Ogni anno durante il periodo natalizio mi diverto con Peterpan a mettere un maiale al posto del bambinello nel presepe di zia o di mamma Samara, è una specie di nostra tradizione che a noi fa tanto ridere ma che non riscuote enormi consensi da parte delle vittime dei nostri gesti (e aggiungo a gran ragione).
Però, nonostante la mole di ceffoni che ancora le due matrone si ostinano a prometterci in cambio delle nostre manomissioni, noi continuiamo imperterriti nella nostra tradizione tenendoci alla larga solo dal presepe di Generalenonna, che se si incazza è più pericolosa di un'eruzione del Vesuvio.
Tradizione che quest'anno però ha avuto un grande imprevisto, ieri stavo gironzolando intorno al presepe di zia con lieve noncuranza, quando la stessa mi si è avvicinata alle spalle e mi ha detto con aria baldanzosa: "è inutile che cerchi i maiali da mettere nella capanna, li ho buttati tutti!"
E si è fatta una gran bella risata alle mie spalle.
Lì per lì ci sono rimasta male e ho accusato il colpo e sconfitta me ne sono tornata a casa, ma non senza l'intenzione di porre rimedio al misfatto: ora siamo in guerra, e non esiste che mi faccio abbattere da una sciocchezza simile, non mi arrenderò MAI, eghe, spenderò i miei ultimi soldi a maiali da mettere nei presepi e ne comprerò talmente tanti che vincerò anche le battaglie dei prossimi vent'anni.
Come se non avessi nulla di più importante da fare eh.
Ovvio che ce l'ho, e pure tanto più importante, ma non è questo il punto, il punto è che non mi arrendo di fronte alle sciocchezze e non mi arrendo neanche di fronte alle cose serie (intendo?).
Comunque, non ho ancora rischiato il mio esiguo patrimonio, fortuna ha voluto che stamattina durante un giro esplorativo in casa di Generalenonna abbia trovato nel suo presepe ben due maiali a pascolare tranquilli, e ora uno di quei due è al sicuro nelle mie tasche pronto per essere immolato alla giusta causa.
Ovviamente, ho approfittato di essere sola per fare una foto alla capanna col protagonista scelto da me come ricordo delle mie gesta, e sempre più ovviamente Generalenonna era in giardino, ignara dei miei cattivi propositi, altrimenti non sarei qui a scriverlo in perfetta salute.
Punto per me.
Invece non so se considerare una sconfitta o una vittoria l'essere rifiutate ad una selezione per un lavoro che io stessa ho rifiutato inizialmente, e a ripensarci mi viene solo da ridere.
Il fatto è questo: vado a fare il colloquio in un luogo un po' isolato dove mi accoglie un tipo in giacca e cravatta pieno di buone intenzioni e carico di entusiasmo, compilo un questionario di domande talmente sciocche da meritarsi risposte sarcastiche (realmente date), e al momento delle chiacchiere il tipo comincia con un discorso molto vago e pieno di belle parole, tenendosi alla larga senza apportare nessuna nozione concreta sul tipo di lavoro per cui in teoria mi starei candidando.
Al che, stufa delle chiacchiere lo blocco subito e gli chiedo in parole povere la traduzione di tutto il suo monologo, e all'ammissione del tipo di essere la sua un'azienda con sistema piramidale, lo saluto dicendogli che non ero interessata, quindi fuggo letteralmente via e me ne torno a casa scocciata del tempo perso.
Mentre sono col boccone in bocca della merenda che sto piacevolmente gustando per dimenticare l'esperienza appena passata, ricevo una telefonata da un numero sconosciuto, rispondo e il tipo dall'altra parte mi chiede se pensavo che il colloquio avesse avuto un esito positivo secondo me, e io gli rispondo molto tranquillamente che avevo già rifiutato con il selezionatore, quindi grazie di tutto e blablabla, salutame a soreta.
E il tipo di rimando: "tanto lei non aveva superato la selezione".
E mi chiude la chiamata.
E gnegnegne e pappappero non me li dici?
Ci stavano bene, avresti dovuto dirmeli prima di attaccarmi il telefono, caro il mio tizio sconosciuto, mi ci hai fatto rimanere male per circa tre secondi, prima di scoppiare a ridere, ma a ridere tanto.
E tuttora ancora mi viene da ridere, se ci ripenso.
A mente fredda però il dubbio mi coglie, per quale ragione io non ho superato la selezione?
Per la mia non più giovane età, forse?
O per le risposte sarcastiche al questionario?
Forse avrei dovuto scrivere che volevo uno stipendio da cinquemila euro alla domanda "quanto vuoi guadagnare in un mese", invece del giusto compenso rapportato alle ore di lavoro e alla paga base da contratto a norma di legge, come da me segnato.
O forse per il mio diploma di terza media, visto che gli studi professionali che ho concluso dopo non mi hanno permesso la carriera universitaria necessaria per vendere porta a porta i tuoi servizi?
Ora rimarrò con la curiosità per l'intera mia esistenza, che diamine, come farò ad andare avanti serenamente d'ora in poi?
E soprattutto, punto per chi?
mercoledì 11 dicembre 2019
Let's go childish
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