lunedì 4 aprile 2022

 Ieri ho scapocciato con i maschietti del gruppo di gioco, da mesi mi rompono le palle sui miei personaggi e sul mio stile ludico, e alla fine sono esplosa con un messaggio lungo e incazzato.
Solo che sono esplosa male e non volendo li ho offesi con una frase scritta di merda, che se solo ci avessi ragionato su due secondi non avrei fatto un soldo di danno.
Averli feriti è una sofferenza atroce, ci piango da ieri e non basteranno tutte le scuse del mondo per cancellare quest'ennesima cazzata che ho fatto, mi sento veramente uno schifo.
Il marinaio poi non è d'aiuto, secondo lui ho fatto bene a offenderli e scapocciare così, dice che devo farmi rispettare.
Ma che rispetto sarebbe, se devo offendere per ottenerlo?
Non voglio più ripetere un'esperienza del genere, causare dolore a qualcuno che amo è insopportabile.
E non sopporto neanche come il marinaio cerchi di giustificare i miei gesti come se potesse farmi bene allontanarmi da loro, e come rimanga tranquillo nel provocare sofferenze negli altri in nome di un fantomatico rispetto.
E se devo essere sincera, non sopporto neanche il modo in cui mi ha deriso l'altra sera a cena quando abbiamo saputo che il piccolo Firipì ha raggiunto il ponte dell'arcobaleno, e dispiaciuta me ne sono andata a piangere in bagno: "è solo un cane, che ti piangi?"
Ma quale bestia potrebbe mai pronunciare queste parole con il crudo disprezzo con cui le ha proferite lui?
Più andiamo avanti e più cresce la repulsione verso il marinaio, il velo che mi copriva gli occhi è calato da tempo ormai.
E ora che ci faccio con il cuscino che ho cucito apposta per Firipì? 

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