, il responsabile non si è fatto vedere per nulla e non è neanche passato a controllare il mio pezzo come fa sempre, probabilmente per evitare ulteriori conflitti con la sottoscritta, che non dev'essere facile per lui passare le giornate a farsi urlare contro dalla sua capricciosa cocca e poi farsi rimproverare dalla collega senior che ultimamente non gliene fa passare una liscia e infine discutere con me, che non mi lascio maltrattare aggratis.
Ma d'altronde, cazzi suoi, ha voluto la bicicletta e mo pedala.
Dal canto mio, meno lo vedo e mejo me sento, sticazzi se non passa a salutarmi, anche perché, a cosa servirebbe?
Il mio pezzo è splendido splendente e sono capacissima di coordinarmi il lavoro da sola e di fronteggiare eventuali disagi (non che ci voglia un genio), quindi la sua presenza è inutile e pure sgradita, e di certo non sono dispiaciuta di essere ignorata da lui.
Anzi.
Tanto per rendere l'idea del livello di dispettucci raggiunto da quei due imbecilli (merda e cocca), ieri non avevo proprio voglia di andare al lavoro e ho tirato talmente tanto per le lunghe che non ho fatto in tempo a truccarmi, e così sono arrivata in ufficio con la faccia un po' sbattuta e l'espressione da condannata a morte (e non a torto).
Al che, la collega senior si è preoccupata e io, per non dover raccontare la verità, ovvero che non avevo voglia di vedere quelle due facce di merda che mi causavano mal di stomaco, ho detto di avere fame, che non avevo fatto in tempo a mangiare come si deve (non succederà mai).
Quando poi sono rimasta sola con la collega senior, le ho detto la verità, ma lei non ha voluto sentire ragioni e ha chiesto al responsabile di portarmi qualcosa da mangiare per tirarmi su, allora il merda è passato a trovarmi nel mio pezzo e mi ha promesso che avrebbe lasciato qualche confezione di grissini in ufficio.
Offerta rifiutata, che ci faccio cazzi con i grissini alle otto di sera dopo aver lavorato, ma vabbè, tutto tronfio per la sua buon azione il merda è passato di nuovo dalla collega senior che però lo ha rimproverato e gli ha detto di portarmeli subito, che a fine serata ci facevo cazzi.
E non ci vuole mica un genio per capirlo, eh.
Ovviamente il merda non si è fatto più né vedere e né sentire, ma poco male, avevo le tasche piene di caramelle e la collega senior poi mi ha portato un pacchetto di cracker, e il mal di stomaco si è calmato, per buona grazia mia.
Lo show non è mica finito però, una volta arrivata in ufficio a fine turno, la collega junior con un finto sorriso e la vocina dolce mi ha avvertito che il responsabile mi aveva lasciato i grissini, al che le ho risposto che non mi occorrevano più, perché i MIEI scaldapizzette mi avevano offerto un sacco di cose al distributore e stavo meglio.
Di nuovo, game, set, match.
La collega junior si è ammutolita, ha cominciato a fare fumo dalle orecchie e non ha osato più proferire parola, lasciando campo libero alla collega senior e me, che abbiamo cominciato a discorrere di stronzate tanto per far passare il tempo e dissimulare il nostro gongolamento per la vittoria appena conseguita.
Te pensavi di farmi dispetto facendomi lavorare con il mal di stomaco, eh, e invece ti è andata male, cara miss stocazzo, becca e porta a casa.
Non vincerò la guerra contro di te perché sei solo una lurida puttana con la fortuna di essere protetta da Crudeliademon, ma le mie piccole battaglie sì, quelle non le vincerai mai.
E siamo solo all'inizio, baby, preparati perché non avrò pietà di te. 

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